Ma la modernità di Gianluca Mancini?

12/01/2019 di Valerio Albensi

gianluca mancini

Monchi, nell’intervista alla Gazzetta di ieri, ha confermato che Gianluca Mancini è un giocatore che la Roma segue con attenzione («Comprarlo adesso è impossibile, ma in estate è diverso»). L’Atalanta a gennaio non lo cede e l’obiettivo del direttore sportivo è prenotarlo con largo anticipo per bruciare la concorrenza dell’Inter e di altri club stranieri.

Tira aria di un’altra operazione alla Cristante?

+++PREMESSA+++
Per chi si è iscritto a Rudi da pochi giorni, questo è il seguito di un approfondimento che martedì aveva riguardato Bennacer, altro calciatore che alla Roma tengono d’occhio. Sappiamo tutti quanto sia complicato raccontare il calciomercato e in quante trappole si rischia di finire: noi abbiamo scelto di rallentare senza andare troppo dietro alle voci che nascono e muoiono nel giro di poche ore. Ci soffermiamo su una selezione di nomi sui quali la Roma è concretamente al lavoro, da quello che sappiamo.

Naturalmente ti propongo anche un video con le migliori azioni di Mancini, filmato da cui ho estratto alcuni fotogrammi. L’avvertenza è la solita: non ti entusiasmare troppo perché quella è una costruzione, non la realtà; è utile per farsi una prima idea sul giocatore. Sai meglio di me che su YouTube non esistono calciatori scarsi.

Chi è Gianluca Mancini?

Gianluca Mancini, difensore centrale dell’Atalanta, si è imposto quest’anno come uno dei giovani più interessanti del campionato: compirà 23 anni ad aprile, ma ha già una forte personalità e capacità clamorose in zona gol. Costa caro: intorno ai 25 milioni. Gasperini lo fa giocare prevalentemente come centrale di sinistra nella difesa a tre, anche se Gianluca è destro.

Ah, non è un prodotto dell’inesauribile vivaio dell’Atalanta, ma è cresciuto nelle giovanili della Fiorentina: dopo il trasferimento al Perugia è passato a Bergamo.

Mancini è stato anche centrocampista nelle giovanili viola e si vede quando ha il pallone tra i piedi: si sente sicuro e non ha paura di tentare la giocata più rischiosa in verticale per accelerare il giocoSpesso si trasforma in un centrocampista aggiunto: ogni 90 minuti fa 7,84 passaggi nella trequarti avversaria, che per un difensore sono tanti.

In area è letale: con Kolarov, è il difensore che ha segnato più gol in campionato (4), inoltre ha realizzato un assist e avuto 11 occasioni da gol.

via GIPHY

Mancini è toscano e da bambino era tifosissimo dell’Inter: il numero 23 che porta è un omaggio a Marco Materazzi, quello che è stato il suo idolo. In campo è esuberante e fa sentire spesso il suo fisico (è alto un metro e novanta); fuori dal campo ce lo descrivono come un tipo con la testa sulle spalle e soprattutto uno che non si risparmia. A Zingonia, centro di allenamento dell’Atalanta, lo chiamano “Mancio”, come il ct della Nazionale che tra l’altro lo ha già convocato per studiarlo da vicino.

L’ho messo a confronto con Skriniar dell’Inter, Romero del Genoa e Andersen della Sampdoria, probabilmente gli altri tre centrali under 23 più interessanti del campionato (l’interista però ne compirà 24 tra un mese). Sono quattro difensori strutturati dal punto di vista fisico, tutti di piede destro. Romero, che pare sia vicino alla Juventus, mi sembra il tipico centrale vecchio stampo (non lo dico per sminuirlo, anzi) fortissimo di testa e nel corpo a corpo con gli attaccanti avversari, ma gioca poco il pallone (20,88 passaggi ogni 90 minuti contro i 49,18 di Mancini, i 58,69 di Andersen e i 58,87 di Skriniar) e non rischia granché: solo 8,33 passaggi in avanti ogni 90 minuti contro i 20,17 del collega dell’Atalanta, i 22,43 del sampdoriano e 23,67 di quello interista.

In impostazione, Andersen e Skriniar raggiungono livelli eccellenti con rispettivamente il 90 e il 93 per cento di passaggi riusciti; Mancini riesce comunque a stare subito dietro con l’87 per cento.

Dati da WyScout.com

Dal punto di vista difensivo, comunque, il rendimento stagionale dell’atalantino non si discosta molto da quello di Skriniar e questa è una sorpresa: è avanti per azioni difensive riuscite (9,2 contro 8,26), duelli difensivi nei 90 minuti (8,78 a 5,89), ma ha meno senso della posizione dell’interista visto che è indietro per quanto riguarda palle intercettate (4,49 a 4,57) e tiri intercettati nei 90 minuti (0,37 a 0,7). Mancini va meglio rispetto ad Andersen, che però è più tosto nei contrasti.

Va tenuto conto che sui numeri ha certamente un’influenza il diverso modulo:Mancini gioca in una difesa a tre, Skriniar e Andersen a quattro. Ed è anche per questo che l’atalantino ha spesso la copertura per trasformarsi in un centrocampista aggiunto o addirittura in un incursore. È quello che chiede Gasperini ai due difensori che giocano ai lati del centrale.

Vediamolo in azione. Qui, contro la Sampdoria, sventa un’azione potenzialmente pericolosa, andando in anticipo su Defrel, e rovescia immediatamente il gioco servendo Gomez in profondità.

gianluca mancini

Questa sequenza descrive invece un’azione della partita vinta contro l’Inter. Mancini sfrutta ancora una volta l’anticipo, uno dei suoi punti di forza, e invece che appoggiarsi su Barrow corre il rischio di puntare l’area di rigore e guadagna una punizione preziosa.

Altre conferme arrivano dando uno sguardo alla “heat map” di Mancini, la mappa che mostra la sua posizione media in campo: le zone arancioni e gialle sono quelle più coperte dal difensore, che come puoi vedere è abituato a stare per molto tempo nella metà campo avversaria.

heat map gianluca mancini

Le sue sono qualità preziose, da difensore moderno: uno che sa prendere i rischi e accetta l’uno contro uno senza paura. Ecco perché su di lui non c’è solo la Roma.

Farà una grande carriera? Le premesse ci sono tutte, ma parliamo pur sempre di un ragazzo al primo vero campionato da protagonista in Serie A. Mancini saprebbe confermarsi ad alti livelli anche in uno schieramento a quattro come quello della Roma? Va detto che, in genere, i due centrali più esterni nella difesa a tre sono quelli che più facilmente riescono ad adattarsi al passaggio alla difesa a quattro perché sono i difensori che hanno compiti di marcatura (e fanno il lavoro più complesso). Gianluca può migliorare dal punto di vista della concentrazione e della capacità di leggere certe situazioni di gioco con rapidità

Di lui, nelle precedenti settimane, Gasperini ha detto: «Mancini continua a segnare e non mi sorprende perché attacca la palla e la porta con un tempismo eccezionale. È un difensore moderno, con ampi margini di miglioramento, ma deve imparare da gente come Chiellini, Masiello e Toloi come si combatte duro nella nostra area di rigore».

Le clamorose qualità offensive di questo ragazzo forse valgono il rischio: quando si affaccia nell’area avversaria Mancini diventa un altro attaccante capace di fare gol di testa, ma anche con i piedi. E la Roma sa bene quanto conti nel calcio moderno avere difensori bravi a sfruttare le palle inattive. 


valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb
(fonte dei dati: WyScout.com, Lega Serie A e Transfermarkt.it; heat map da WyScout.com)

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