Roma-Barcellona 17 anni dopo

26/02/2019 di Rudi

Prima di questo Roma-Barcellona di Champions, che tutti ricordiamo, c’è stato quel Roma-Barcellona di Champions. Identico il risultato (3-0), meno importante la posta in palio (non si giocava per la semifinale), ma paragonabili i livelli di estasi che la squadra e i tifosi hanno raggiunto.

Sono passati 17 anni da quel 26 febbraio 2002 e ho voluto rivedere integralmente la partita per rinfrescare i ricordi. Sono rimasto stupito dai dettagli che avevo dimenticato o che semplicemente non avevo notato in quel momento. Prima di elencarli, contestualizziamo un minimo.

«Mi saprebbe collocare Roma-Barcellona nel contesto politico-economico-culturale-sportivo dell’epoca?»

Tra il 2001 e il 2002 il mondo stava vivendo un periodo complesso, di enormi cambiamenti anche economici: i fatti drammatici del G8 di Genova, l’11 settembre, l’addio alla lira e l’arrivo nelle nostre tasche dell’euro, giusto per fare alcuni esempi. Il 26 febbraio 2002 il governo in carica in Italia era il Berlusconi II e il Presidente della Repubblica era Carlo Azeglio Ciampi. Da pochi giorni erano finiti i Giochi invernali di Salt Lake City  e stava per iniziare Sanremo, un Festival vinto dai Matia Bazar con il brano Messaggio d’amore, davanti ad Alexia e a Gino Paoli. ?

A Daniele Silvestri, tifoso romanista, lo “scudetto morale” del premio della critica con Salirò. Esisteva ancora il Festivalbar.

Al cinema, intanto, stava per arrivare il film La 25ª ora

E questo è chiaramente un pretesto patetico per inserire una gif di Rosario Dawson che fa una faccia simpatica.

via GIPHY

La Roma aveva lo scudetto sul petto e giocava in Champions con quella strana maglia ribattezzata “Palio di Siena”, studiata proprio per la coppa. Mettiamola così: certamente non il modello più riuscito che ricordiamo, ecco…

Contro il Barcellona, una settimana prima, era finita 1-1 al Camp Nou: vantaggio di Panucci e pareggio di Kluivert. Ma la Roma avrebbe meritato qualcosa in più e all’Olimpico prima del fischio d’inizio tirava aria di impresa in un’atmosfera infuocata, con 69.869 spettatori sulle tribune. Si giocava per la seconda fase a gironi di Champions, una formula cervellotica che per fortuna abbiamo visto solo fino alla stagione 2003-04, quando la coppa passò a un format più simile a quello attuale.

Ah, quella sera l’Olimpico era diverso da quello di oggi. Non c’erano ancora aree di prefiltraggio, tornelli, e i seggiolini erano quelli azzurri piatti (se non ricordo male, lo schienale c’era solo in Monte Mario, ma aiutami tu a ricordare) e la capienza era superiore di qualche migliaio di posti a quella odierna. Erano anni in cui era ancora possibile parcheggiare il cinquantino o lo scooter a poche decine di metri dagli ingressi. Tra l’altro, era da pochi mesi entrata in vigore l’obbligatorietà del casco anche per i maggiorenni e ricordo che all’esterno dell’Olimpico in quel periodo c’era un servizio di deposito dei caschi con dei furgoncini.

Anche il box delle panchine era a bordo campo: oggi sono lontanissime, all’altezza delle scalette.

Veniamo alle cose che mi hanno colpito riguardando la partita, allora. Come giocò la Roma quella sera?

1️⃣ Cominciamo dal clima all’Olimpico. Le immagini confermano il ricordo della spinta incessante di una Curva Sud davvero protagonista. Incitamenti e canti senza sosta, dal primo all’ultimo minuto, che caricarono ancora di più la squadra: bellissimo. Sul 2-0 partirono anche l’inno di Mameli, stornelli romaneschi e un coro per Fabio Capello di cui avevo completamente dimenticato l’esistenza. Un canto per un allenatore sarebbe impensabile oggi.

