Roma-Cagliari 3-0 a mente fredda: Pastore, i sorprendenti numeri di Kluivert

29/04/2019 di Valerio Albensi

Il lungo applauso che l’Olimpico ha riservato a Javier Pastore, al momento della sostituzione, è stato un bel momento di Roma-Cagliari.

Quel riconoscimento spontaneo non era scontato ed è sembrato quasi un sospiro di sollievo perché alla lettura delle formazioni la scelta di Ranieri di schierare il Flaco aveva sorpreso in tanti.

Invece l’argentino ha giocato una buona partita, forse la migliore da quando è arrivato, e i romanisti hanno ritenuto giusto dargli ancora fiducia nonostante una stagione nettamente al di sotto delle attese, tra infortuni e incomprensioni con Di Francesco.

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E quell’applauso è anche la dimostrazione, nel caso in cui ce ne fosse ancora bisogno, che il tifo romanista non è poi così difficile e spietato come qualcuno lo racconta. Anzi, è un pubblico quasi sempre disposto a tendere una mano quando vede un suo giocatore provare a risollevarsi. 

Dubbi

Se una partita non può bastare a riportare Pastore al centro della squadra, quello che abbiamo visto sabato almeno ci fa venire un dubbio: cosa poteva cambiare quest’anno se l’argentino fosse stato più presente?
È un pensiero che ci ronza nella testa dopo averlo visto ballare tra le linee del Cagliari e dopo avere ammirato gli scambi con Dzeko, El Shaarawy, Pellegrini e Kluivert.

E ancora: dove sarebbe potuto arrivare questo gruppo senza la raffica di infortuni che lo ha colpito?

Ha scritto Daniele Lo Monaco su Il Romanista di questa mattina: “Al di là dei numeri (perché anche qui si potrebbe obiettare che Pastore fino all’infortunio nel derby d’andata non stava affatto demeritando), sembra però che pian piano il medico Ranieri stia curando ogni ferita, da quelle della squadra a quelle di ogni singolo paziente. E ogni giocatore intervistato sottolinea come l’atmosfera adesso sia più rilassata. E anche questo è un indubbio merito”.

La Roma cresce

Il discorso, dunque, da Pastore può essere esteso a tanti calciatori che in questa stagione non hanno dato quanto ci aspettavamo e che sono finiti nella lista dei sicuri bocciati. L’ultimo mese con Ranieri, e non solo la partita contro un avversario sicuramente demotivato come il Cagliari, sono la spia che ci avverte che forse dovremmo ammorbidire i giudizi e concedere il beneficio del dubbio.

Il motivo è che una differente filosofia di gioco, che sembra più adatta alle caratteristiche della rosa, sta trasformando la squadra sia a livello individuale sia collettivo. È anche grazie alla crescita di Fazio, di Nzonzi, di Dzeko e di Kluivert se la Roma è riuscita a fare 11 punti nelle ultime cinque partite (prima in questo mini-ciclo insieme con il Torino) e ha chiuso tre di questi incontri senza subire reti, migliorando in maniera significativa il proprio rendimento difensivo.

La Roma lascia tirare ancora tanto (70 volte nelle cinque partite), ma concede conclusioni da posizioni meno favorevoli e questa tendenza è stata confermata anche contro il Cagliari: il valore di expected goals concessi (xGA) per tiro è di 0,073 da Roma-Fiorentina in poi contro lo 0,104 delle 26 partite con Di Francesco. Più è alto questo valore, più le conclusioni in media sono state pericolose. È vero che parliamo di due scale di grandezza non paragonabili, ma i due dati a confronto aiutano a capire il cambiamento.

Da questo grafico, che mostra le oscillazioni del valore di xGA/tiro nelle 34 giornate fin qui disputate, il discorso è un po’ più chiaro.

Kluivert continua a fare progressi

Un’altra nota positiva di Roma-Cagliari è stata senza dubbio la prestazione di Justin Kluivert, un talento checontinua a fare progressi: è sempre più integrato nella realtà italiana, molto differente rispetto a quella olandese dal punto di vista tattico e tecnico.

Lo abbiamo visto vincere un confronto con Luca Pellegrini nell’azione del secondo gol, in cui ha fatto l’assist a Pastore, poi nel finale del primo tempo ha ingannato ancora una volta il suo marcatore diretto in occasione della traversa colpita dal Flaco. In questo caso è sfuggito alle spalle di Pellegrini con un contromovimento che ha aperto lo spazio per il passaggio in verticale dell’altro Pellegrini, Lorenzo; arrivato sul fondo, ha messo la palla all’indietro per El Shaarawy che, grazie al suo velo, ha favorito la conclusione di Pastore finita sulla traversa.

I sorprendenti numeri di Kluivert

Kluivert calcia bene sia di sinistro sia di destro e può essere utilizzato su entrambe le fasce. Poi ha numeri importanti in relazione all’età e ai minuti giocati.

Contro il Cagliari, il diciannovenne olandese (compirà 20 anni il 5 maggio) ha raggiunto sei assist in campionato, gli stessi di Pjanic (2157 minuti giocati), Cristiano Ronaldo (2586), Zapata (2589) e Krunic (2752), uno in più di Insigne (2027), solo che il romanista ha giocato appena 1289 minuti in Serie A.

Con 0,42 assist ogni 90 minuti, Kluivert ha la media migliore in campionato tra i calciatori che hanno giocato almeno mille minuti: seguono Ilicic (0,33 e 1930 minuti), Cengiz Ünder (0,33 e 1349 minuti) e Alejandro Gomez (0,3 e 2686).

Allargando il discorso agli altri quattro maggiori campionati europei (Spagna, Inghilterra, Germania e Francia) le sorprese non finiscono. Kluivert è quarto a parimerito con Forsberg per assist ogni 90 minuti, tra quelli scesi in campo per almeno mille minuti, e il secondo under 21 dietro a Jadon Sancho del Borussia Dortmund.

justin kluivert assist

Justin si fa notare anche nei passaggi chiave, quei passaggi che portano al tiro un compagno: è quattordicesimo con 0,84 ogni 90 minuti ed è il secondo under 21 dei campionati top 5 dietro a Leon Bailey del Bayer Leverkusen (che ha due anni in più).

Numeri che sono passati quasi inosservati in una stagione negativa come quella della Roma, ma che non possono essere ignorati, soprattutto ora che siamo tutti un po’ più sereni. 

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

fonte dei dati e grafici: Wyscout.com