Quando l’inno s’alzerà: i cori della Curva Sud che amiamo di più

20/04/2019 di Patrizio Cacciari

La partita di sabato scorso contro l’Udinese, che per fortuna si è conclusa con una vittoria, è stata l’occasione per rendere omaggio al Coca-Cola, tifoso storico del Cucs, scomparso purtroppo da qualche anno. Molti di voi sicuramente lo ricorderanno, ai più giovani segnalo questo breve video su youtube. Roberto è quello con il megafono, la partita è la finale di Coppa Uefa contro l’Inter giocata all’Olimpico, serata memorabile non per il risultato ma per l’impressionante tifo.

Coca-Cola è stato uno dei più importanti lanciacori del tifo romanista. Da questa stagione in curva sono stati montati dei palchetti proprio per permettere di coordinare meglio il sostegno alla squadra, dopo che per due anni alcune severe direttive della Prefettura avevano scoraggiato le manifestazioni di tifo più spontaneo. «Megafono e braccia al cielo, ciao Coca-Cola ultrà vero». Con questo striscione la Sud ha salutato Roberto.

roberto coca-cola cori curva sud roma

Ammettilo, anche tu sei uno di quelli che quando è in scooter sul Muro Torto o sotto la Galleria Giovanni XXIII intona i cori della Roma a squarciagola? Non vergognartene. E’ la nostra malattia, tra di noi possiamo dircelo. Piuttosto, qual è il tuo preferito? Io non è che abbia una vera e propria classifica dei cori del cuore, però ce ne sono alcuni a cui sono più affezionato. Molti risalgono ai tempi del Coca-Cola. Per esempio c’è quello famoso che si intona all’inizio di ogni partita subito dopo Roma, Roma, Roma. Sono sicuro che lo conosci bene:

Quando l’inno s’alzerà
tutto il mondo tremerà.
Canteremo fino alla morte
innalzando i nostri color
che ci vien dal profondo del cuor…
Alé, alé,
alé, Roma alé
alé, alé, alé

Pensa che dal 1977 fino a oggi, questo è il coro con cui si aprono le danze. Di solito viene cantato da tutto lo stadio. L’aria è quella della Marsigliese, l’inno della Francia. Fu inventato da Geppo, un altro ragazzo ultrà della vecchia generazione. Anche lui non c’è più. Geppo era un vero e proprio poeta, tanti cori della Sud di allora vennero inventati da lui.

Un altro che risale sempre a parecchi anni fa è quello sulle note del brano “Amico è” di Dario Baldan Bembo del 1984. E’ un coro molto conosciuto anche all’Estero, che per anni ha contraddistinto il tifo all’italiana. Hai capito di quale sto parlando, vero?

Giallorosso è
il cuore che batte dentro di me
giallorosso è il tricolore
che quest’anno c’è
canteremo in coro Roma alé
ooooh ooooh ooooh ooooh

Impossibile dimenticare quello che secondo me è la colonna sonora dello scudetto del 2001. Vediamo se sei d’accordo, sto parlando di questo:

Dammi tre punti
non chiedermi niente
dimmi che hai bisogno di me
tu sei sempre mia
anche quando vado via
c’è solo AS Roma per me

E’ ispirato alla canzone “Tu sei l’unica donna per me”, brano di Alan Sorrenti, pezzo degli anni Settanta. “Dammi tre punti” è legato alla stagione del terzo scudetto, quando riusciva a far sbloccare il risultato in favore della Roma. Un coro magico, uno dei preferiti da Peppone, altro storico leader della Sud, scomparso nell’estate del 2015. A proposito di Peppone e di cori. Ho ritrovato nel mio vecchio cassetto da tifoso, un cd intitolato “La curva più bella del mondo”. Al suo interno oltre alle registrazioni dei cori con degli improbabili arrangiamenti con la chitarra, ci sono anche un sacco di testimonianze audio di calciatori di metà anni ’90 tra cui il Principe Giannini, oltre appunto a quelle di Peppone e altri. Ho fatto una foto della copertina. Mica male come packaging, era anche prodotto ufficiale. La traccia numero 4 remixata da discoteca sii intitola: “Derby Dance (e la Lazio in B presto tornerà)”. Scommetto che la stai cantando…

