Quindi lo Stadio della Roma «si fa»

05/02/2019 di Patrizio Cacciari

stadio della Roma rendering

«Lo Stadio si fa». Quando ha preso la parola questa mattina Virginia Raggi ha detto proprio così. Una buona notizia considerando che oggi sono passati 2.562 giorni dall’avvio del progetto #StadioDellaRoma. Perché quella odierna è stata una mattinata positiva per la Roma? Cerchiamo di fare un breve riassunto e mettere tutti i pezzi al loro posto.

Cosa è successo questa mattina?
In Campidoglio la sindaca Virginia Raggi ha convocato una conferenza stampa per comunicare l’attesissimo parere del Politecnico di Torino su fattibilità e criticità in termini di viabilità del progetto sul nuovo Stadio della Roma. Il testo della “relazione” è stato reso pubblico solo diverse ore dopo. Lo trovi qui.

Chi era presente alla conferenza stampa?
Oltre alla prima cittadina c’erano il professor Bruno Dalla Chiara, l’ingegnere referente del gruppo di lavoro per il Politecnico di Torino, e Stefano Brinchi, presidente di Roma Servizi per la Mobilità. C’era anche Daniele Frongia, assessore allo Sport del Comune di Roma. Ad assistere alla conferenza, seduto in prima fila come ospite, Mauro Baldissoni, da poco nominato vicepresidente esecutivo della Roma.

Cosa hanno detto i presenti?
La frase principale è stata quella di Virginia Raggi, che ha aperto la conferenza con le parole: «Lo Stadio si fa» (hashtag lanciato sui social dall’ufficio comunicazione della giunta a cinque stelle). La Raggi ha anche aggiunto: «I proponenti, se vorranno, potranno aprire i cantieri già quest’anno». Alla domanda se il progetto fosse al passo con i tempi il professor Dalla Chiara ha risposto: «Il parere è arrivato dopo due fasi: una prima di approfondimento fino a dicembre e una seconda di rilevamento del problema sulla viabilità stradale e capire se fosse risolvibile. Il problema è risolvibile». 

La Roma ha registrato il parere positivo e ha commentato a margine attraverso Baldissoni: «È solo un passaggio, sapete quant’è che stiamo lavorando su questo progetto con l’amministrazione. È un passaggio fuori dalla procedura, non aveva un valore giuridico ma mediatico politico, ed è stato giusto che l’amministrazione abbia fatto controlli ulteriori sulla sostenibilità del progetto. Non siamo sorpresi, ci attendevamo un esito positivo».

stadio della Roma rendering

Rispetto alle indiscrezioni filtrate in un primo momento sulla relazione, si può dire che il Politecnico di Torino abbia cambiato idea?
No, il parere non è cambiato. Come ha spiegato Dalla Chiara, il problema traffico esiste, «ma si risolve con un’offerta plurimodale. Ci sono piani d’investimento che abbiamo chiesto che porteranno a essere la Roma Lido competitiva. Dalle nostre analisi si può arrivare a coprire un 58% degli spostamenti. Poi l’utenza va indirizzata ovviamente sul ferro». Questo permetterà di risolvere il problema. La Raggi ha aggiunto che si sta già lavorando sulla Roma-Lido. La Regione Lazio ha stanziato 180 milioni di euro per l’ammodernamento delle infrastrutture, ai quali si aggiungeranno circa 40 milioni di Roma Capitale.

Si legge nelle conclusioni della relazione: “Pertanto, il parere di questo gruppo di lavoro è che – dal punto di vista dei trasporti – lo stadio possa essere realizzato nell’area in analisi, subordinando tuttavia necessariamente la relativa messa in esercizio al completamento di una serie di interventi: questi ultimi includono soprattutto l’ambito ferroviario (Roma-Lido, FL1), ma anche nel complesso un’offerta plurimodale (pedonale, con biciclette su percorsi sicuri, con TPL, ecc.), supportata da “ITS” (Intelligent Transport Systems), anche in relazione alla gestione della sosta”.

Quali saranno i prossimi passaggi? Si possono davvero iniziare i lavori prima della fine del 2019?
Il prossimo passaggio politico è l’adozione da parte del Comune della variante urbanistica che arriva  in seguito alla procedura completata in sede di Conferenza dei Servizi. In parole più semplici, la maggioranza dovrà votare in Consiglio Comunale la variante. Quando? L’assessore all’Urbanistica Luca Montuori ultimamente ha parlato di giugno, ma c’è fiducia che ci si riesca entro minor tempo. Dopo il voto tutto poi andrà in Regione per ulteriori atti amministrativi (che appaiono formalità rispetto a tutto l’iter già svolto).

È vero che il presidente Pallotta ha comprato i terreni di Tor Di Valle?
No. I terreni dove sorgerà lo Stadio della Roma sono di proprietà di Eurnova che, dopo l’inchiesta che ha visto coinvolto una buona parte del suo management, ha adottato l’opzione di una gestione straordinaria tramite il manager Giovanni Naccarato, che è anche direttore generale dell’ospedale Israelitico, per la tutela degli interessi aziendali. Una delle strade, per la tutela di tali interessi, potrebbe essere quella della vendita dei terreni. La Roma e Pallotta non hanno mai smentito un eventuale interessamento, ma a oggi non c’è alcuna trattativa in corso.

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