Cosa ha detto la prima partita di Veretout con la Roma

17/09/2019 di Rudi

Jordan Veretout

Abbiamo sottovalutato un po’ tutti l’importanza dell’acquisto di Jordan Veretout, ma la colpa non è nostra.

La colpa è del problema a una caviglia che gli ha fatto perdere l’intero precampionato e le prime due giornate di Serie A.

Ecco, al fischio finale di Roma-Sassuolo abbiamo pensato quanto sarebbe stato importante avere un giocatore così contro Genoa e Lazio: chissà, magari la squadra oggi avrebbe qualche punto in più.

Vediamo cosa ha dato il francese alla Roma nel giorno del suo debutto.

Sostanza ed equilibrio

Veretout sa cambiare passo, ma garantisce anche equilibrio, fisicità e quella aggressione sulla palla che troppo è mancata lo scorso anno a questa squadra.

Da un punto di vista difensivo, i suoi 99 minuti sono stati importanti: sette intercetti palla, sette palle recuperate di cui quattro nella metà campo avversaria, quattro duelli vinti su sette. Anche nella parte finale, quando inevitabilmente un po’ di brillantezza è mancata (era la sua prima partita stagionale), Jordan ha compiuto un paio di chiusure come questa su Defrel, al 77′, a cui prima ha tolto la possibilità del passaggio laterale (grazie “French” Francesco Deriu per la chiamata), poi ha rubato la palla facendosi fare fallo.

Jordan Veretout

Il contachilometri di Veretout ha raggiunto 10,9 chilometri percorsi (quarto nella Roma dopo Cristante, Mancini e Mkhitaryan), di cui 0,86 ad alta intensità (terzo dietro a Mkhitaryan e Fazio).

Qualità

Contro il Sassuolo Veretout ha fatto da subito vedere una delle sue caratteristiche principali, la continua ricerca della verticalità. Se c’è la possibilità di far guadagnare campo alla sua squadra con un passaggio in verticale, il centrocampista della Roma accetta il rischio.

Nella sua partita ci sono stati 11 passaggi in avanti riusciti su 13 tentati e addirittura il 91 per cento di passaggi nella trequarti avversaria accurati (10 su 11).

Questa è la mappa dei suoi passaggi in avanti (da WyScout).

Passaggi Veretout RomaSassuolo
da WyScout.com

Proprio uno di quei passaggi, diretto a Pellegrini, ha dato una svolta decisiva all’azione del gol di Kluivert, quando Mkhitaryan è stato fermato e Veretout è arrivato per primo sulla palla di nessuno e ha calciato forte in avanti a trovare il numero sette smarcato.

L’ex della Fiorentina ha trovato una naturale affinità con Cristante, con il quale si è alternato nei compiti di copertura e sostegno alla linea difensiva, oltre che con Kolarov (25 scambi, tra cui quello nell’azione del gol di Dzeko) e con lo stesso Mkhitaryan.

Intelligenza tattica

Il lavoro di Veretout è stato importante anche senza palla, nella fase di costruzione dal basso della Roma. Lo abbiamo visto spesso allargarsi a sinistra, nella zona lasciata libera da Kolarov che invece doveva stare altissimo sulla linea di Dzeko.

Questo movimento ha creato diversi problemi agli attaccanti del Sassuolo in pressione e a Duncan, centrocampista che spesso si è trovato a metà strada tra il francese e Mkhitaryan, quando l’armeno si abbassava per aiutare l’uscita del pallone dalla metà campo romanista. Qui, per esempio, Veretout ha favorito la ricezione dell’ex attaccante dell’Arsenal.

Veretout Mikhitaryan

In quest’altro caso, invece, Duncan si è fatto attirare dal movimento di Miki lasciando libero un corridoio interessante per Veretout che ha potuto portare palla in diagonale e servire tra le linee Pellegrini.

Veretout Roma Sassuolo

C’è chi lo sta già paragonando a Nainggolan (“Il sostituto arrivato dopo un anno”, hanno scritto in molti sui social), chi a Strootman.

Andiamoci piano. La sensazione fortissima però è che Jordan avrà un ruolo centrale in questa Roma.