Perché uno come Alderweireld servirebbe davvero alla Roma

12/07/2019 di Valerio Albensi

toby alderweireld roma

Negli ultimi giorni il nome di Toby Alderweireld è stato accostato con sempre più insistenza alla Roma e diverse fonti, soprattutto quelle che riteniamo più credibili sul calciomercato, hanno riportato la notizia di un incontro in queste ore tra i dirigenti del Tottenham e Franco Baldini, consulente di James Pallotta ed ex direttore tecnico degli Spurs, per gettare le basi di una trattativa.

«Se stasera Franco Baldini mi chiama, come ha fatto nelle ultime settimane e giorni, e mi dice che c’è la possibilità di prendere un giocatore e che ha i canali giusti per arrivarci, gli dico di andare avanti e che poi parlerò con chi di dovere.  Questa è la forma di collaborazione che deve esistere tra un consulente di mercato e un direttore sportivo», aveva detto Gianluca Petrachi nel giorno della sua presentazione.

Non è un affare facile da chiudere perché il difensore centrale belga ha un ingaggio importante (4,3 milioni netti a stagione secondo la Gazzetta dello Sport) e, nonostante un solo anno residuo di contratto, il club inglese non sembra particolarmente disposto a fare sconti e abbassare la clausola da 30 milioni valida fino a fine luglio. Un prezzo che la Roma giudica eccessivo: il giocatore è molto forte, ma a marzo ha compiuto 30 anni e va a scadenza.

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Vale la pena però fare un tentativo per uno dei migliori centrali della Premier League, titolare della squadra finalista della Champions. La Roma intanto sta portando avanti anche la trattativa per Gianluca Mancini dell’Atalanta, giocatore di 23 anni che sembra decisamente più vicino.

L’eventuale acquisto dell’atalantino escluderebbe l’arrivo del belga del Tottenham? In linea del tutto teorica no: due degli obiettivi più concreti di Petrachi per la difesa (l’altro è Nkoulou) hanno caratteristiche diverse e potrebbero formare una coppia, anche se a entrambi probabilmente farebbe comodo avere accanto un compagno più affidabile in area di rigore.

Alderweireld ha un gran piede, visione di gioco e senso della posizioneMancini è più esuberante e veloce, è molto forte nell’uno contro uno (ma fa pochi contrasti), ha un piede discreto e ottime capacità di inserimento. Il primo però oggi ha uno spessore diverso rispetto al collega italiano: ha giocato anche nell’Ajax e nell’Atletico, ha vinto un campionato spagnolo ed è entrato nel 2016 nella squadra dell’anno della Premier; Alderweireld poi ha disputato due finali di Champions e attualmente ha al suo attivo 92 presenze con la nazionale del Belgio. 

La sensazione generale è che al momento Petrachi stia rinviando la chiusura dell’affare Mancini nell’attesa di capire le reali possibilità di arrivare ad Alderweireld, ma non è facile interpretare i movimenti di un direttore sportivo abituato a lasciare poche tracce in giro. Quindi non è escluso che possano arrivare entrambi perché con le partenze di Manolas e Marcano due centrali alla Roma oggi servirebbero, a meno di spostare Kolarov al centro (discorso prematuro per ora).

Qualche mese fa, ti avevamo parlato delle caratteristiche di Mancini in questo pezzo. Stavolta ci soffermiamo su Alderweireld.

Esperienza e qualità

Toby Alderweireld ha l’esperienza, la personalità e le qualità per essere il leader della difesa della Roma. Sarebbe un grandissimo colpo perché permetterebbe a Petrachi di risolvere uno dei grandi limiti del reparto difensivo della squadra e cioè la mancanza di un centrale dotato di visione di gioco. Alla Roma servirebbe tanto un difensore capace di migliorare l’uscita della palla e la costruzione dell’azione, di tagliare le linee di pressione avversarie con passaggi verticali più complessi. Un centrale che sa prendersi la responsabilità di un passaggio lungo, anche sotto pressione, per andare a pescare un esterno che si è trovato uno spazio libero.

