Perché si è parlato tanto della saetta del Commando Ultrà Curva Sud

15/07/2019 di Patrizio Cacciari

La scorsa settimana la Roma ha ufficializzato la seconda maglia, quella da trasferta. È bianca, come da tradizione, divisa in diagonale da un fulmine di color arancione, giallo e rosso. Il logo del club si trova in alto a sinistra sul cuore, mentre a destra c’è il celebre logo Nike, lo Swoosh.

Al centro c’è lo sponsor Qatar Airways, con il back sponsor Hyundai sulla parte posteriore della maglia, nella parte bassa. Mi hanno fatto notare la somiglianza con la maglia della stagione 1967-68 indossata nella foto da Giuliano Taccola, ripresa dalla Nike nella stagione 2014-2015.

giuliano taccola roma
Roma seconda maglia 2014-15

Una saetta storica

Diversi tifosi però, principalmente per romanticismo, guardando al fulmine hanno evocato la storica saetta del Commando Ultrà Curva Sud. Nello striscione da trasferta si vede bene di cosa sto parlando. Eccolo qua.

striscione ultrà roma commando ultrà curva sud cucs

Con certezza però posso dirti che si tratta solo di una suggestione. Il fulmine proposto dalla Nike non fa alcun riferimento al Cucs e alla sua storia. Inoltre Pete Hoppins, Apparel Senior Design Director di Nike Football, ha spiegato così la scelta«Quando si mettono insieme colori della AS Roma e il grande retaggio mitologico della città, si ottiene un mix potentissimo. Il tema del fulmine è un concept molto forte per la stagione 2019/20 e penso che sia la divisa Home sia quella Away offrano un fresco tocco di novità, pur restando fedeli all’identità del club».

Il dettaglio che decora colletto, maniche e calzettoni della maglia rossa richiama la mitologia romana e in particolare Giove, il “Re degli Dei” secondo gli antichi romani. Il fulmine – si legge sul sito ufficiale della Roma –  vuole essere anche un riferimento alla magia che da sempre avvolge i Giallorossi: “IT’S MAGIC. IT’S AS ROMA”, la Roma è sempre magica.

Beh, allota ditelo, che un po’ il Cucs vi ha dato l’ispirazione. Guarda un po’ questo adesivo qui sotto? È uno dei primi realizzati dai ragazzi del Commando di allora.

adesivo ultrà roma

Battute a parte, Cucs e Nike sono mondi lontani che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro, ma l’occasione di tornare a parlare di storia di tifo non me la sono lasciata sfuggire.

Come nacquero lo striscione e la grafica del Commando? Beh, il nome lo sapete tutti, lo inventò Antonio Bongi, all’epoca leader dei Boys Roma (nei primi Anni 70) e personaggio importante per la nascita del Cucs insieme ad altre figure di spicco del tifo romanista. Una delle caratteristiche del gruppo era quella di avere due striscioni, il primo da 42 metri per la partite casalinghe, caratteri bianchi su fondo rosso per favorire la comprensione della scritta, che veniva portato solo nelle trasferte più tranquille, l’altro da trasferta di 8 metri (quello nella foto in alto), dove si vede bene la saetta, con la dicitura Ultrà Roma in bianco su bande orizzontali gialle e rosse e il lupetto di lato.

Non male i caratteri vero? In un vecchio Supertifo, rivista che si occupava delle curve italiane, ho ritrovato un’intervista del 1988 a Stefano Malfatti, uno dei fondatori del Cucs, dove c’è un passaggio molto importante: «… sfruttai il fatto di saper disegnare, di avere inventiva. Tirai fuori dal mio tavolo da disegno tante nuove idee che misi a disposizione del gruppo. Nacque così la tessera ed iniziammo il tesseramento. Disegnai tutti i primi adesivi, la nostra prima maglietta, la nostra prima sciarpa che venne fatta a Milano dai nostri amici (al tempo, purtroppo) milanisti. Insomma la macchina si era messa in moto e tutto procedeva per il meglio. Il carattere che avevo inventato piacque e praticamente lo usai per tutto quello che mi capitava sotto le mani; addirittura la prima medaglietta d’argento riportava quei caratteri, ed io ne ero particolarmente fiero».

