Non può più esistere un calcio senza Var: ricordatevelo quando direte che è inutile

25/10/2019 di Valerio Albensi

Collum Roma Borussia Monchengladbach

Non ci sono dubbi. Se ieri sera l’arbitro scozzese William Collum avesse avuto il supporto di un Var si sarebbe risparmiato una brutta figura e avrebbe cancellato il rigore che ha assegnato a favore del Borussia Mönchengladbach al 93′ della partita dell’Olimpico.

Un rigore inesistente quanto decisivo per il risultato finale.

Ci può stare che un arbitro di 40 anni, al termine di una partita estremamente faticosa, su un campo molto pesante, possa farsi ingannare da una dinamica di gioco veloce all’interno dell’area. Quello che non ci può stare, oggi, è che una sfida internazionale venga giocata senza un altro arbitro davanti a uno schermo.

Cosa ha visto l’arbitro Collum

Questa è la visuale di Collum al momento del duello in area tra Chris Smalling e Nico Elvedi.

Collum Roma Borussia Monchengladbach

Lo scozzese è a una decina di metri, non ha altri giocatori davanti (Florenzi non ostruisce la sua visuale), ma il calciatore del Borussia precede il romanista nella prospettiva dell’arbitro e in qualche modo lo copre. Elvedi colpisce il pallone di testa e la palla sbatte sulla faccia dell’inglese, che nel frattempo si è opposto e ha preso posizione allargando le braccia. Collum ha un momento di esitazione, poi si fida forse di una sua sensazione e il dubbio è che si lasci anche condizionare dalle proteste dei tifosi del Borussia e dei calciatori tedeschi.

Sul sito di SkySport c’è il video dell’episodio.

Questo è un tipico caso identificato dal protocollo Var come “chiaro ed evidente errore”, quindi il collega davanti allo schermo avrebbe richiamato Collum a una review. Anzi, forse non ce ne sarebbe stato nemmeno bisogno.

Il rigore ha devastato i giocatori della Roma, ha detto Fonseca

Disparità Champions-Europa League

La Uefa non ha previsto il Var nelle gare dei gironi dell’Europa League, ma solo nella fase conclusiva, quella a eliminazione, e questo crea una disparità inaccettabile con l’altra competizione europea, la Champions League, nella quale invece il Var copre l’intero calendario, spareggi di agosto inclusi.

Ha scritto Marco Evangelisti sul Corriere dello Sport di oggi: “È una discriminazione non più accettabile. O si gioca tutti con le stesse regole e le stesse opportunità oppure hanno ragione le squadre che considerano l’Europa League una consolazione di cui è molto meglio fare a meno. Una visione del mondo pigra. Quella dell’Uefa è peggio. È cieca”.

L’importanza del Var

Non è più concepibile un calcio senza Var.

La tecnologia ha eliminato dalle partite i gol fantasma e quelli in fuorigioco: già solo questo può essere considerato un grande risultato. L’aiuto di un altro arbitro davanti a uno schermo poi ha migliorato il lavoro dei colleghi in campo e ha cancellato le conseguenze di tante sviste clamorose.

Non ha più senso mettere in dubbio l’utilità di questo strumento, come sentiamo fare dopo ogni episodio controverso, e non possiamo pensare che un arbitro davanti alla tv possa eliminare completamente le ingiustizie. Non è così e non potrà esserlo, dobbiamo accettarlo. Dobbiamo fare i conti con il fatto che esiste ed esisterà sempre una zona “grigia” di discrezionalità dell’arbitro, di libera interpretazione, perché in alcune situazioni di gioco non può essere diversamente.

Ma il Var rende il calcio più giusto e non possiamo più farne a meno. E pazienza se vedremo più interruzioni e proveremo la delusione di qualche esultanza strozzata.

Quanto avremmo voluto vedere ieri sera questo gesto qui, vero?

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