Roma-Barcellona 3-0 2002
Immagine tratta dal sito asromaultras.org

2️⃣ Il calcio di quegli anni era diverso rispetto a quello che vediamo oggi, non solo nelle coppe europee: nel 2002 stavamo vivendo una fase di transizione tattica e l’utilizzo della tecnologia non era ancora diffuso tra gli allenatoriLe squadre italiane erano molto aggressive all’interno della propria metà campo, ma lasciavano giocare altrove.

La squadra di Capello si schierò con un 3-4-3 con Antonioli in porta, Zebina, Samuel e Panucci in difesa, Cafu, Emerson, Lima e Candela a centrocampo, Totti, Batistuta e Delvecchio in avanti. Di solito, la Roma attaccava usando prevalentemente le fasce, soprattutto quella destra, e solo l’esterno di centrocampo accompagnava l’azione offensiva dopo avere riconquistato la palla: così accadde anche quella sera. Insomma, quello era ancora un calcio in cui i difensori pensavano a difendere e gli attaccanti ad attaccare: i ruoli erano molto definiti.

Altra cosa: nei 90 minuti Antonioli e Reina, i due portieri, non giocarono mai il pallone con i piedi.

3️⃣ I singoli. Cafu in quegli anni era letteralmente ingiocabile: dopo pochi secondi dal fischio d’inizio, fece un tunnel a Sergi Barjuan, e per tutta la partita offrì una spinta offensiva impressionante. Nel recupero, per esempio, servì a Tommasi la palla per il 3-0 arrivando come un treno (un pendolino, appunto) a supporto dell’azione offensiva..

Oh, ma quanto lanciava lungo Samuel??? (tanto, eh?) Anche quella sera lo fece.

In alto a sinistra Marco Delvecchio sapeva il fatto suo: a metà primo tempo, nel giro di 10-15 secondi, superò due volte Puyol, la seconda con la SuperFinta™️, ma Capello lo sostituì a fine primo tempo.

Il ricordo di un Batistuta in grande difficoltà nel suo secondo anno romanista è confermato: tanti appoggi sbagliati anche quella sera, ma grande voglia e intensità.

Il “Puma” Emerson aveva veramente l’andatura di un puma ed era una diga. Giocava però in un calcio più lineare, in cui leggere l’azione era più facile.

4️⃣ Il Capitano. Uno strapotere fisico e tecnico clamorosi, riguarda le immagini su YouTube. Nel primo tempo, Totti prese almeno 5-6 calcioni ottenendo solo un paio di falli a favore. Nel secondo andò anche peggio. A 25 anni era nel pieno della maturità fisica e tecnica, letteralmente devastante.

5️⃣ Justin e Patrick Kluivert sono molto diversi, sia dal punto di vista fisico sia delle caratteristiche in campo: il padre era una punta centrale, il figlio è un’ala. Le differenze si annullano invece quando parliamo di atteggiamento e di postura del corpo. Impressionante. 

6️⃣ Nonostante non fosse in un periodo felice della sua storia, quel Barcellona era comunque una squadra ricca di talento ed esperienza internazionale. Si presentò all’Olimpico con gente del calibro di Frank De Boer, Puyol, Sergi, Cocu, Luis Enrique (sì, proprio lui), Rivaldo e Kluivert. Nel secondo tempo, entrarono Overmars e Xavi.

7️⃣ Montella. La bellezza dei gesti tecnici in occasione del suo gol e di quello di Tommasi, il terzo. Vincenzo segnò dopo essere rientrato sul destro per tagliare fuori Christanval: quanti attaccanti sarebbero rientrati sul piede debole oggi? Pochi.

La terza rete fu preparata da un suo aggancio stellare a metà campo, con il quale Montella riuscì a mettere a terra un lancio di Panucci; poi fece correre Cafu a destra, che servì Tommasi arrivato a rimorchio.

Purtroppo però non bastò quella grande vittoria per passare il girone e la Roma fu eliminata dopo la sconfitta in casa del Liverpool (oh, sempre loro).

Su YouTube trovi le immagini, anche la partita completa. Se vuoi, rivivi quei momenti come ho fatto io e magari condividi le tue impressioni con noi.

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