Roma-De Rossi, finisce qui? Cronaca di una giornata difficile

14/05/2019 di Patrizio Cacciari

La sala stampa era gremita: la squadra schierata in prima fila con una maglia in suo onore (il nome e il numero otto in orizzontale come simbolo dell’infinito, proprio come fece il Barcellona per Iniesta), l’intera dirigenza italiana presente, da Totti a Baldissoni, fino al Ceo Guido Fienga, tutto il media center, i fisioterapisti, le maestranze di Trigoria.

Così l’AS Roma ha salutato Daniele De Rossi, bandiera, monumento, simbolo, in un banale martedì 14 maggio che d’improvviso si è trasformato in tragedia emotiva per una tifoseria quest’anno messa a dura prova dai risultati e dalla gestione della squadra. 

È stata una giornata difficile.

Roma conferenza stampa De Rossi

Duro risveglio

Già il risveglio con quel tweet che ne annunciava l’ultima partita in maglia giallorossa aveva ricevuto critiche sui social. Poi sono arrivate le parole di Daniele, che con eleganza non ha risparmiato stoccate sulla gestione della sua situazione«Mi è stato detto ieri che la società non intende rinnovare il contratto, ma ho 36 anni quasi, non sono scemo. Il mondo del calcio l’ho vissuto, lo avevo capito. Se nessuno ti chiama per un anno per un eventuale contratto, la direzione è quella. Ho sempre parlato poco, l’ho fatto anche quest’anno un po’ perché non mi piace, un po’ perché non c’era niente da dire, inoltre non volevo creare rumore che potesse distrarre la squadra e i tifosi».

Insomma, De Rossi meritava che la sua questione fosse chiarita prima e il Ceo Fienga lo ha riconosciuto: ha ammesso di essersi scusato per non aver affrontato il tema con anticipo. Secondo i più critici, poi, risolvere prima il nodo legato al contratto avrebbe lasciato serena la squadra in vista di una qualificazione alle coppe europee che è ancora tutta da raggiungere. «Ieri, parlando con Daniele – ha detto Fienga – la prima cosa che ho detto a nome della società che rappresento da poco è che mi rendevo conto e mi scusavo che questo tipo di discorso non fosse avvenuto, ma, come sapete, quest’anno la società ha avuto tanti scossoni soprattutto nei quadri dirigenziali. Chi doveva occuparsi di queste vicende è stato avvicendato, abbiamo avuto diversi problemi… questo è anche figlio di quello che è successo quest’anno».

E prima aveva chiarito: «Personalmente, egoisticamente, ho sperato e ancora lo faccio che voglia accogliere l’idea di starmi accanto. Mai come in questo momento, mi avrebbe fatto particolarmente comodo avere un vice come lui, nel valutare le situazioni e a prendere le decisioni in un contesto nel quale l’azienda si è resa conto di dover cambiare e correggere una serie di scelte fatte nel recente passato, per ripartire. Sono convinto che questo tipo di disponibilità Daniele la coglierà, quando vorrà, che sia subito o quando lo riterrà. Per lui questa proposta è sempre valida, per la Roma e per il management della Roma».

Le ragioni della Roma e di Daniele, i dubbi dei tifosi

È chiaro che è nel pieno diritto di una società valutare se è opportuno o meno rinnovare il contratto a un calciatore di quasi 36 anni, come ha riconosciuto con estrema onestà Daniele, ma la decisione apre tanti interrogativi. In un momento in cui la Roma si sta profondamente rinnovando, sia dal punto di vista tecnico sia societario, è giusto rinunciare a un punto di riferimento e a un capitano come DDR? L’esperienza e l’autorevolezza di De Rossi all’interno dello spogliatoio non avrebbero fatto comodo all’allenatore e al direttore sportivo che guideranno la Roma il prossimo anno? È quello che tanti tifosi si sono chiesti oggi intervenendo alle radio e nel dibattito sui social, spiazzati da una notizia arrivata all’improvviso.