Dei cori di nuova generazione un posto speciale merita sicuramente questo:

Voglia di stringersi un po’
curva sud Roma vecchie maniere
e si parlava di noi
di giorno e sera
alza al cielo la bandiera
e grida forte
Roma vinci insieme a noi
se per innamorarmi ancora
sosterrò sempre e solo la mia Roma
lo sai perché
tutta la mia vita è giallorossa
c’è una ragione
ho la Roma in fondo al cuore
AS Roma, io non vivo senza te

Intonato sulle note di “Maledetta Primavera”, brano del 1981 cantato da Loretta Goggi, lo lego al 2010 , allo scudetto perso in casa con la Sampdoria e alla partita contro il Chievo a Verona, l’ultima prima dell’entrata in vigore della tessera del tifoso, che i primi anni limitò parecchio il seguito dei romanisti in trasferta. Questo coro ebbe grande successo grazie anche alle cover andate in onda nei programmi radiofonici di maggior seguito.

Ci sono poi un sacco di cori di ispirazione inglese che mi piacciono parecchio. Uno è intonato sul canto “We shall not be moved” e fa così:

Noi non ti lasceremo mai 
Noi non ti lasceremo mai 
al tuo fianco sempre noi sarem 
AS Roma alè

L’altro invece è cantato sulle note di “We are sailing” di Rod Stewart che in realtà è conosciuto come il glorioso inno dei cattivissimi hooligans del Millwall: “No one likes us, no one likes us, no one likes us, we don’t care! We are Millwall, super Millwall, we are Millwall from The Den!”. Il nostro invece è questo:

Dai rioni, dai quartieri
siamo venuti fino a qua
siamo gli ultras della Roma
onoriamo la città

Chiudo questa breve rassegna (potrei andare avanti per tanto ancora) con un coro tornato in voga proprio all’inizio di questa stagione, che ha ispirato anche la coreografia del derby d’andata. Sto parlando di:

Quando al ciel si alzeran le bandiere 
E i tamburi a rullar torneran 
un sol grido allor s’alzerà 
Roma vinci ancor per gli Ultrà

Queste erano le parole originali degli anni 70, oggi al posto di rullar viene detto suonar mentre la strofa finale è stata leggermente modificata in «… vinci per noi, per gli Ultrà». Il coro è intonato sulla musica di Gene Autry “That Silver Haired Daddy of Mine” e aveva un significato preciso: veniva cantato dopo la tragica morte del tifoso laziale Vincenzo Paparelli. Al Cucs vennero sequestrati i tamburi per fare il tifo.

So bene che potremmo andare avanti per ore a raccontarci di questo o di quel coro. Per esempio c’è un capitolo che andrebbe dedicato esclusivamente ai cori dei gruppi storici. Vuoi farmi credere che da ragazzino non hai mai canticchiato: 

Forza Roma! Forza Roma!
Dalla curva s’alzerà
Noi ti amiamo e ti adoriamo
Siamo del Commando Ultrà

Oppure che non ti giri verso il tabellone a inizio partita ad ammirare i Fedayn che intonano:

Quando muore un prete, 
suonano le campane, 
piangono le puttane 
e i loro protettori; 
ma quando muoio io  
non voglio gesù cristi 
ma solo gagliardetti 
dei Fedayn teppisti 

Cori che oggi non vanno più per la maggiore sono quelli dedicati ai calciatori. Rispetto agli anni ’70 per esempio su questo c’è una profonda differenza. Ma riguarda la filosofia del tifo, l’attaccamento alla maglia e a tanti altri fattori.

Ogni generazione ha il suo modo di tifare, si ispira a tendenze che possono arrivare dall’Inghilterra ma anche dal Sudamerica. Il web ha facilitato molto gli scambi da questo punto di vista. Se sei appassionato di tifo, basta andare su Youtube o su Facebook e cercare video di tifoserie come San Lorenzo, Panathinaikos, Eintracht Francoforte o Celtic Glasgow. Scoprirai fasti simili a quelli che per alcuni anni hanno visto protagonista la tifoseria della Roma.

patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari