Perugia-Roma a mente fredda

02/08/2019 di Valerio Albensi

Partiamo da quello che Paulo Fonseca ha detto dopo l’amichevole di Perugia: anche stavolta, ha schierato due formazioni quasi completamente diverse tra primo e secondo tempo per dare minutaggio a tutti, ma è rimasto pienamente soddisfatto solo della Roma vista nella ripresa.

C’è stata una differenza di prestazione tra i primi 45 minuti e i secondi e lo dicono anche i numeri: i giocatori del secondo tempo sono stati più pericolosi dei compagni impiegati nel primo (sei tiri, di cui tre in porta, contro le due conclusioni della prima parte), hanno gestito di più il pallone (62,4 per cento di possesso contro il 46,4 per cento) e lo hanno fatto meglio (91,4 per cento di passaggi riusciti contro l’83 per cento). È probabile che la diversa qualità dei cambi a disposizione del Perugia abbia favorito questa differenza. 

La sesta amichevole stagionale, quella contro l’avversario più forte incontrato finora, ci ha fatto capire un po’ meglio quali sono le cose che già funzionano e quali no; su quali aspetti Fonseca potrebbe concentrarsi nei 23 giorni che mancano all’inizio del campionato.

⚠️ La premessa è d’obbligo. Parliamo di calcio d’estate, di condizione fisica da costruire e di partite che servono per sperimentare senza paura di sbagliare. Va tenuto conto del fatto che alla Roma oggi tutto è nuovo: allenatore, diversi calciatori, principi di gioco e movimenti. Ogni tipo di giudizio insomma è certamente prematuro: servono tempo e pazienza.

Cosa già funziona

La squadra sta cercando di cambiare mentalità e questi sforzi si vedono, segno che i principi di gioco di Fonseca hanno fatto presa. I calciatori non sono tutti allo stesso livello di condizione fisica, qualcuno è avanti e qualche altro un po’ più indietro, ma si stanno applicando nel pressing alto e nella riaggressione al momento della perdita della palla. Il Perugia di Oddo è stato un ottimo allenamento: ha sempre provato a giocare dalla difesa senza paura. 

Questo calcio proattivo e propositivo di Fonseca piace ai giocatori, che stanno cercando di limitare l’istinto e avere più pazienza con la palla tra i piedi.

Quando riesce a tenere il possesso in maniera prolungata e a disordinare l’avversario, la Roma fa già vedere buone cose. Il secondo gol può sembrare casuale (Mancini segna sugli sviluppi di un calcio d’angolo, dopo la papera del portiere del Perugia), ma l’azione che ha portato la squadra a battere quel corner non lo è. È stata una delle poche occasioni del primo tempo in cui la Roma è riuscita a far girare il pallone abbastanza velocemente (una quindicina i passaggi completati in circa 50 secondi), da destra a sinistra e viceversa, per creare il varco giusto.

Alla prima versione della Roma vista al Curi questo meccanismo di gioco è riuscito poco anche perché i calciatori, soprattutto i trequartisti, non hanno lavorato molto per smarcarsi e per andare incontro al compagno in possesso offrendo linee di passaggio, appoggio e sostegno.

A volte i giocatori sono riusciti a ricreare i “torelli” (i rondos) tipici dell’allenamento del calcio di Fonseca, e questo è un buon segnale, ma non sono riusciti a sfruttarli per aprire altri spazi. Altre volte le palle perse sono state il frutto di scelte sbagliate: è successo a Ünder, per esempio, in un paio di buone occasioni in contropiede.

Amichevole Perugia Roma

Nel secondo tempo su questo aspetto del gioco la Roma è migliorata grazie anche al lavoro nello smarcamento di Antonucci e Kluveirt, i due trequartisti entrati al posto di Zaniolo e Perotti. L’ex Primavera, in particolare, è stato probabilmente il migliore in campo. Antonucci è stato sempre nel vivo del gioco, un punto di riferimento costante per i compagni: ha dialogato con tutti gli altri calciatori (perfino Pau Lopez gli ha passato la palla due volte dopo averlo visto abbassarsi per aiutare la squadra a iniziare l’azione dal basso) e ha dimostrato una forma fisica migliore rispetto a Zaniolo, arrivato in ritiro più tardi per gli impegni con la nazionale Under 21.

È la sorpresa di questa prima parte di stagione, ma in quel ruolo (trequartista) la concorrenza è agguerritissima e non sarà facile per lui restare. Nel secondo tempo i giocatori sono stati più propensi a dialogare nella zona centrale del campo, a stare più compatti e a offrire supporto ai compagni in fase difensiva. 

Tra le note positive della squadra del secondo tempo c’è anche Schick, pericoloso in due o tre occasioni con spunti interessanti.

Le cose da migliorare

C’è da lavorare tanto sui movimenti senza palla, sia in attacco sia in difesa, ma sarebbe anomalo il contrario. Tutto normale, insomma, nessun allarmismo. Gli allenamenti e qualche novità dal mercato (un nuovo centrale) aiuteranno l’allenatore a trovare l’assetto giusto.

Fonseca deve costruire l’intesa tra i giocatori più esposti alla fase difensiva (i quattro difensori e i due centrocampisti) e al tempo stesso far capire agli altri che ogni incertezza nella fase di pressing espone i compagni a un pericolo

Guardiamo questo esempio nel primo tempo, quando un’azione di pressione poco convinta consente al Perugia di uscire facilmente e, con pochi passaggi, di arrivare all’uno contro uno sul fondo.

Perugia Roma amichevole

Nell’ultimo riquadro, Florenzi va a opporsi al portatore di palla e i colleghi di reparto giustamente scappano a proteggere la porta (forse tra Mancini e Fazio c’è probabilmente qualche metro di troppo): l’azione si conclude con la respinta del cross da parte del centrale argentino.

Mancini è stato disturbato dagli inserimenti di Buonaiuto nella zona tra lui e Florenzi. 

Nel caso qui sotto, sempre nel primo tempo, dopo l’uscita di Florenzi sull’esterno del Perugia, la palla torna al terzino (Di Chiara) che può lanciare indisturbato e senza la minima pressione (a proposito dell’importanza del pressing coordinato). L’ex atalantino segue Buonaiuto e si stacca dalla linea perdendo la distanza da Fazio che riesce comunque a chiudere. Spinazzola è in ritardo.

Perugia Roma amichevole

Il “Mancio” si è fatto notare mettendo subito in mostra un buon piede, la giusta aggressività negli anticipi e capacità importanti negli inserimenti. I suoi due gol vanno certamente nelle cose positive, insomma. I movimenti coordinati con Fazio e gli altri difensori arriveranno con il passare dei minuti giocati.

Per quanto riguarda i due centrocampisti, meglio Diawara in fase di copertura rispetto a Pellegrini, che ha sempre giocato da mezzala o da trequartista e che ha ancora pochi allenamenti sulle gambe. L’ex del Napoli conosce bene i movimenti difensivi che un mediano deve fare per sostenere una difesa a quattro e si vede. Qui, per esempio, lo vediamo dare copertura sul primo palo al centrale che si è staccato per andare sulla palla dopo che il terzino è stato saltato.

Domani ci sarà la settima amichevole stagionale, stavolta in casa della squadra vicecampione di Francia, il Lille. Sarà un banco di prova importante: la Roma ha bisogno di giocare per migliorare sempre di più intesa e movimenti.


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