Roma-Atalanta a mente fredda: la difesa a 3 e cos’è mancato per vincere

26/09/2019 di Valerio Albensi

Quindi la scelta di Fonseca di schierare la difesa a tre anche in fase di non possesso ha snaturato la Roma ed è alla base della sconfitta contro l’Atalanta?

È uno dei dubbi che ronzano nella testa di molti romanisti da ieri sera: l’allenatore ha derogato ai suoi principi di gioco e confuso le idee dei calciatori per un eccesso di prudenza “molto italiana”?

Ho specificato “anche in fase di non possesso” perché, come abbiamo visto nelle precedenti partite a mente fredda, la Roma si schierava già con tre difensori quando aveva la palla, in fase di costruzione, tenendo bloccato un terzino.

Ieri sera Fonseca ha affrontato l’Atalanta inizialmente con un 4-2-3-1 diverso da quelli precedenti. Perché c’era Florenzi nei trequartisti e perché i due trequartisti laterali (Zaniolo e lo stesso capitano) non giocavano “a piede invertito”. Al 13′, e dopo un paio di allunghi pericolosi dell’Atalanta sulla fascia sinistra della Roma, l’allenatore portoghese ha schierato la squadra con un modulo che, almeno in fase di non possesso, era un 5-4-1: Kolarov è andato a fare il terzo centrale a sinistra; sulle fasce si sono posizionati Spinazzola e Florenzi, mentre Zaniolo e Pellegrini sono rimasti molto larghi.

In fase di possesso, è cambiato poco. La Roma cominciava l’azione con il solito 3-2-4-1, con Spinazzola e Florenzi incaricati di dare ampiezza. Una decisione presa probabilmente per avere maggiore solidità difensiva e trovare le contromisure allo stile di gioco di Gasperini che prevede marcature a uomo in tutte le zone del campo. Ecco quello che succedeva quando la Roma provava a impostare l’azione da dietro.

Come vedi, ogni giocatore della Roma aveva vicino un uomo dell’Atalanta a controllarlo. Con una squadra che aggredisce l’avversario in questo modo, se non riesci a muovere la palla velocemente hai poche possibilità di creare un buco nel meccanismo di pressione e aprire dei varchi: devi vincere duelli individuali oppure lanciare lungo per la punta e lottare come un leone sulle seconde palle.

Ecco, la Roma dei primi 60 minuti ha giocato con intelligenza. Ha capito che in questo momento non può avere la maturità tecnica e tattica dell’Atalanta, una squadra che porta avanti lo stesso progetto tecnico da tre anni e mezzo («La Roma è ancora in rodaggio», ha riconosciuto Gasp), e ha cercato di togliere spazi e profondità ai due esterni atalantini, Hateboer e Castagne, che vanno come treni.

Ha rischiato pochissimo la Roma nella prima ora di gioco: il conto degli expected Goals (la metrica che esprime la probabilità che un tiro diventi un gol in base ad alcune variabili come la posizione e il tipo di assist) dice 1,08 per la Roma e appena 0,34 per l’Atalanta (fonte WyScout.com). Significa che la squadra di Fonseca meritava di stare 1-0 in base alle potenziali occasioni avute.

La Roma ha tenuto a bada l’Atalanta, pur non riuscendo a prevalere nel possesso del pallone e solo in rare situazioni a trovare linee di passaggio da sfruttare. Ma nelle occasioni (non molte) in cui è riuscita a vincere duelli decisivi o ad appoggiarsi sulle sponde di Dzeko, i giallorossi hanno creato buone palle-gol con il numero nove nel primo tempo (azione cominciata proprio con la sua “spizzata” di un lancio di Lopez) e con Zaniolo nella ripresa.

La svolta negativa della partita

I problemi sono iniziati al 55′, quando la Roma ha perso Spinazzola, l’unico giocatore che fino a quel momento era stato capace di mettere in difficoltà i giocatori dell’Atalanta nei confronti difensivi e di inserirsi tra le linee.

Lo spunto di Spinazzola nel primo tempo: vince un duello, crea superiorità sulla fascia sinistra e parte in conduzione tagliando in diagonale verso il lato destro dell’area. Arriva al tiro, ma viene ribattuto

Fonseca ha mantenuto l’assetto a tre, che fino a quel momento stava dando buoni risultati: ha fatto entrare Juan Jesus e spostato Kolarov esterno. Solo che con questi interpreti, più difensivi, la Roma è stata ingabbiata dal palleggio dell’Atalanta, che pochi minuti dopo ha mandato in campo Zapata al posto di Ilicic.

