Perché Florenzi oggi non è titolare nella Roma di Fonseca

08/11/2019 di Patrizio Cacciari

Alessandro Florenzi, il capitano della Roma, non ha giocato neanche a Mönchengladbach. E ora sono diventate cinque le partite consecutive in cui non è partito titolare. L’ultima volta fu a Genova, contro la Samp, dove venne impiegato da esterno sinistro alto nella più brutta uscita stagionale, non per colpa sua, della squadra.

Da quel momento abbiamo incontrato il Borussia (due volte), il Milan, l’Udinese e il Napoli e Alessandro lo abbiamo visto poco. Nella partita casalinga contro i tedeschi è entrato solo nei minuti finali, giusto in tempo per sbagliare un’occasione importante, da solo davanti al portiere, che avrebbe chiuso la partita ed evitato la clamorosa svista di Collum.

Contro i rossoneri invece Fonseca, nel momento della sostituzione di Spinazzola e Zaniolo (due uomini di fascia destra) gli ha preferito Cetin e Santon, che è partito titolare anche ieri sera. A Udine è entrato per qualche minuto al posto di Zaniolo. Contro il Napoli e ieri è rimasto in panchina. Non si tratta di una questione fisica, come si era pensato in un primo momento a seguito di una brutta influenza, perché Florenzi si allena da tempo regolarmente con il gruppo.

Molto probabilmente il mister non considera più Florenzi per il ruolo di terzino, dove ora gli preferisce calciatori con caratteristiche tecniche diverse come Spinazzola e Santon. Questo un po’ ha sorpreso.

Ma se andiamo a rileggere quello che Fonseca disse quattro mesi fa, l’8 luglio, nel giorno della sua prima conferenza stampa a Trigoria, forse non è poi tutto così strano. Al mister venne fatta una domanda precisa: «In rosa restano due romani, Florenzi e Pellegrini, che dovrebbero ereditare i ruoli di capitano e vice-capitano. Le cose stanno così? In che ruoli vede i due? Come pensa di utilizzarli?».

Fonseca, che all’epoca parlava ancora in portoghese durante gli incontri con la stampa, rispose così:

«Il ruolo dei due in campo? Vedremo le cose con calma, faremo esperimenti e voi stessi potrete rendervi conto di quale sarà il loro ruolo in campo. Per chiudere questo discorso, molto spesso parliamo di esigenze che abbiamo. Io sono qui perché esigerò determinate cose dai miei calciatori, il club esige determinate cose dai giocatori di questa squadra, ma quello che conta è anche il livello di esigenza che il calciatore pone sulle proprie spalle e su quelle dei suoi compagni. In questo senso essere capitano e portare la fascia da capitano ha un’importanza cruciale. Si parla di leadership, di leader in campo. Essere un leader significa questo, spero che questo sentimento sia sempre presente nella squadra».

Successivamente gli venne rivolta una domanda specifica su Florenzi e cioè se sarebbe stato lui il capitano della Roma dopo l’addio di De Rossi. Fonseca non si sbilanciò più di tanto:

«Florenzi era il capitano della squadra. È una questione che analizzeremo attentamente, ma essendo uno dei capitani di questa squadra, la probabilità che continuerà ad esserlo è elevatissima».

Dopo quattro mesi esatti le cose sono andate in questa maniera? In parte sì, perché Florenzi, nonostante al momento non sia considerato come titolare in difesa, conserva i gradi di capitano. In virtù anche del gesto che fece questa estate per convincere Dzeko a rimanere a Roma, quando gli offrì la fascia.

In quale zona del campo potrà ritrovare spazio? Certamente sulla fascia, a completare il trio che nel modulo di Fonseca si muove alle spalle di Edin Dzeko, dove oggi titolari sono Kluivert e Zaniolo, con Mkhitaryan e Ünder come alternative nel momento in cui saranno di nuovo al cento per cento. Insomma, anche lì la concorrenza per Florenzi non mancherà.

Come ragiona Fonseca lo ha spiegato anche il direttore sportivo Petrachi prima della partita: «Il mister non guarda in faccia nessuno ed è la cosa migliore. Credo che Florenzi quanto prima tornerà a fare quello che ha sempre fatto». 

Oggi La Gazzetta dello Sport scrive di suggestione di mercato per l’Inter, che starebbe pensando a un possibile tentativo per gennaio. Non è un mistero che Conte stimi molto Alessandro. Parlare di mercato in questo momento però è ingeneroso nei confronti di un ragazzo che in carriera ha già dato molto a questa squadra e che anche in un momento delicato si sta dimostrando un professionista esemplare, un uomo maturo: mai una parola fuori posto, mai un post poco intelligente.

Florenzi tornerà utile alla Roma, l’importante sarà sostenerlo, senza le solite inutili divisioni che spesso hanno lacerato l’ambiente e spento l’entusiasmo. Abbiamo ancora bisogno di lui.