Ecco dunque come nacque la grafica del Commando. La prima maglia di cui parla Malfatti è questa qui sotto. Mi sono permesso di accostarla a quella della Roma di oggi.

seconda maglia roma 2019-20

Il riferimento agli “amici milanesi”, invece è relativo al vecchio rapporto, risalente agli anni Ottanta, con la curva rossonera. A ulteriore conferma, basta dare un’occhiata alla grafica scelta dai milanisti per lo striscione della sezione Roma della Brigate Rossonere, nate nel 1978. I caratteri sono chiaramente ripresi da quelli dello striscione da trasferta Ultrà Roma.

E l’indiano?

Se ti va di conoscere un po’ meglio la grafica dei primi adesivi degli Ultrà Roma ti suggerisco questa pagina del sito Asromaultras, curato da Lorenzo Contucci, dove ci sono quasi tutti.

A proposito di grafica e originalità: hai presente il famoso indiano che spesso si vedeva in alcune vecchie bandiere e adesivi? Non ho trovato riscontri ufficiali. Insomma, da quanto mi hanno raccontato, era una specie di logo taroccato, creato dai rivenditori di materiale contraffatto che si poteva trovare nelle bancarelle fuori dallo stadio (e anche di questo fenomeno di costume quasi scomparso, un giorno parleremo).

Ma la storia di grafica e loghi non finisce qui, c’è ancora un altra curiosità da raccontare. A causa della famosa scissione del Commando in Vecchio Cucs e Cucs GAM (Gruppo Anti Manfredonia) provocata dall’acquisto di Lionello Manfredonia, il marchio Ultrà Roma venne addirittura registrato. Racconta Vittorio Trenta (uno dei leader di quegli anni) al Guerin Sportivo nel 1989: «[…] Siamo stati i primi in Italia a creare un’associazione legalmente costituita con atto notarile, in data 6 ottobre 1987. Abbiamo depositato denominazione, sigla e marchi anche presso l’Ufficio Brevetti della Camera di Commercio». Il timore era che la parte dissidente del Vecchio Cucs potesse utilizzare gli storici loghi per creare magari un’altra associazione. Ma questa della scissione del Cucs è una storia molto più lunga e complessa che merita un ulteriore approfondimento. 

Di striscioni in realtà ce ne furono anche altri: quello con scritta gialla Commando Ultrà dai caratteri un po’ allargati su fondo rosso, esposto in casa durante gli anni della scissione, oppure quello con la scritta Forza Ragazzi la Sud è con voi, utilizzato dopo la morte di Vincenzo Paparelli, al posto di quello del Commando per un motivo preciso raccontato bene nel libro fatto uscire dal Cucs in occasione del decennale: «Il tifo era una voce sola, l’unione era perfetta, i nostri tamburi rullavano come mai in passato. Forse fu proprio dall’entusiasmo del popolo giallorosso che prese il via alla stagione del rinnovamento. Il 1979 fu l’anno della svolta. Il presidente Anzalone lasciò la guida della società: al suo posto uno sconosciuto, almeno per noi che rispondeva al nome di Dino Viola. Avevamo grandi progetti, iniziavano i primi timidi colloqui con il nuovo presidente, ma tutto fu irrimediabilmente spezzato nel derby del 28 ottobre 1979: Vincenzo Paparelli un tifoso della Lazio fu ucciso da un razzo sparato dalla Curva Sud. 

Via i tamburi, via gli striscioni; i nostri slogan? Apologia di reato! Il nostro nome? Banda armata! Per noi tutte le serrande abbassate, non ci conosceva più nessuno. Chi eravamo? Strati sottoproletari di gioventù violenta»

Non un semplice fulmine ispirato a Giove dunque, ma molto di più. Una storia che tutti i tifosi della Roma è bene conoscano.

patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari