Perché Di Francesco è pazzo di Bennacer

09/01/2019 di Valerio Albensi

bennacer

Parlare di mercato in un mese in cui si legge di tutto e arriva di tutto, da fonti più o meno attendibili, non è facile. Ci perdonerai, ma non vogliamo sparare nomi in libertà o correre dietro al meccanismo “nome lanciato da un giornale-smentita del procuratore sui siti”. Va detto però che è ormai evidente a tutti che il mercato della Roma, non solo quello di riparazione ma anche quello estivo, sta ruotando intorno alla ricerca di due profili ben precisi.

Il primo rinforzo che serve, quello più urgente, è un mediano con caratteristiche difensive che sappia anche fare il centrale in un centrocampo a tre. Questo perché purtroppo la situazione di Daniele De Rossi preoccupa seriamente e con un uomo in meno il reparto diventa numericamente corto. La prova è che Steven Nzonzi ha giocato 19 partite consecutive da titolare e Bryan Cristante 11.  

Ci sarebbe poi bisogno di un altro difensore centrale se Ivan Marcano decidesse di partire subito, ma è certo che la Roma si sta già muovendo per giugno per ritoccare la difesa visto che nessuno può escludere al cento per cento la partenza di Kostas Manolas (ha una clausola) e perché certe amnesie stagionali di Federico Fazio impongono una riflessione.

Due obiettivi concreti della Roma sono Ismaël Bennacer, centrocampista dell’Empoli, e Gianluca Mancini, difensore centrale dell’Atalanta. Ma se per il primo uno spiraglio per l’arrivo a gennaio esiste (nonostante le smentite della sua società), per il secondo se ne riparlerà in estate e vedremo se Monchi riuscirà a battere la concorrenza come per Cristante.

Proviamo a capire che giocatori sono questi due ragazzi e se sono pronti per il salto. Lo spunto ce lo ha dato uno scambio su Twitter con Luciano, amico di Rudi con il quale è sempre piacevole conversare, che ci chiedeva di confrontare i numeri di Mancini (pubblicati nell’ultimo numero) con quelli degli altri difensori della Serie A.

Partiamo dal centrocampista dell’Empoli. Dell’atalantino invece parliamo in un altro articolo di Rudi.

+++ATTENZIONE+++
Dopo avere guardato il video con le migliori azioni di Bennacer su YouTube potresti provare un’irrefrenabile voglia di noleggiare un van, correre a Empoli e aiutare il ragazzo a traslocare a Roma.

Calma.

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Fin dai tempi delle videocassette di Tomic e Fabio Junior, l’esperienza ci dice che con i filmati dimostrativi dei calciatori conviene andarci piano. Ricordo che Wilhelmsson su YouTube pareva RonaldinhoIl perché lo sappiamo: questi video mostrano una realtà artificiale e soprattutto parziale

Detto questo però se Di Francesco ha nominato Bennacer la rivelazione del campionato in un recente sondaggio di motivi ce ne sono.

Chi è Ismaël Bennacer?

Questo ragazzo nato in Francia, ma naturalizzato algerino, ha appena compiuto 21 anni ed è arrivato all’Empoli dopo alcune esperienze tra cui spiccano gli anni nel settore giovanile dell’Arsenal culminati con l’esordio in Coppa di Lega inglese il 27 ottobre 2015 in casa dello Sheffield Wednesday. Bennacer non ha un gran fisico (è alto un metro e 75 e pesa 70 chili), ma ha reattività, dinamismo e una buona tecnica. All’Arsenal faceva il trequartista, tant’è che il numero dieci sulle spalle gli è rimasto, poi nell’Empoli Andreazzoli lo ha arretrato mezzala nel centrocampo a tre con buoni risultati; l’evoluzione finale sta avvenendo con la gestione Iachini, subentrato a inizio novembre: Bennacer è il centrale di centrocampo titolare, il regista. Una trasformazione che può ricordare quella di un calciatore a cui Bennacer somiglia nelle movenze, e al quale noi romanisti vogliamo un mondo di bene: David Pizarro.

Ricorderai che il nostro amato “Pek” arrivò a Udine per giocare dietro alle punte; rispetto a lui, Bennacer ha chiaramente meno visione di gioco, ma forse un pizzico di determinazione in più come recupera-palloni, quella sana “tigna”(caparbietà, in romanesco) che vedevamo per esempio nel primo Radja Nainggolan.

Calma (e due).

Non sto dicendo che Bennacer è una via di mezzo tra Pizarro e il Ninja: sto solo cercando di mettere a fuoco certe sue caratteristiche semplificando un pochino.

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Mi sembrano più azzeccati i paragoni che ho letto in giro con Lucas Torreira, con qualche differenza però: l’ex della Samp è quasi il top quando deve interrompere un’azione avversaria, ma non ha la qualità del collega dell’Empoli. 