A De Rossi la Roma ha proposto di avviare un percorso da dirigente e, in questo senso, Fienga ha speso parole importanti per lui. Ma Daniele, pur comprendendo le ragioni della proprietà, ha ammesso che non si sente ancora pronto per fare il dirigente e vuole continuare a giocare«C’è una società che sta li per decidere chi deve giocare e chi no. Possiamo discutere dieci ore sul fatto che secondo me sarei potuto essere importante per questa squadra, facendo 5-10-20 presenze, no so. Nello spogliatoio penso di essere importante per loro (saluta i compagni in sala, ndR). Non li posso guardare sennò scoppio. Le decisioni poi le prende la società. Potrei dire che decido io quando smetto e l’anno prossimo al 12 maggio dire “no, faccio un altro anno”. E poi dico “faccio un altro anno” e poi ancora “faccio un altro anno”. Qualcuno un punto lo deve mettere. Il mio rammarico non è quello, la modalità, il fatto che ci siamo parlati poco quest’anno un pochino mi è dispiaciuto, ma le distanze a volte creano anche incomprensioni di questo genere. Spero che la società migliori in questo perché ci tengo, resto un tifoso della Roma. La società decide chi gioca, l’allenatore decide chi vuole. E questo è il calcio. Non posso pretendere diversamente».

Un consiglio da amico, da innamorato, ma anche da chi pensa che qualcosa da cambiare ci sia. «Ringrazio l’amministratore delegato per l’offerta e per come mi ha trattato in questi mesi in cui è venuto al comando. Ringrazio anche Ricky Massara. La sensazione che ci fosse grande affetto e stima reciproca era forte. La sensazione che forse si poteva andare avanti per uno o due anni da calciatori idem, ma è una decisione che si prendere globalmente e come sappiamo la società è divisa in più parti qui».

E ancora, sulla possibilità di fare il dirigente: «Fare il dirigente non mi attira particolarmente a 360 gradi, ma qui a Roma poteva avere un senso diverso. La sensazione, anche guardando chi mi ha preceduto e vi giuro che non lo faccio con polemica, è che per ora si possa ancora incidere poco, si possa mettere poco mano in un mondo e un ambiente che noi conosciamo bene. Faccio fare il lavoro sporco a Totti, spero che prenda più potere possibile e poi magari un giorno, se cambierò totalmente idea, lo raggiungerò perché penso che quello che ha detto Fienga sia vero, è vero che mi accoglieranno a braccia aperte».

«A uno come me avrei rinnovato il contratto»

De Rossi insomma non nasconde la delusione. Dopo aver dato consigli alla Roma che sta qui su come muoversi in certe situazioni e aver descritto quello che non gli piace, ecco il j’accuse più significativo, verso quella Roma che non si vede ma che decide: «Distacco? Un po’ sì, perché io voglio giocare e loro non vogliono, un minimo di differenza di vedute ci sta, è inevitabile. Non posso essere felice, non ho rancore nei confronti di Fienga e di Massara. Un giorno magari parlerò anche con il presidente e con Franco Baldini, non ho problemi»

E poi la battuta, squisita e di classe, verso chi forse non ha ben compreso a chi e a cosa sta realmente rinunciando: «Fienga dice che io sono già un bravo dirigente, ma se io fossi stato un dirigente avrei rinnovato il contratto a uno come me. Sono convinto che avrei potuto dare qualcosa a livello tecnico perché quest’anno, secondo me, al netto degli infortuni, quando ho giocato mi sono difeso, ho giocato abbastanza bene. Sono uno che dentro lo spogliatoio non penso di creare i problemi ma cerco di risolverli».

Daniele De Rossi, 36 anni a luglio, due Coppe Italia e una Supercoppa, ma soprattutto 615 presenze e 63 reti, domenica 26 maggio giocherà la sua ultima partita con la maglia della Roma

E dopo? Ancora non lo sa. È probabile però che nel suo futuro ci sia un’esperienza all’estero.

Totti

In serata, è arrivato anche l’omaggio di Francesco Totti sui social: “Oggi è un giorno triste. Oggi si chiude un altro capitolo importante della storia dell’As Roma, ma soprattutto di Roma…della nostra Roma. In questi anni ne abbiamo passate tante insieme, siamo cresciuti insieme, diventando prima di tutto uomini, poi calciatori, per poi infine diventare genitori. Ma sapevamo che questo momento prima o poi sarebbe arrivato. Voglio solo dirti che sei stato e che rimarrai per sempre il mio fratello di campo acquisito. Ti auguro il meglio in ogni cosa che farai perché sono sicuro che la farai alla grande , come tutto quello che hai fatto finora. Ti voglio bene Dani”, firmato con l’hashtag “torneremo grandi insieme”. 

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