Mkhitaryan e Pellegrini possono coesistere?

06/03/2020 di Valerio Albensi

Dopo le recenti ottime prestazioni di Henrikh Mkhitaryan da trequartista centrale e la contemporanea assenza di Lorenzo Pellegrini a molti è venuto il dubbio: questi due giocatori possono coesistere nel 4-2-3-1 della Roma? Paulo Fonseca, quando li avrà entrambi a disposizione, deciderà di alternarli al centro?

Alla domanda ha già risposto l’allenatore, che ha schierato insieme dal primo minuto i calciatori quando li ha avuti in buone condizioni. In questa stagione, Mkhitaryan e Pellegrini sono partiti contemporaneamente titolari in sei occasioni, tutte in Serie A:

  • Roma-Sassuolo 4-2
  • Bologna-Roma 1-2
  • Lecce-Roma 0-1
  • Inter-Roma 0-0
  • Atalanta-Roma 2-1
  • Roma-Lecce 4-0

Quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta. Fonseca ha schierato Pellegrini trequartista centrale e Mkhitaryan a sinistra. Le uniche eccezioni sono Inter-Roma, partita nella quale il capitano dell’Armenia ha giocato prevalentemente esterno destro, e Atalanta-Roma, gara in cui abbiamo visto i calciatori giocare interni di centrocampo in un 4-1-4-1.

Zone di competenza

Nelle occasioni in cui hanno giocato insieme sulla trequarti, i due si sono divisi le zone senza sovrapporsi più di tanto: Pellegrini si è preso il centro-destra, Mkhitaryan ha occupato la fascia di sinistra (o centro-sinistra) del campo.

Qualche esempio. Le zone occupate in Roma-Sassuolo 4-2 (mappe da WyScout.com).

Pellegrini Mkhitaryan

Questa invece è l’ultima partita giocata insieme, il primo tempo di Roma-Lecce 4-0. Qui vediamo Pellegrini avvicinarsi alla zona di Miki probabilmente per favorire gli scambi (8 in 45 minuti).

In totale, in queste sei partite giocate dall’inizio insieme dal 1′ – anzi, cinque e mezzo – i due si sono passati il pallone 49 volte, un numero non particolarmente alto.

Entrambi sono giocatori con una spiccata attitudine verticale. Mkhitaryan preferisce gli scambi corti e rapidi, è molto forte in conduzione e, complessivamente, è più “attaccante” di Pellegrini quindi sa puntare meglio l’area di rigore e duellare con successo in zone avanzate del campo; “Miki” ha anche una diversa maturità tattica, aspetto sul quale gioca un ruolo fondamentale la differenza di età di sette anni. Pellegrini ha un’indole più da centrocampista e rifinitore rispetto al capitano dell’Armenia: contribuisce di più al gioco difensivo, ha una maggiore predisposizione al passaggio in avanti, in verticale (12,17 ogni 90 minuti contro 9,25), cerca con insistenza il passaggio filtrante e il passaggio lungo in profondità.

Sono entrambi giocatori dinamici, che si smarcano molto durante la partita, e questo facilita il gioco della Roma, aumenta le linee di passaggio.

Dalla mappa dei passaggi di una delle partite giocate insieme dal primo minuto, Lecce-Roma, è chiara la differenza di stile tra i due, una differenza che li spinge a stare a una certa distanza in campo.

Mkhitaryan Pellegrini
Mappa dei passaggi da WyScout.com

Quando li abbiamo visti giocare insieme sulla trequarti, Pellegrini e Mkhitaryan hanno avuto la tendenza a giocare lontani, a rappresentare due centri creativi con caratteristiche diverse, uno sul lato sinistro l’altro sul lato di centro-destra.

Si sono spesso alternati nel favorire l’uscita bassa della palla della Roma, anche se il gioco spalle alla porta probabilmente non è il piatto forte della casa per entrambi.

Lorenzo Pellegrini Henrikh Mkhitaryan

In fase di possesso, Pellegrini andava a cercare zone dove potersi mettere nelle condizioni di sfruttare le sue armi migliori come il passaggio lungo: sul centro-destra, per esempio, poteva trovare corridoi invitanti per l’esterno d’attacco di quel lato, quasi sempre Kluivert. Mkhitaryan invece cercava di associarsi più agevolmente con compagni tipo Kolarov, Dzeko e Veretout.

Pellegrini e Mkhitaryan però sanno anche trovarsi, soprattutto quando possono attaccare gli spazi rivolti verso la porta, in velocità.

Come, per esempio, nell’azione del primo gol di Mkhitaryan con la Roma, al Sassuolo: torre di Dzeko per Pellegrini, movimento ad attaccare l’area di “Miki”, palla in profondità del numero sette e gol.

Sviluppo simile in questa azione contro il Lecce: Pellegrini manda sul fondo Mkhitaryan, che poi mette al centro per Dzeko, in leggero ritardo.

Qui, invece, contro il Bologna, bel passaggio lungo in orizzontale di “Miki” per Lorenzo, che prenderà un fallo prezioso al limite dell’area: la punizione sarà sfruttata da Kolarov per l’1-0 romanista al Dall’Ara.

Bologna Roma Mkhitaryan Pellegrini

Pellegrini trequartista centrale, Mkhitaryan spostato a sinistra e, a completare la trequarti, un esterno destro capace di attaccare gli spazi in profondità come Cengiz Ünder, Carles Perez o Justin Kluivert. È un assetto che Fonseca ha potuto testare poco a causa degli infortuni che hanno fermato sia Pellegrini sia “Miki”, ma che ha dato risultati interessanti già nella fase iniziale di un’intesa che può migliorare di partita in partita.

Mkhitaryan e Pellegrini, insomma, hanno tante cose da dirsi e da fare insieme.

Ora la scelta sta a Fonseca: può decidere di alternarli, in caso di necessità, per avere sempre un giocatore fresco al centro della trequarti; oppure può schierarli insieme per puntare a una costruzione più diretta contro particolari avversari. Di sicuro però per l’allenatore della Roma questo non è un problema.