Prospettive di settembre

04/09/2019 di Rudi

Ce ne andiamo alla sosta con due pareggi e la sensazione che il campionato della Roma possa cominciare davvero alla terza giornata, quando Paulo Fonseca potrà contare sulla rosa al completo (infortunati a parte).

È già tempo di primissimi bilanci, di capire cosa già funziona e quali prospettive ha questa nuova Roma costruita dall’allenatore portoghese e da Gianluca Petrachi.

Controllo

Ecco, se c’è una cosa che in questi primi 180 minuti di nuova Roma non abbiamo visto è certamente la capacità di controllare il proprio gioco e i momenti della partita. La squadra ha subìto quattro gol e quattro rimonte, tre contro il Genoa e una contro la Lazio, e non c’è niente di più lontano di questo dall’idea di calcio di Fonseca.

Nella prima giornata i titolari under 23 sono stati quattro, nel derby cinque contro il solo Luiz Felipe nella Lazio: questa mancanza di esperienza, unita soprattutto alla naturale istintività di attaccanti come Cengiz Ünder e Kluivert, nei momenti chiave non ha aiutato la Roma ad affondare il colpo.

Come sarebbe finito il derby se la squadra avesse sfruttato i due o tre contropiede del secondo tempo, quando era ancora in vantaggio? Ecco perché aspettiamo con ansia giocatori come Veretout e Mkhitaryan, che aggiungono qualità e personalità soprattutto nei momenti decisivi, quando la palla pesa di più.

Salto di qualità

Ce lo aspettiamo proprio da ragazzi come Cengiz Ünder e Kluivert: hanno tutte le qualità per diventare giocatori importanti, ma ora devono dimostrare il loro valore con continuità. Il turco ha giocato bene contro il Genoa, ma è stato uno dei meno brillanti nel derby: preoccupato delle consegne difensive, ha perso contatto con Dzeko, suo principale riferimento in campo, ed è uscito progressivamente dal gioco della squadra.

In 69 minuti, Ünder ha toccato appena 18 palloni, non è mai riuscito a calciare in porta e a creare occasioni da gol. Il collega olandese ha saputo solo all’ultimo di dover giocare, visto che l’infortunio di Zappacosta nel riscaldamento ha riportato Florenzi in difesa, ma è stato pronto a calarsi subito nella partita e a rispettare le indicazioni dell’allenatore in fase di non possesso, uscendo quasi sempre bene su Lazzari. 

Un buon lavoro che ha rischiato di vanificare con un paio di leggerezze in uscita come quella al 15′ del primo tempo: con la squadra sotto pressione e pronta alla risalita grazie a una serie di passaggi forti e diretti, Kluivert ha tentato un improbabile colpo di tacco che ha riconsegnato palla agli avversari in posizione favorevole.

La fase difensiva

È stato il vero tema di questa prima settimana di campionato. Contro il Genoa, la Roma ha mostrato fragilità collettive che Fonseca ha cercato di correggere nel derby scegliendo un atteggiamento più prudente. L’allenatore ha preparato la partita con Zappacosta a destra e Florenzi esterno sinistro d’attacco, poi l’imprevisto del riscaldamento ha riportato il capitano romanista in difesa e Kluivert titolare come con il Genoa.

La principale consegna difensiva per i trequartisti esterni era quella di uscire sugli esterni di centrocampo della Lazio, quando avevano il possesso, così da consentire alla linea difensiva romanista di restare ordinata e assorbire gli inserimenti delle mezzali laziali. 

La Roma però ha finito per avere un baricentro molto più basso rispetto all’esordio (da 55,59 metri di media a 47,65) e in certi momenti della gara ha fatto una gran fatica a superare la pressione di una Lazio molto aggressiva. Fonseca ha dimostrato flessibilità, e questo è incoraggiante, ma va detto che in parte l’atteggiamento difensivo della Roma è stato condizionato dalla squadra di Inzaghi, che in questo momento ha il vantaggio di essere più sicura e strutturata. Mancini e Fazio tutto sommato hanno tenuto, soprattutto nel controllo della profondità: aspettando l’inserimento di Smalling, questa è probabilmente la coppia che dà maggiori garanzie a Fonseca.

Come l’allenatore ha ricordato in conferenza stampa prima del derby però se la Roma ha mostrato fragilità difensive la colpa non è di errori individuali, ma la responsabilità è sempre collettiva: in genere dietro a quello che sembra lo sbaglio di un singolo si nascondono mancanze precedenti del resto dei compagni. È la fase difensiva della Roma che deve migliorare nel suo complesso: il lavoro in pressing dei trequartisti, i meccanismi di copertura tra centrocampisti centrali e linea difensiva, le scalate sui cambi di gioco.

Intensità e stato di forma

Fragilità a parte, abbiamo visto una Roma che sta bene dal punto di vista fisico, che tiene il confronto anche con le altre big della Serie A. Lo scorso anno la squadra non aveva mai avuto per due partite di fila la superiorità nel possesso palla, nei chilometri percorsi e nella velocità media come è accaduto in queste prime due giornate di Serie A.

Delle sei big del campionato (Juve, Inter, Napoli, Roma, Milan e Lazio), la Roma è terza per chilometraggio medio con 107,59 chilometri (appena dietro all’Inter con 108,21 e alla Juve con 107,69) e terza chilometraggio medio ad alta intensità con 8,44 chilometri, appena sotto la Lazio (8,67) e Juventus (8,63). Si vede, insomma, l’inizio di un percorso che va in una direzione opposta rispetto all’ultima tormentata stagione.

Prospettive

C’è un dato di fatto di cui dobbiamo tenere conto nell’analisi di queste due prime giornate di Serie A. Per vari motivi, Fonseca al momento ha potuto contare davvero solo su due dei dieci acquisti estivi, Pau Lopez e Mancini: ne restano altri otto di cui almeno la metà potenziali titolari. Pensiamo, per esempio, che Roma avremmo visto in queste prime due giornate con in campo calciatori come Mkhitaryan, Veretout, Spinazzola o Zappacosta. Sono giocatori esperti e di valore che daranno sostanza e solidità alla squadra, per questo aumentano i rimpianti per un derby che è arrivato troppo presto, nel momento più favorevole alla Lazio.