Non avremo vinto nulla, ma abbiamo battuto la paura

02/11/2019 di Patrizio Cacciari

La vittoria più bella è arrivata contro quel Napoli che in tanti a inizio stagione pronosticavano sopra la Roma, in lotta con Juve e Inter per più nobili obiettivi, grazie soprattutto a quella difesa rinforzata dal miglior elemento romanista della scorsa stagione, lasciato partire per una plusvalenza necessaria a sistemare il bilancio.

Oggi però la classifica dopo 11 giornate, dice altro. Dice che la Roma è al quarto posto (terzo provvisorio) e il Napoli lontano dalla vetta a causa anche di 15 gol incassati. Ma la squadra di Ancelotti è forte e si riprenderà con il tempo le posizioni che le competono.

A stupire di più è la Roma, guidata da un allenatore che tra l’iniziale scetticismo ha trasformato questo gruppo di calciatori in una squadra. La Roma lotta, corre, soffre, si diverte e adesso vince. E ha iniziato a farlo nel momento in cui tutto sembrava perduto, con l’infermeria piena e dopo una serie di inspiegabili torti arbitrali subiti.

Fonseca: «Non abbiamo vinto niente»

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Sia ai microfoni di Sky che in conferenza stampa Paulo Fonseca ha battuto molto su un concetto: «Non abbiamo vinto nulla». Ha ragione il mister a tenere saldo il gruppo e soprattutto l’ambiente, capace di esaltarsi e autodistruggersi con un paio di partite. Ma c’è qualcosa di diverso nell’aria dopo questa settimana. Perché la Roma non avrà ancora vinto nulla, ma ha battuto la paura. E questa è un primo grande risultato che dobbiamo riconoscere al portoghese.

Le parole che spesso gli capita di ripetere, come atteggiamento e ambizione, non sono campate per aria, ma fanno parte di un progetto tecnico e di una idea di gioco che inizia a vedersi in maniera evidente, sia in campo che fuori.

E freschi di una vittoria così bella su una big del campionato, non possiamo non farcela quella domanda, mister. Una volta recuperati tutti gli infortunati, dove potrà arrivare questa squadra? Dove pensi di portarla? Per una notte lasciaci sognare, perché se non abbiamo più paura di farlo la colpa, o il merito, è tutto tuo.