Perché contro il Brescia Veretout è stato il migliore della Roma

25/11/2019 di Rudi

Quanto è mancato nella scorsa stagione un mediano con le caratteristiche di Jordan Veretout? Anche ieri, in Roma-Brescia, il centrocampista arrivato in estate dalla Fiorentina ha confermato i progressi dell’ultimo mese: con il suo movimento costante tra difesa e attacco è diventato l’uomo che dà equilibrio alla Roma, il portatore di quella sana combattività di cui questa squadra aveva bisogno.

Numeri: passaggi al top

Veretout non è entrato nel tabellino per un gol, ma la sua è stata una prestazione di grande sostanza e qualità. Secondo WyScout è stato coinvolto in 94 azioni totali (solo contro il Cagliari ha fatto meglio, con 96) e ha toccato il massimo stagionale di passaggi tentati, 67, con una percentuale di riuscita del 90 per cento; di questi, 20 sono i passaggi tentati in avanti (18 riusciti).

La mappa dei passaggi di Jordan Veretout in Roma-Brescia (da Wyscout.com)

Ha intercettato quattro palloni, ne ha persi sette, ma ne ha recuperati nove di cui cinque nella metà campo avversaria. Completano il bilancio sette duelli vinti su 15 e il dato di 11,28 chilometri percorsi, primo romanista.

Quello che i numeri non riescono a esprimere fino in fondo però è l’importanza sul campo delle sue giocate e dei suoi movimenti, soprattutto nella fase di non possesso. Veretout è stato sempre nel vivo del gioco, anche con coraggio. Lo abbiamo visto alzarsi spesso per andare a disturbare Tonali, come in questo caso in apertura di secondo tempo, un momento in cui la pressione però non è andata a buon fine. Il Brescia è riuscito a trovare smarcato Martella, che è partito verso la metà campo romanista; Veretout con uno scatto è riuscito a raggiungere l’avversario, dando supporto a Zaniolo, e non lo ha mollato anche dopo lo scambio con Donnarumma.

Martella è arrivato per primo sul passaggio in profondità del compagno, ma Veretout ha avuto la forza per mettersi tra avversario e pallone e allontanare una possibile minaccia.

Forza fisica e dinamismo, generosità, ma anche concentrazione. Come in questa punizione battuta dal Brescia nel secondo tempo, sul lato destro. Veretout, in barriera, ha notato un esitazione tra il battitore e il giocatore pronto per calciare in porta, e velocissimo ha rubato palla e ha rovesciato l’azione innescando un contropiede potenzialmente pericoloso.

Nelle azioni di attacco lo abbiamo visto spesso giocare quasi da mezzala, allargarsi a sinistra o a destra a supporto dei trequartisti. E spesso è stato l’uomo libero che i compagni non sono riusciti a servire, soprattutto nel primo tempo.

Veretout sta facendo grandi progressi anche in copertura, per esempio quando c’è da ricomporre la linea di difesa nel momento in cui uno dei centrali esce lateralmente per andare a contrastare un avversario. A 26 anni, e nel pieno della maturità tecnica, stiamo vedendo un giocatore meno verticale rispetto alla Fiorentina, ma ugualmente prezioso per la sua squadra. Ieri è stato il migliore in campo. Non ha segnato come Mancini e Smalling, ma è stato comunque decisivo.

Sempre presente durante l’ultimi ciclo di impegni ravvicinati, unico centrocampista di ruolo rimasto in quel periodo, in pochi mesi Veretout è diventato un punto di riferimento. Per Fonseca e per la Roma.