Roma-Bologna 2-1 a mente fredda

19/02/2019 di Valerio Albensi

kluivert roma bologna

Se ci segui da un po’, sai che cerchiamo di tornare a mente fredda sulla partita cercando di ragionare più sulla prestazione che sul risultato. Non perché siamo dei fanatici del bel gioco, ma perché il calcio è uno sport di punteggi bassi, diverso da altre discipline di squadra: questo vuol dire che il risultato può non rispecchiare quello che è accaduto in campo. 

La partita di ieri, appunto, è un caso limite: è quello in cui una squadra, grazie soprattutto alle qualità dei singoli, riesce a battere un avversario a cui ha concesso dieci tiri in porta (sette dall’interno dell’area di rigore). Sono partite in cui in genere è molto più probabile perdere che fare punti. Ma sono anche serate che possono capitare nel corso di una lunga stagione e che una squadra ambiziosa deve affrontare senza farsi trovare impreparata.

Insomma, la Roma ieri sera ha fatto un passo indietro rispetto alle tre vittorie arrivate dopo Firenze e questo è innegabile, bastava vedere le nostre facce alla fine di un inquietante primo tempo. E lo hanno riconosciuto, con onestà, anche l’allenatore e alcuni calciatori. Cerchiamo di capire cosa non ha funzionato e se Roma-Bologna può essere considerato un segnale da non sottovalutare in vista del futuro.

Ah, dicevamo della faccia che abbiamo fatto dopo la traversa a fine primo tempo. La nostra era più o meno questa.

Roma-Porto nelle gambe

C’è stato senz’altro un problema di scarsa brillantezza fisica, un calo di rendimento forse inevitabile dopo tre prestazioni ad alta intensità contro Milan, Chievo e Porto. E le difficoltà sono state accentuate da un avversario che, invece, dopo il cambio di allenatore (Mihajlovic al posto di Filippo Inzaghi) e un mercato di riparazione importante ha cambiato passo. In tutti i sensi: il Bologna è la stessa squadra che, non più tardi di due settimane fa, aveva battuto l’Inter a San Siro raggiungendo i 117,79 chilometri percorsi, un chilometraggio folle. Ieri si è fermato a 107 (e 6,8 di velocità media), ma la Roma non è riuscita a stare al passo chiudendo con 101,77 e 6,6 chilometri orari di velocità media. Il Bologna ha corso tanto e ha anche tenuto la palla di più della Roma con il 51 per cento di possesso.

Nel primo tempo, l’aggressività dei giocatori di Mihajlovic ha fatto la differenza. L’ex allenatore del Milan è venuto all’Olimpico per giocarsi la partita, questo gli va riconosciuto: la sua squadra ha pressato altissima da subito per ostacolare l’uscita della palla della Roma e ha avuto successo. Non è stata una serata facile per Nzonzi, il centrale della linea di centrocampo a tre, che non ha le capacità di De Rossi nel far partire l’azione.

Il movimento continuo di Edera e Sansone ha limitato anche la spinta di Florenzi e Kolarov sulle fasce. Nei primi 45′, la Roma ha giocato solo 52 palloni su 202 in zona d’attacco e raramente si è affacciata dalle parti di Skorupski. Non ci è riuscita anche a causa di tante scelte sbagliate, frettolose. A completare il quadro di un primo tempo da incubo ci sono state le disattenzioni di una difesa molle, distratta anche in situazioni di facile lettura.

Un esempio? Questo è quello che è successo nell’azione della grande parata di Olsen (il migliore in campo) su Soriano, quando la difesa si è fatta trovare impreparata con un semplice lancione su punizione da centrocampo: Santander è stato bravo a portare sull’esterno Fazio e a vincere il duello, ma Manolas, partito da piazza Mancini, non è riuscito ad accorciare e a impedire la conclusione.

Justin, rallenta
A proposito di scelte sbagliate, parentesi al volo su Kluivert
. Ha voglia di fare, rapidità e dribbling impressionanti, ma per il vero salto di qualità gli manca la capacità di fare la scelta giusta quando c’è da imprimere una svolta all’azione. Qui, per esempio, potrebbe andare verso il centro scambiando con Dzeko, ma si fa prendere dalla fretta e scarica a sinistra su Kolarov, sbagliando anche il passaggio. Per ora, insomma, è puro istinto.

Flessibilità

Nel secondo tempo, l’ingresso di El Shaarawy e il cambio di modulo (dal 4-3-3 al 4-2-3-1) hanno permesso alla Roma di portare più pressione sui mediani del Bologna e questo ha aiutato la squadra a sciogliersi. È interessante notare come, nelle fasi conclusive, dopo l’ingresso in campo di De Rossi e l’uscita di Kluivert, Di Francesco ha sistemato la squadra con una sorta di 4-4-1-1, con Pellegrini spostato ed ElSha esterni più bassi ,e Zaniolo dietro a Dzeko.

Quella dei frequenti cambi di modulo è ormai una tendenza consolidata e probabilmente resterà una caratteristica della Roma fino al termine della stagione: questa squadra ha gli interpreti variare in base all’avversario o al risultato.

La Roma ha alzato il rendimento, ha trovato il doppio vantaggio sfruttando un rigore e un calcio d’angolo, ma si è complicata la vita regalando a Sansone la prima gioia dopo il ritorno in Italia. C’è da dire che stavolta la squadra non si è fatta prendere dal panico, aiutata anche dal muro De Rossi-Nzonzi e nel recupero abbiamo rivisto addirittura calciatori della Roma perdere tempo a ridosso della bandierina.

La Roma, tutto sommato, ha difeso il gol di vantaggio con lucidità, senza perdere la testa, e questo è positivo. Nonostante la paura per il pericolo di una nuova rimonta subita, all’Olimpico al fischio finale abbiamo sentito suonare Grazie Roma.

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Ma la partita di ieri sera è stata un passo indietro per quanto riguarda il lavoro di squadra soprattutto perché la Roma è tornata a concedere troppo agli avversari: in casa non subiva tanti tiri in porta dalla seconda giornata contro l’Atalanta.

Su questo terreno la Roma si gioca l’accesso alla Champions perché la continuità raggiunta dopo la partita con la Juve (cinque vittorie su sette partite) ancora non basta. Nelle prime cinque partite del 2019 Roma e Milan hanno fatto gli stessi punti, 11, ma la squadra di Di Francesco ha incassato sette gol contro i due di quella di Gattuso.

Come cambia la corsa Champions?
L’ultimo turno è stato certamente positivo per la Roma, che è rimasta a un punto dal quarto posto occupato dal Milan, ma che ha staccato Atalanta e Lazio. La corsa per i due posti ancora in discussione entra nel vivo. I prossimi cinque turni possono aiutare il Milan che arriverà al derby dopo due partite in casa contro Empoli e Sassuolo, e la trasferta sul campo del Chievo.

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Ah, se sei un grafico professionista, ti chiediamo umilmente scusa.

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

[fonti dei dati: Wyscout.com, Legaseriea.it ]

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