Ma che gli ha fatto Ranieri alla Lazio?

03/05/2019 di Rudi

Questa mattina i responsabili della comunicazione della Lazio hanno risposto in maniera molto piccata alle parole pronunciate in conferenza stampa da Claudio Ranieri sulle quali potrebbe essere aperta una procedura da parte della Procura Federale, ma se ne riparlerà in caso dopo la giornata di campionato.

Facciamo un passo indietro e ricostruiamo cosa è successo: un giornalista di Rete Sport ha ricordato in conferenza stampa al mister un episodio relativo al 2010, quando in Lazio-Inter i tifosi della Curva Nord chiesero a gran voce alla propria squadra di non impegnarsi troppo (leggi scansarsi) perché i nerazzurri erano impegnati nella corsa scudetto proprio con la Roma. Mentre il cronista stava terminando la sua domanda Ranieri ha commentato «E’ stato così, così fu», poi successivamente ha risposto in maniera molto elegante all’ipotesi di situazione simile in vista del prossimo turno, quando la Lazio dovrà vedersela con l’Atalanta, stavolta impegnata contro la Roma nella corsa Champions: «A me non interessa – ha commentato Ranieri – a queste cose ci pensa la Lega, io penso a giocare e ad allenare, io sono sempre stato una persona leale e questo per me è importante».

La Lazio si è arrabbiata 

La vicenda poteva chiudersi qui ma l’intervento prima di Arturo Diaconale, portavoce della Lazio, e poi di Stefano De Martino dell’ufficio  comunicazione, ha inasprito la polemica: «Io credo – ha detto Diaconale a Lazio Style – che su questa conferenza stampa e sulle dichiarazioni di Ranieri debba intervenire la Lega. Le affermazioni sono gravi e pesanti e nascono dalla confusione tra tifoso e tesserato: il tifoso può fare e pensare quello che crede, un tesserato invece è una persona che ha un ruolo di responsabilità». Poco dopo De Martino ha aggiunto: «E’ grave e quest’intervento andrà pesato. È grave perché ricordo che ci fu un procedimento per la questione legata alla gara Lazio-Inter del 2010. Il tema fu trattato anche se si parlava sulla base di voci. La questione, infatti, non ha avuto seguito da nessuno svolgimento. Spesso dall’altra parte si confondono i ruoli tra tifosi e tesserati».

Ma cosa è successo nel 2010?

Per noi quella fu un’annata indimenticabile. Il 1° maggio la Roma vinse a Parma riportandosi in testa alla classifica a due giornate dalla fine dopo che una settimana prima era caduta in casa contro la Sampdoria nella partita della famosa doppietta di Pazzini. La Lazio il giorno successivo ospitò l’Inter. I tifosi scelsero di tifare per la vittoria dei nerazzurri e al gol del vantaggio tirarono fuori uno striscione ironico che recitava “Oh nooooo”. In campo non ci fu storia, l’Inter vinse con un secco 0-2 e si riportò in testa alla classifica e alla fine vinse lo scudetto. Questa che leggi di seguito è un pezzo della cronaca de La Gazzetta dello Sport che racconta il clima surreale in cui si giocò:

“Prima arriva il gol di Samuel allo scadere del primo tempo, poi, al 25′ della ripresa, ecco il raddoppio di Thiago Motta che dà il via alla festa di uno stadio che, per motivi diversi, è tutto da una parte sola. Che non sarebbe stata una partita “normale” lo si è capito da subito. Fuori dallo stadio si vendono sciarpe nerazzurre tra i sorrisi dei laziali, dentro tifosi nerazzurri (almeno seimila) e biancocelesti si uniscono in ogni coro, da “a Roma solo la Lazio” a “chi non salta è giallorosso”. E gli striscioni, sotto gli occhi di un divertito Andrea Bargnani, laziale doc: da un suggestivo “scansamose” a “Mou vinci per noi” in Tevere. L’annuncio delle formazioni è un unico “olè” e in questa atmosfera da festa grande, complice anche il pareggio dell’Atalanta che tranquillizza i laziali in campo e sulle tribune, prende il via la partita. Passano tre minuti e l’Inter, schierato con un prudente 4-3-2-1 con Eto’o unica punta, comincia a collezionare occasioni. Prima una bella palla di Eto’o messa in mezzo ma nessun interista ci arriva, poi un violento colpo di testa di Maicon e Muslera compie la sua prima prodezza.

Ecco, Nando Muslera. Sembra lui il vero rivale dell’Inter. Prima interviene alla grande su un tiro dalla distanza di Thiago Motta (al 9′), poi sulla punizione di Sneijder (al 10′) e ancora esce e spazza su una percussione di Eto’o (al 13′). La Lazio risponde con un tiro indolore di Floccari, in campo insieme a Zarate, e al 15′ con una botta da fuori di Kolarov che finisce di poco fuori. E il serbo viene ricoperto di fischi dalla sua curva”.

lazio inter 2010 kolarov

In questo video puoi ascoltare anche gli insulti a Muslera mentre faceva il suo lavoro di portiere della Lazio. Le polemiche furono davvero tante e fecero il giro del mondo. In questa pagina di LazioWiki c’è una bella raccolta di articoli.

Mister Derby

Ma le polemiche tra Ranieri e l’ambiente laziale in quella stagione ci furono anche prima del famoso Lazio-Inter. Ti ricordi come andarono i derby? All’andata la Roma vinse di misura con un gol di Cassetti, subentrato a Mexes che si infortunò. Al ritorno altra vittoria, stavolta per 2-1, con doppietta di Vucinic (rigore e punizione) dopo la parata di Julio Sergio sul tiro dagli undici metri di Floccari. A fine match i pollici rivolti all’ingiù di Totti a mo’ di scherno scatenarono un putiferio perché la Lazio navigava in brutte acque in classifica.

Ma non è ancora finita. Prima di concludere la sua esperienza sulla panchina della Roma, mister Ranieri fece in tempo a vincere altri due derby: il primo in campionato nel girone di andata. Fu quello del 2-0 con reti di Borriello e Vucinic, entrambe su rigore. Anche in quella occasione le polemiche furono aspre da parte laziale a causa di alcune decisioni arbitrali. In conferenza Ranieri rispose per le rime alla stampa biancoceleste con la famosa frase: «Ve state ad attaccà ar fumo della pipa».

A gennaio fu ancora derby, stavolta in Coppa Italia, negli ottavi di finale in gara unica. Ranieri ne uscì ancora una volta vincitore, battendo la Lazio 2-1 grazie a un gol di Simplicio ed eliminandola. Quattro su quattrograzie mister, c’hai fatto godé come i ricci!.

rudi@rudi.news

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