Roma-Empoli 2-1 a mente fredda

12/03/2019 di Valerio Albensi

roma-empoli 2-1 juan jesus

C’erano tutti i presupposti per vivere un’altra serata amara, l’ennesima: otto calciatori indisponibili e cinque Primavera in panchina; i 120 minuti di Porto nelle gambe e nella testa; la tensione accumulata durante una settimana durissima. A rendere le condizioni ancora più estreme ci si sono messi anche i problemi fisici di Schick e Zaniolo

Invece la Roma contro l’Empoli ce l’ha fatta a riprendere la marcia verso il quarto posto. La seconda prima volta di Claudio Ranieri in panchina è andata bene come ci auguravamo e ha riportato nella squadra e nell’ambiente un briciolo di serenità. Prospettive Champions? Non andiamo troppo in là, sabato in casa della Spal sarà durissima. Intanto vediamo quali sono stati i primi cambiamenti proposti dal nuovo allenatore e che cosa ha funzionato ieri sera.

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Le mosse di Ranieri

Nei pochi allenamenti che ha avuto a disposizione, Ranieri ha fatto capire ai calciatori quali sono i suoi obiettivicostruire una squadra compatta e aggressiva in fase di non possesso, migliorare la fase difensiva e proporre uno schieramento più bilanciato riducendo l’esposizione dei singoli agli errori. Ha puntato su concetti chiari, immediati, l’abc, come ha ammesso più volte ieri sera. E ha stimolato anche la voglia di riscatto di calciatori come Schick, mai protagonisti nel progetto di Di Francesco. Nessuno si aspetta che con il cambio di allenatore come per magia la Roma diventi più solida dell’Atletico Madrid, ma almeno che riesca ad abbassare la media di 12,61 tiri subiti a partita (più del Bologna, 12,51, e della Spal, 11,69).

E questo Ranieri lo può fare visto che esperienza e buonsenso non gli mancano.

Ieri sera, la strategia pensata dall’allenatore è stata più o meno questa e la semplifico al massimo: noi siamo più forti, anche tra mille difficoltà, e se non ci scopriamo troppo prima o poi il gol lo facciamo; gli unici modi in cui l’Empoli può segnare sono su una punizione o se ce la buttiamo in porta noi.

roma empoli 2-1 juan jesus

Infatti Juan Jesus stava per stravolgere i piani con il suo autogol che è entrato prepotentemente nella mia personalissima Top 3 degli interventi senza senso visti fare a un calciatore della Roma. Una classifica in cui resta al primo posto l’autorete di Goicoechea contro il Cagliari.

Sono attimi in cui ogni romanista vive un tipico momento-Maicon. Non so se ricordi la sua faccia dopo un gol sbagliato da Dzeko contro il Palermo…

Paura di sbagliare

Chiarissimo fin dal primo minuto l’approccio tattico della Roma. Per ridurre i rischi e le palle perse in uscita, Ranieri ha bloccato i due terzini sulla linea dei difensori centrali (l’obiettivo era limitare la pressione dei due interni di centrocampo dell’Empoli) e ha vietato ai calciatori di forzare i passaggi in avanti preferendo i lanci su Schick e il recupero delle seconde palle. La squadra si è preoccupata soprattutto di non sbagliare e di non sbilanciarsi, e i dati del sito della Lega Serie A lo confermano: sono stati solo 9 i palloni persi e 13 quelli recuperati in tutta la partita, i valori di gran lunga più bassi della stagione.

Ma se da un lato la Roma si è messa nelle condizioni di rischiare poco, soprattutto nei primi 60 minuti, dall’altro si sono ridotte drasticamente le possibilità offensive della squadra, che poteva creare qualche varco nella difesa dell’Empoli solo con gli uno-contro-uno. L’unica azione della partita frutto di scambi in velocità in verticale è stata quella che ha portato all’errore di Zaniolo, poco prima del raddoppio di Schick. La Roma è arrivata raramente sul fondo, come vedi dallo schema dei passaggi qui sotto.

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Lo schema di passaggi della Roma nel primo e nel secondo tempo: è evidente la scarsità di giocate ai lati dell’area di rigore avversaria, soprattutto nella ripresa.

Ma è un effetto collaterale che Ranieri è disposto ad accettare in questa fase in cui la priorità è quella di subire meno gol. In questo senso, dunque, è certamente positivo il dato sui tiri concessi, solo sei: è il valore casalingo più basso di questa stagione insieme con Roma-Spal dello scorso ottobre. La squadra ha permesso all’Empoli conclusioni di bassa qualità, visto che hanno prodotto soltanto 0,53 expected goals, il valore più basso tra gli avversari che la Roma ha affrontato in casa in questa stagione.

Nel secondo tempo, la squadra ha smesso di avere il possesso palla e ha arretrato pericolosamente il baricentro rinunciando a essere pericolosa (solo due conclusioni, con Kluivert ed El Shaarawy), ma le attenuanti ci sono. Ha avuto certamente un peso decisivo l’uscita dal campo per problemi fisici prima di Zaniolo, poi di Schick: Ranieri è passato al 4-4-1-1, che è diventato 4-4-1 dopo l’espulsione di Florenzi e l’ingresso in campo di Celar, attaccante della Primavera.

Ieri comunque la squadra ha dato una risposta anche sul piano fisico. Ha percorso 108,62 chilometri contro i 108,51 dell’Empoli, ma soprattutto lo ha fatto a una velocità media più alta (6,7 contro 6,5) e con un uomo in meno negli ultimi dieci minuti. Una curiosità: è la terza volta in campionato quest’anno che la Roma corre di più degli avversari e ha anche il dominio del possesso palla. Era già successo contro Empoli e Torino (all’Olimpico) e aveva sempre vinto.

E adesso?

Quando entra in corsa, Ranieri di solito non introduce troppe novità tutte in una volta. A Ferrara torneranno calciatori importanti come Kolarov, Fazio e Dzeko che erano squalificati, ma l’infermeria resta piena e non dovrebbero esserci particolari rivoluzioni. Potrebbe essere l’occasione giusta per vedere insieme Dzeko e Schick in un 4-4-2 o in 4-4-1-1, la prima grande novità della nuova gestione. Patrik ha già fatto capire che è pronto.


valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

fonte dei dati: WyScout.com, LegaSerieA.it – schema di passaggi da StatsZone app

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