Un quarto d’ora fatale

L’occasione fallita da Zaniolo (59′) è stato un altro punto di svolta della partita e ha fatto piombare la squadra di Fonseca in un periodo buio, tra il 61′ e il 75′. Quindici minuti nei quali Gasperini ha vinto il confronto.

Perché la Roma non è più riuscita a tenere palla e a uscire, si è fatta sovrastare anche da un punto di vista dell’intensità e della fisicità e l’Atalanta ha trovato il vantaggio con Zapata. Il parziale di questi 15 minuti è da incubo.

expected Goals
Roma 0 (zero conclusioni)
Atalanta 0,78 xG (sei conclusioni)

Possesso palla
Roma 23,4%
Atalanta 76,5%

Passaggi tentati nella trequarti avversaria
Roma 1
Atalanta 16

Per avere un’idea dell’apnea in cui è andata la Roma, la squadra è passata da un PPDA di 10,92 nei primi 60 minuti a 22 di quel quarto d’ora. Il PPDA misura i passaggi permessi agli avversari per azione difensiva: più è alto, più il livello della pressione esercitata sull’altra squadra è scadente.

In questo quarto d’ora, nel periodo della sostituzione di Zaniolo con Mkhitaryan i giallorossi sono rimasti per quasi tre minuti senza riuscire a interrompere l’azione d’attacco dell’Atalanta.

La Roma poi ha tentato una reazione più di rabbia (con una sorta di modulo 4-2-4) ma ormai la squadra di Gasperini aveva preso il controllo della partita. Nonostante questo, c’è stata un’occasione importante fallita da Kalinic.

Cos’è mancato alla Roma

Cos’è mancato alla Roma ieri per vincere o almeno non perdere? Di sicuro più presenza e qualità nella zona centrale del campo, dove l’Atalanta ha impedito ai romanisti di giocare il pallone con tranquillità.

La pressione dell’Atalanta sui portatori della Roma in zona centrale: Pellegrini riceve palla e viene affrontato da tre avversari

Da Veretout, Cristante, Zaniolo e Pellegrini però era lecito aspettarsi di più e chiedere di salire di livello.

Dal paragone con gli avversari diretti i giallorossi ne sono usciti male.

De Roon ha chiuso la partita con 5 duelli vinti su 9, 2 contrasti su 4 e l’88 per cento di passaggi riusciti; Freuler ha vinto 5 duelli su 8, 3 contrasti su 3, ha completato il 96 per cento dei passaggi e quattro passaggi chiave su quattro (quelli che portano al tiro un compagno o sviluppano in modo decisivo l’azione).

Veretout ha vinto un solo duello su cinque (20 per cento), zero contrasti su tre, ha completato l’88 per cento dei passaggi e nessun passaggio chiave. Cristante ha fatto un po’ meglio nei duelli e nei contrasti (7 su 19 vinti e 3 contrasti su 6) e ha concluso l’88 per cento dei passaggi (0 passaggi chiave tentati).

È andata peggio a Zaniolo e Pellegrini nel confronto con Gomez e Malinovskyi.

Zaniolo: 8 duelli vinti su 21, 79 per cento di passaggi riusciti, un passaggio chiave riuscito
Pellegrini: 3 duelli vinti su 14, 78 per cento di passaggi riusciti, due passaggi chiave su due

Gomez: 5 duelli vinti su 10, 86 per cento di passaggi riusciti, 6 passaggi chiave riusciti su 8 tentati
Malinovskyi: 6 duelli su 13, 81 per cento di passaggi riusciti, due passaggi chiave su tre.

Più in generale, la Roma non ha ancora la consapevolezza nei propri mezzi e una maturità di squadra tale da reggere il confronto contro una delle migliori formazioni della Serie A da tre anni a questa parte. È inevitabile, a questo punto del cammino, e oggi dobbiamo riconoscere con onestà che l’Atalanta è superiore.

La novità di Fonseca ha sorpreso: probabilmente ha contribuito ad abbassare troppo la Roma, anche se va detto che per un’ora le cose erano andate bene. E va anche detto che già nei primi dieci minuti, con il 4-2-3-1, la squadra aveva avuto difficoltà in pressione. Restano i dubbi, ma anche i rimpianti: se la Roma avesse sfruttato una delle tre palle-gol nitide che ha costruito oggi parleremmo forse di un altro risultato.

Fonseca merita fiducia: l’allenatore sta dimostrando che i suoi principi di gioco sono potenzialmente efficaci anche in Italia. La notizia positiva per la Roma è che è disposto a cercare un maggiore equilibrio e a migliorare il suo sistema senza pregiudizi.

@ValeAlb