Roma, fai come Juan Jesus a Bologna

26/09/2019 di Patrizio Cacciari

Avrei voluto titolare questo pezzo il bicchiere mezzo pieno. Ma non voglio passare per tuttaposter, né tanto meno per uno di quelli che nega la realtà. Di cose brutte nella partita contro l’Atalanta ce ne sono state parecchie. La prima è senza dubbio il risultato.

Non mi stancherò mai di ripetere che battere le dirette concorrenti alla corsa Champions sarà vitale nel percorso della Roma. Ti ricordi quanto pesò mentalmente lo scorso anno essere sotto negli scontri diretti durante il disperato tentativo di rimonta? Per questo il secondo gol preso è molto grave. Sia per come è arrivato che per il valore in sé. Non è affatto inutile o superfluo.

Di poco positiva poi c’è stata la prestazione della squadra, o meglio, la prestazione inferiore a quella dell’avversario, che in campo ha dominato nel gioco, nell’occupazione degli spazi, nei contrasti e nei duelli individuali. L’Atalanta ha meritato la vittoria, soprattutto nella ripresa.

Alcune scelte del mister contro un avversario così collaudato sono forse state un azzardo. E non sto parlando del cambio modulo quanto della scelta degli uomini. Partire con tre terzini di ruolo in campo ha tolto certezza alla squadra, facendole fare un piccolo passo indietro nel percorso della consapevolezza e del coraggio.

È come se a Bologna Juan Jesus su quell’ultimo pallone giocabile avesse scelto il retropassaggio verso Pau Lopez anziché l’appoggio a Veretout.

Non sono andati bene alcuni di quelli che finora si erano distinti: Florenzi, Cristante, Pellegrini, Zaniolo. Nicolò è stato ammonito anche ieri, è il terzo giallo in questa stagione. E’ vero, la sua irruenza atletica spesso lo porta a interventi scomposti, ma credo che da parte degli arbitri ci sia un po’ di prevenzione nei suoi confronti.

Occasioni non sfruttate

Peccato non aver sfruttato le due opportunità per passare in vantaggio, con Dzeko e Zaniolo, e quella per pareggiare, con Kalinic. Ma nel calcio esiste anche l’avversario, non dimentichiamocelo. E qui siamo già nel campo delle cose da salvare.

Le occasioni dunque, e due prestazioni su tutti, quella di Smalling, in difficoltà solo con Zapata (ma chi non lo sarebbe oggi?) quando la partita aveva ormai preso una piega negativa, e quella di Spinazzola, bravo a rompere le linee avversarie. Speriamo che il risentimento non sia nulla di grave.

Da dove ripartire?

Dalla questa sconfitta contro un modello di collettivo che funziona, a cui la Roma dovrà cercare di arrivare nel minor tempo possibile. Torniamo a rigiocare il pallone in avanti, proprio come ha fatto Juan Jesus.