Mercato: le storie di quelli che non arrivarono mai

19/07/2019 di Patrizio Cacciari

vanenburg futre

Sono giorni di forte stress per i tifosi della Roma. Le trattative per Alderweireld e Higuain impegnano la nostra testa 12 ore al giorno, il sogno di tornare a vedere una squadra competitiva, anzi funzionale, accompagna le nostre torride notti d’estate. 

“Ha twittato Di Marzio? Su Calciomercato che dicono? Sì, ma la fonte? Serafini ha fatto il post con l’aeroplanino? Biafora sta a Villa Stuart? Maida che ha risposto?”.

Ammettilo, il tenore delle chat su Whatsapp con i tuoi amici romanisti è più o meno questo. E non riuscirai a farla franca stasera a cena: ti beccheranno sempre, anche se negherai tutto dicendo che quella notifica era di tua madre.

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Sono giorni di impotenza per noi umili tifosi, aggrappati alla speranza di un «Sì!». Tra un’amichevole e l’altra, una doppia seduta, una grigliata di asado tra compagni di squadra e un giorno di riposo, la nuova Roma prende forma. Diawara, Spinazzola, Pau Lopez, Mancini. Ora Veretout. Tanti volti nuovi che avremo modo di conoscere nelle prossime settimane.

Ma nel calciomercato non ci sono solo i nuovi acquisti. C’è spazio anche per loro, per quelli che non arriveranno. Ti ricordi le ultime due campagne acquisti di Monchi? Ci furono due calciatori che vennero inseguiti per mesi e sembrava quasi che non si potesse giocare senza di loro. Prima fu la volta di Mahrez, poi di Malcom. Nel caso del brasiliano finito poi al Barcellona, la Roma fece anche una mezza figuraccia a causa di un tweet che annunciava l’accordo con il Bordeaux: si scoprì poi che era una richiesta della società francese che sperava nel rilancio degli spagnoli.  

Per Vanenburg era fatta

Tuttavia questo è nulla in confronto a quello che accadde ormai trent’anni fa con un calciatore che a tutti gli effetti va considerato come il primo olandese della storia della Roma, anche se non ha mai vestito la nostra maglia, non si è mai allenato a Trigoria e non ha mai giocato all’Olimpico. Di chi si tratta? Beh, forse lo ricorderai, sto parlando di Gerald Vanenburg, nazionale olandese del PSV. Era l’estate del 1989 e il presidente Viola era sicuro di aver portato a casa l’affare. C’è una bella ricostruzione di tutta la storia fatta da Inside Roma che trovi qui.

gerard vanenburg

Cosa successe? In pratica, Viola depositò i 7 miliardi e 700 milioni di lire necessari all’acquisto su un conto del Banco di Santo Spirito; Emiliano Mascetti, il direttore sportivo di allora, uscì dalla riunione con il club olandese alle 22.40, ma nella notte ci fu l’incredibile dietrofront.

Motivo? Un rilancio del PSV che offrì al giocatore un contratto addirittura di 8 anni e un vitalizio fino ai 60 di età del giocatore. Il presidente Viola andò su tutte le furie e denunciò la faccenda alla Uefa, che però archiviò tutto in fretta con una multa irrisoria al club olandese. Il calciatore aveva anche firmato un precontratto con la Roma e dopo il ripensamento rilasciò anche delle dichiarazioni piuttosto beffarde. Così la cronaca di Repubblica ricorda il fatto: «Nessun Vanenburg per la Roma. Ieri il giocatore ha firmato un contratto che lo lega per altri 8 anni al Psv Eindhoven. Il contratto scadrà nel 1997 quando Vanenburg avrà 33 anni: la società olandese garantirà inoltre al giocatore un vitalizio fino ai 60 anni. La Roma mi ha fatto un’offerta fantastica – ha dichiarato il giocatore – ma, sportivamente, non mi attirava perché non avrei disputato le Coppe europee. E, in fondo al cuore, ho sempre preferito restare al Psv».

Futre

Non solo Vanenburg. Se hai almeno 30 anni ricorderai per quanto tempo la Roma sia stata vicina all’acquisto di un altro calciatore fortissimo, il portoghese Futre. L’affare non andò mai in porto e Futre arrivò in Italia qualche anno più tardi per vestire la maglia della modesta Reggiana, una vera e propria beffa. Ho ritrovato questa vecchia Adnkronos dell’11 giugno 1991 piuttosto divertente: «Il portoghese Futre, attaccante dell’Atletico Madrid, potrebbe passare alla Roma di Giuseppe Ciarrapico a partire dalla prossima stagione per una cifra superiore agli 8 miliardi di lire. La trattativa – secondo quanto apprende l’Adnkronos – sarebbe stata avviata tra i dirigenti giallorossi ed un notissimo concessionario di auto di Madrid, prossima molto amico del manager del giocatore». Ma chi era il notissimo concessionario di auto di Madrid?

In realtà il nome di Futre fu accostato alla Roma anche qualche anno prima ed è stato proprio il portoghese a rivelare il motivo per cui non se ne fece nulla in una vecchia intervista a Il Romanista«Il presidente Viola venne a casa mia a Madrid ai tempi dell’Atletico. Avevamo trovato l’accordo, ma i due club non raggiunsero l’intesa. Scoppiò un casino perché un giornalista di Marca che aveva saputo di questo incontro convinse il mio vicino a farlo entrare in casa per scattare delle foto. Siamo finiti sul giornale, i tifosi e il presidente Jesus Gil si arrabbiarono molto. Finire insieme al presidente della Roma sulla prima pagina di uno dei giornali spagnoli più importanti mi ha creato diversi problemi con la tifoseria. Stiamo parlando di marzo-aprile del 1988 se non ricordo male». 

Insomma, non ce ne andava bene una. Ammetto che vedere Futre con la maglia della Roma mi sarebbe piaciuto tanto.

paulo futre reggiana

Litmanen

Ma la lista di quei calciatori che è come se avessero giocato con noi per quante volte sono stati accostati a Trigoria è molto lunga. Ce ne è un altro che sicuramente entra di diritto in questa lista, Jari Litmanen, forse l’unico calciatore forte che abbia mai avuto la Finlandia, o almeno mi è sempre piaciuto pensarla così. In questo caso però il suo mancato arrivo a Roma è colpa di… Totti. La storia è nota: stagione 1996-1997, quella con Carlos Bianchi allenatore, lui sì anti romanizzazione della squadra. 

Nella sessione invernale di mercato Bianchi aveva comunicato al Presidente Sensi che il giovane Francesco poteva essere ceduto alla Sampdoria. Il 9 febbraio all’Olimpico si giocò un triangolare tra Ajax, Roma e Borussia Moenchengladbachil famoso torneo Città di Roma. Era l’occasione per il finlandese di mettersi in mostra. Il suo nome era stato accostato molto spesso alla Roma. Solo che il Capitano decise di fare il fenomeno, doppietta e tanti saluti a Litmanen e Carlos Bianchi, esonerato qualche settimana più tardi.

Il presidente Sensi aveva capito che la stella ce l’avevamo già in casa. E anche noi che eravamo sugli spalti.

patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari