Il 3-3-3-1, Kalinic e le altre cose buone di Parma-Roma (oltre al risultato)

17/01/2020 di Valerio Albensi

Paulo Fonseca a Parma ha cambiato strategia. E ci ha dimostrato, ancora una volta, di essere un allenatore estremamente attento alle caratteristiche degli avversari, di non avere problemi a cambiare l’assetto della Roma se serve per vincere.

Ieri sera, in Coppa Italia, l’allenatore ha fatto tesoro degli errori di novembre, quando la squadra perse 2-0 al Tardini e fu molto esposta alle ripartenze velocissime degli attaccanti del Parma. In Coppa, va detto, D’Aversa ha schierato una formazione ampiamente rimaneggiata e Fonseca no, ma la Roma ha gestito la partita con meno affanni, ha rischiato pochissimo e alla fine ha vinto passando il turno.

Ha fatto la differenza la scelta di Fonseca di arretrare a sorpresa Cristante come difensore centrale di un reparto a tre, con Mancini al centro-destra e Smalling al centro-sinistra. Una mossa che ha dato più copertura alla squadra contro i tre attaccanti del Parma e ha dato anche buone possibilità in fase di possesso.

La differenza rispetto alla linea a tre vista contro l’Atalanta è proprio Cristante: quella volta Fonseca scelse Kolarov per comporre il reparto, un terzino, mentre ieri ha messo al centro un centrocampista. Il minimo comune denominatore delle due scelte è la capacità di entrambi di giocare bene il pallone con i piedi.

La difesa a tre e le altre cose da ricordare di Parma-Roma

Ci abbiamo messo un po’ a capire davvero come Fonseca aveva messo in campo la squadra all’inizio. Ha schierato i tre centrali, come detto, poi Florenzi e Kolarov sulle fasce e Diawara davanti alla difesa; ha dato a Pellegrini ancora più libertà e la funzione di collegamento tra difesa e attacco senza andare a occupare spazi fissi, cercando anche movimenti alle spalle degli avversari e a supporto di Kalinic; Fonseca ha anche piazzato Perotti e Cengiz Ünder quasi mezzali e Kalinic punta centrale. Con uno schieramento così offensivo, ai giocatori più avanzati di Diawara Fonseca ha richiesto anche uno sforzo difensivo importante e segnali confortanti sono arrivati soprattutto da Ünder, che ha fatto un paio di salvataggi decisivi (soprattutto quello nel secondo su Barillà, dopo la parata di Pau Lopez su Inglese).

Possiamo sintetizzare il modulo di ieri, sforzandoci un po’, avvicinandolo al 3-3-3-1 di Bielsa al Lille, per avere un parametro.

Basta dare uno sguardo al grafico delle posizioni medie in campo per notare tre linee composte da tre giocatori ciascuna, con Florenzi e Kolarov chiamati a dare ampiezza e Pellegrini che gioca davanti a Diawara.

posizioni medie parma roma
Le posizioni medie della Roma nel primo tempo di Parma (dal sito della Lega Serie A)

Uno schieramento che, in fase di possesso, si trasformava in uno 3-1-5-1 con una linea piuttosto affollata che cercava di attaccare in ampiezza e in profondità la difesa del Parma.

Ecco la mappa delle posizioni medie in possesso di palla della Roma.

Le posizioni medie in campo dei giocatori della Roma in fase di possesso palla

Solo che in possesso, nel primo tempo, i meccanismi di gioco non hanno funzionato alla perfezione soprattutto quando la squadra riusciva a stare nella trequarti del Parma: c’erano troppi giocatori che venivano incontro al portatore di palla (Kalinic, i trequartisti) e nessuno che attaccava l’area. Le occasioni migliori sono arrivate quando i trequartisti lo hanno fatto: i due tagli di Perotti, nei quali però l’argentino non è riuscito a segnare.

Nel secondo tempo, la Roma si è mossa meglio: Kolarov e Florenzi hanno partecipato con maggiore continuità all’azione offensiva, i trequartisti hanno cercato di più Kalinic e attaccato la porta con più continuità. I primi risultati si sono visti con due occasioni ravvicinate: la prima non sfruttata da Perotti e la seconda che ha portato al gol di Pellegrini dopo una bella triangolazione con Kalinic.

Ma se nella fase di possesso palla lo schieramento a tre non ha cambiato di molto l’impostazione della Roma (che già normalmente abbassa un mediano in costruzione), è nella fase di non possesso che l’utilizzo di tre difensori ha dato i frutti maggiori. Ricordiamo quello che era successo in campionato, quando la Roma aveva subito 24 ripartenze (solo dalla Lazio ne aveva incassate di più) e veniva sistematicamente scavalcata a centrocampo.

Fonseca ha fatto tesoro degli insegnamenti di quel pomeriggio e ha scelto di arretrare Cristante tra i due centrali per cercare di limitare il più possibile situazioni di inferiorità numerica potenziale. «Ho visto le difficoltà che avevamo avuto qui nel controllare la profondità. Ho pensato di cambiare ad inizio costruzione, così per il Parma sarebbe stato più difficile pressare e Cristante ha più qualità in impostazione», ha detto Fonseca a fine partita.

Con il suo 5-1-3-1 in fase di non possesso infatti la Roma ha concesso una sola vera buona occasione al Parma in tutta la partita, quella non sfruttata da Inglese sull’1-0 nel secondo tempo.

Al di là della partita importante di Cristante in un ruolo non suo e della solita grande prestazione di Diawara (ma ormai comincia a non essere una notizia) va sottolineata l’ottima prova di Mancini e Smalling, che si sono adeguati perfettamente alle nuove funzioni. Compiti, nel caso di Mancini, estremamente familiari perché ricoperti a lungo all’Atalanta: lo abbiamo visto più volte uscire dalla linea, andare in pressione sull’avversario per dare supporto a centrocampo a Diawara.

Parma-Roma Coppa Italia
Un anticipo di Mancini, che poi continua l’azione andando ad attaccare l’area di rigore del Parma

Quale futuro per la difesa a tre?

È difficile dirlo ora. Fonseca ha detto che difficilmente tornerà a schierare così la squadra in futuro, ma può essere anche pretattica la sua. Ieri di sicuro la Roma ha trovato un’alternativa valida contro avversari che puntano a metterla in difficoltà attaccandola in profondità, alle spalle, con due o tre punte molto rapide. Non è detto che rivedremo lo stesso schieramento a Genova domenica, ma Fonseca ha aggiunto questa alternativa al set di soluzioni che possono rendere più imprevedibile il gioco della Roma.

La partita di Kalinic

Fonseca ha detto esplicitamente che Kalinic è stato il migliore in campo. Al di là dei risvolti motivazionali di questa dichiarazione, il vice-Dzeko ha fatto davvero una buonissima partita e ha dato segnali di crescita. Più volte si è messo in società con Pellegrini, al quale ha servito l’assist per il gol e un altro potenziale passaggio decisivo nel primo tempo non sfruttato da Lorenzo, al termine di un bellissimo spunto sulla sinistra.

Parma-Roma Kalinic

Si è mosso tanto (è il secondo romanista per chilometraggio con undici chilometri percorsi), ha preso tanti falli (cinque), ma non è stato preciso con le conclusioni, frettoloso in una situazione nel secondo tempo quando ha anticipato il tiro da buona posizione (gli era successo anche in casa contro l’Istanbul Basaksehir).

Però la sua prova è stata positiva ed è importante che la Roma possa cominciare a contare su di lui, soprattutto nelle coppe.