L’Udinese non è quella vista a Bergamo: cosa aspetta la Roma

30/10/2019 di Rudi

Dimenticate l’Udinese vista contro l’Atalanta perché i sette gol incassati a Bergamo stasera non conteranno nulla.
Anzi, forse conteranno, ma solo perché daranno ulteriore carica a una squadra che cercherà con tutte le sue forze di riscattare quella figuraccia.

Conviene allora non fidarsi dell’Udinese e delle mille insidie che questa partita nasconde, la quarta in appena dieci giorni: la Roma è ancora in una situazione di profonda emergenza dovuta dalle assenze (stasera saranno sette) e arriva a questo appuntamento con parecchi giocatori che sono stati costretti a scendere sempre in campo, senza riposare. Almeno il morale è alto grazie alla vittoria contro il Milan, che ha permesso alla squadra di assorbire meglio la fatica e dimenticare l’ingiustizia subita in Europa League.

L’Udinese però è una squadra da non sottovalutare, anche perché al contrario di quello che abbiamo visto a Bergamo in una partita sciagurata, nelle precedenti otto gare aveva fatto vedere un’ottima fase difensiva.

L’Udinese in casa ha fatto meglio della Roma

Nelle cinque partite giocate alla Dacia Arena, l’Udinese ha raccolto nove punti, uno in più rispetto alla Roma nello stesso numero di gare all’Olimpico. La squadra di Tudor ha battuto Milan, Bologna e Torino, mentre ha perso contro Parma e Brescia, quelle squadre che hanno avuto un approccio più conservativo. Insomma, i bianconeri hanno vinto le tre partite in cui hanno potuto aspettare e ripartire in contropiede.

È una squadra che sa difendere

Prima dell’Atalanta, l’Udinese aveva la migliore difesa della Serie A con appena sei gol subiti, uno in meno di Juventus, Inter, Cagliari e Verona. Ma se queste ultime due squadre stavano raccogliendo molto di più di quanto meritassero (entrambe superavano abbondantemente i 10 Non-Penalty Expected Goals, gli xG esclusi rigori a sfavore e autogol), il valore dell’Udinese era in linea: 7,72 NPxGA, leggermente meglio della Roma con 7,80 (ora il valore giallorosso è 8,34).

Significa che i gol incassati dalla squadra di Tudor rispecchiavano le occasioni effettivamente concesse. L’Udinese ha subito tre tiri in meno della Lazio (120 a 123) e addirittura 37 in meno del Torino (120 a 157); intercetta un tiro su cinque, settima squadra in Serie A in questa graduatoria.

Davanti le cose non funzionano

A questa solidità difensiva non corrisponde una fase offensiva di pari livello: è questo il grande punto debole dei prossimi avversari della Roma. L’Udinese è il peggior attacco della Serie A insieme con quello della Sampdoria: ha segnato appena cinque gol, di cui tre solo con Okaka.

È una squadra che fa un’enorme fatica a sviluppare gioco e occasioni di qualità. Non è tanto colpa del 3-5-2 di Tudor, che lascia sicuramente poco spazio alla fantasia, ma di caratteristiche dei singoli: oltre a De Paul, non ci sono grandi alternative in rifinitura e la manovra finisce per essere prevedibile anche perché sulle fasce la squadra non ha grande qualità.

Non ci sarà Stryger Larsen ed è un’assenza che pesa perché il danese è una delle principali fonti di gioco dell’Udinese, sulla destra. Per avere un’idea, Larsen tocca quasi gli stessi palloni di De Paul e in questa prima parte di campionato ha raggiunto 0,99 passaggi chiave ogni 90 minuti, la stessa media di Pellegrini e Dybala. Stasera dovremmo vedere Okaka e Nestorovki in attacco, mentre a centrocampo potrebbe tornare Fofana accanto a Jajalo e a De Paul.

Cosa deve fare la Roma?

Esattamente il contrario di quanto abbiamo visto a Genova contro la Sampdoria, in una partita molto simile a quella che potremo vedere stasera. Perché l’Udinese si difenderà con attenzione restando bassa, rinunciando al pressing alto e giocando sull’errore della Roma per ripartire il più velocemente possibile verso la porta di Pau Lopez.

La squadra di Fonseca avrà a lungo il possesso; i difensori potranno gestire tanto la palla e dovranno essere bravi a farla circolare velocemente per sorprendere l’Udinese sulle fasce. Al Ferraris, oltre a un palleggio più veloce, è mancato anche coraggio negli uno contro uno soprattutto da parte degli esterni e questo ha fatto arrabbiare molto Fonseca. In partite come questa, la qualità messa in campo dai trequartisti sarà decisiva: Perotti, Zaniolo e Kluivert dovranno rischiare e vincere più duelli possibili. Serve un’altra prova di spessore per arrivare a Roma-Napoli di sabato nelle migliori condizioni.