A questo punto, mi faccio aiutare dai nostri fidati numeri (che poi in realtà sarebbero della Lega Serie A e di WyScout). Al momento, Bennacer è l’under 23 della Serie A con il numero più alto di duelli difensivi, 166: 15 in più di Linetty della Sampdoria e di Barella del Cagliari. Il nostro Cristante è settimo con 139.
Nella classifica generale, il centrocampista dell’Empoli è al quinto posto con Barillà e Vitor Hugo; al comando c’è superAllan con 193 duelli difensivi, poi Biraschi del Genoa (173), de Roon dell’Atalanta (171) e Izzo del Torino.

Altri due indicatori che testimoniano le abilità difensive di Bennacer sono i palloni intercettati e le palle recuperate. Il giocatore dell’Empoli è il secondo centrocampista del campionato per palloni intercettati (105) dietro a Ekdal della Sampdoria (112) e davanti a Parolo della Lazio (95) e Freuler dell’Atalanta (91). È anche il nono calciatore della A per palle recuperate (70), quarto centrocampista dietro a Brozovic (88), Allan (80) e Fofana (80).

Contro la Roma, se ricordi, prese un incrocio dei pali su punizione nel secondo tempo e, in generale, stupì con una grande partita difensiva.

Qui strappa il pallone dai piedi di Santon e rilancia l’azione.

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Un’altra azione che lo descrive è questa contro il Parma. Riceve palla spalle alla porta nella sua metà campo e grazie al controllo salta la prima pressione; poi, velocissimo, rovescia l’azione e allarga sulla sinistra trovando il compagno smarcato. Bennacer è il classico “tuttosinistro” e se imparasse a giocare di più con il destro diventerebbe imprevedibile.

Ho provato a confrontarlo con gli altri due migliori centrocampisti “giovani” del nostro campionato, Barella e Cristante, non per stabilire chi sia più forte, ma per avere un paragone.

Devo dire che, soprattutto dal punto di vista difensivo, Bennacer non sfigura: dei tre, è il calciatore che copre di più con 10,02 azioni difensive riuscite ogni 90 minuti, quasi il doppio rispetto a Barella (5,84); Cristante è secondo con 7,94. Il romanista recupera con i duelli difensivi, 10,66 contro i 10,4 di Bennacer), anche se ne vince di meno (20,48% Bennacer, 18,5% Cristante). Barella è lontano con 7,38 duelli, ma va più a contrasto degli altri: 1,22 ogni 90 minuti contro 0,63 di Bennacer e 0,11 di Cristante. Dei palloni intercettati già abbiamo detto.

[mi scuso per le ripetizioni, ma come faccio a evitarle?]

In fase offensiva, il calciatore dell’Empoli si fa meno sentire nonostante le sue origini da trequartista. Barella e Cristante hanno 25 tiri a testa (il romanista, che ha segnato quattro gol, ha il 24 per cento di tiri in porta; il cagliaritano solo il 12), mentre Bennacer è fermo a nove. Cristante oltre a quattro gol ha anche tre assist. Meno tiri e meno presenza in area per il calciatore dell’Empoli: solo 0,31 tocchi ogni 90 minuti contro l’1,6 di Cristante e l’1,27 di Barella. Ha però abilità nei dribbling: 3,95 ogni 90 minuti, leggermente inferiore di Barella (4,39), ma con un’alta percentuale di successo, addirittura 80,95.

In conclusione, Bennacer è un giocatore davvero interessante e potrebbe essere quello che fa al caso della Roma: un ottimo cambio, con una discreta conoscenza del nostro campionato, che potrebbe integrare la rosa portando caratteristiche al momento assenti. Può fare il centrale nei tre, ma ricoprire anche il ruolo di mediano al fianco di Cristante. Vedendolo con più attenzione, probabilmente deve migliorare nella gestione del pallone, imparare a tenerlo di meno e forse il rischio è che al momento non abbia ancora la giusta maturità tattica per cambiare prospettive e ambizioni. In fondo, ha giocato solo 19 partite in Serie A. Di lui il suo allenatore, Iachini, al Corriere dello Sport ha detto: «Può fare una grande carriera in quel ruolo (davanti alla difesa, ndr), ma c’è da lavorare molto a livello tattico. Sta migliorando la fase di transizione».

È chiaro che vanno valutate le condizioni economiche e la possibilità a giugno di arrivare a un giocatore come Herrera del Porto, che ha però qualità diverse. Prova a seguirlo d’ora in avanti, se non lo avevi fatto prima. Bennacer a me sembra il classico calciatore che poi lo prende il Napoli (facendo un affare) e noi finiamo per chiederci “Ma perché non ci abbiamo pensato prima?”.

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

(questo articolo è tratto dal numero 21 di Rudi)

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