Alderweireld proviene dalla scuola dell’Ajax, club nel quale arrivò nelle giovanili. Ha imparato a giocare la palla in Olanda e ha perfezionato le doti difensive nella stagione passata all’Atletico Madrid, grazie ai consigli di Diego Simeone.

Il suo stile di gioco ricorda molto quello di Leonardo Bonucci e in effetti le caratteristiche di Alderweireld e quelle dello juventino sono paragonabili: sono entrambi molto forti in impostazione, anche se non sono velocissimi; Bonucci, più anziano di un paio di anni, ha qualcosa in più nelle chiusure e nel gioco aereo.

Quest’anno il belga è rimasto a secco di gol fatti, ma nel corso della sua carriera ha dimostrato di saperne fare, soprattutto su palla inattiva. Questo è un video con i suoi colpi migliori ai tempi dell’Ajax.

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I numeri di Alderweireld

Abbiamo confrontato i suoi numeri con quelli dei due centrali della Roma dello scorso anno, Fazio e Manolas, e con quelli di Mancini. Sono tutti calciatori di piede destro: l’argentino e il greco hanno giocato sempre in una difesa a quattro, il belga è stato impiegato anche in una linea a tre mentre l’atalantino ha giocato tutta la stagione in una difesa a tre. 

Le statistiche si riferiscono all’ultimo campoinato. Alderweireld è il difensore con più minuti, 3108, davanti a Fazio (2981), Manolas (2454) e Mancini (2367), Per quanto riguarda i parametri difensivi, Fazio e Manolas sono quelli che hanno i numeri miglioriL’argentino è fortissimo nei duelli aerei e primeggia anche nei tiri e nei palloni intercettati grazie al suo ottimo senso della posizione.

Mancini spicca nei duelli difensivi (9,43 ogni 90 minuti e 32,6 per cento di successo), merito anche dello stile di gioco di Gasperini, che impone soprattutto ai due difensori laterali la costante ricerca dell’uno contro uno e dell’anticipo. L’esuberanza dell’atalantino si nota nei falli commessi ogni 90 minuti, 1,41: è il valore più alto dei quattro.

Lo scenario cambia radicalmente quando spostiamo l’attenzione sull’impostazioneAlderweireld è davanti in quasi tutte le categorie, Mancini è spesso secondo e i due centrali della Roma dello scorso anno restano più staccati. Alderweireld tenta 10,51 passaggi lunghi ogni 90 minuti con il 60 per cento di riuscita: Fazio si ferma a 3,96 e Manolas è ancora più indietro.

Il belga partecipa molto al gioco offensivo: effettua 10,05 passaggi nella trequarti offensiva ogni 90 minuti (69,7 per cento quelli riusciti), 1,51 passaggi verso l’area di rigore (contro 0,51 di Fazio e 0,22 di Manolas) e 1,3 filtranti (0,24 di Fazio, 0,15 Manolas). Il difensore del Tottenham e quello dell’Atalanta poi tendono a rischiare di più e a tentare più passaggi in verticale: Manolas ha una percentuale di riuscita molto più alta, ma è abituato a giocare il pallone lateralmente.

Qui vediamo una sua specialità, alcuni dei suoi lanci lunghi molto precisi a servire l’esterno più alto (tratti dalle partite di questa stagione contro Chelsea, Borussia Dortmund e Brighton).

Alderweireld è costantemente coinvolto nel gioco del Tottenham, tocca molti palloni ed è sicuro anche negli scambi corti, nel fraseggio. Qui, contro l’Ajax, lo vediamo partecipare attivamente allo sviluppo del piano offensivo: grazie a due passaggi di prima sull’esterno destro, il difensore aiuta la squadra a mettere in inferiorità numerica gli olandesi e a trovare un varco sulla fascia.

L’indirizzo della nuova Roma di Paulo Fonseca è chiaro: colmare le lacune della squadra nella fase di uscita della palla sarà una delle prime sfide per il nuovo allenatore e l’acquisto di Pau Lopez, portiere abile nel giocare la palla con i piedi, va in questa direzione. Un profilo come quello di Alderweireld permetterebbe alla difesa di fare un salto di qualità e alla Roma di muovere più velocemente il pallone anche nella metà campo avversaria. Sarebbe un colpo vero.


valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

Fonte dei dati: WyScout.com