C’è un post di Ünder che ha fatto arrabbiare molti tifosi della Roma

11/10/2019 di Patrizio Cacciari

Questa mattina Cenzig Ünder ha pubblicato sul suo profilo Twitter ufficiale una foto in cui indossa la maglia della Roma mentre sta effettuando il saluto militare. La foto è accompagnata da tre bandierine della Turchia.

Lo scatto è dello scorso anno e immortala la sua esultanza dopo il secondo gol personale segnato al Benevento nella partita giocata all’Olimpico l’11 febbraio 2018 e vinta dalla Roma per 5-2. Il giorno successivo Ünder postò la stessa foto sia su Twitter che su Instagram, ma con un commento al post diverso: c’era un più rassicurante «Daje Roma!» come puoi vedere qui sotto.

 

Stavolta no. E la cosa ha fatto imbestialire alcuni tifosi della Roma che ci hanno letto un sostegno all’operazione militare che la Turchia sta effettuando in queste ore nel nord della Siria ai danni delle popolazioni curde più che un riferimento alla partita che la nazionale turca giocherà stasera contro l’Albania.

Ai romanisti che lo hanno criticato non è piaciuto vedere utilizzata la maglia del club anziché quella della nazionale turca per messaggi che hanno riferimenti politici.

Non solo Cengiz

Cengiz non è stato il solo calciatore turco della Serie A ad aver postato un messaggio in favore della politica del proprio paese di origine. Per esempio ieri è toccato a Demiral, difensore della Juventus, far sapere ai propri followers cosa ne pensa della delicata situazione internazionale.

 

Demiral ha fatto una scelta diversa da quella di Ünder, postando la foto di un militare che assiste una bambina siriana. Sullo sfondo si vede un carro armato con la bandiera turca. Questo il testo che accompagna la foto: «La Turchia ha 911 chilometri di confine con la Siria. Questo – ha aggiunto – è un corridoio di terroristi. Il PKK e l’YPG sono stati responsabili della morte di circa 40mila persone, incluse donne, bambini, neonati. La missione della Turchia è quella di prevenire la creazione di un corridoio del terrore sui nostri confini meridionali e di riportare due milioni di siriani in territori sicuri». Con tanto di  hashtag #OperationPeaceSpring, ovvero il nome in codice dell’attacco.

Come quello di Ünder, anche questo di Demiral sembra a tutti gli effetti un post di propaganda. La descrizione che fa delle due sigle politiche è piuttosto superficiale: il PKK (Partîya Karkerén Kurdîstan) è il Partito dei Lavoratori Curdi, una formazione paramilitare che ha interrotto la tregua con la Turchia nel 2015. Di ispirazione marxista-leninista, è presente nel sud-est della Siria ma opera anche nel nord. Di fatto viene considerata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi dalla comunità internazionale. L’YPG è invece l’esercito regolare curdo, quello che è stato centrale nella sconfitta dell’Isis. La sua sigla sta per Unità di Protezione Popolare. Oltre a Demiral, anche Calhanoglu, su Instagram, ha fatto un post con un evidente riferimento alla situazione internazionale scegliendo la foto di un soldato turco che sorride a una bambina siriana.

Ma la comunicazione politica del governo turco sta arrivando anche negli altri campionati: Cenk Sahin del St. Pauli in Bundesliga e Unal del Valladolid in Liga si sono apertamente schierati con la Turchia. Il club tedesco ha preso le distanze dal proprio tesserato

Perché Cengiz fa il saluto militare?

Tre settimane prima del suo secondo gol di Ünder al Benevento nel 2018, la Turchia di Erdogan aveva lanciato un’offensiva nel distretto di Afrin, nella Siria settentrionale. In uno degli ultimi attacchi morirono due soldati turchi. L’esultanza di Ünder venne letta come un omaggio ai due caduti. Adesso però è arrivato questo nuovo – chiaro – messaggio di sostegno alla politica di Erdogan. Perché? Ünder è stato acquistato dalla Roma nell’estate del 2017 dall’Istanbul Basaksehir, squadra turca fondata nel 1990 di proprietà del del Ministero turco per la Gioventù e lo Sport. Cengiz è certamente un atleta con un cassa di risonanza mediatica enorme,che potrebbe essere molto utile a un governo che in questa fase politica sta cercando consenso e sostegno per un’operazione che non piace a nessuno. Il rischio che tutta l’area venga di nuovo destabilizzata è molto concreto.

Cosa può fare la Roma?

La Roma è in una posizione delicata. Ünder tecnicamente non ha fatto qualcosa di vietato (ha postato una foto con la maglia della Roma e aggiunto una bandierina della sua nazione). Prendere le distanze dal proprio calciatore significherebbe mettersi in una posizione molto scomoda, soprattutto perché il 28 novembre, e cioè tra meno di due mesi, sarà impegnata proprio in Turchia per l’Europa League proprio contro l’Istanbul Basaksehir, una trasferta che potrebbe essere considerata a rischio dalla diplomazia internazionale nel caso dovesse salire la tensione tra i due club.