Roma-Genoa 3-3 a mente fredda

27/08/2019 di Valerio Albensi

Partiamo dalle buone o dalle cattive notizie?

Noi che siamo degli inguaribili ottimisti ci teniamo il meglio per la fine quindi torniamo su Roma-Genoa 3-3 cominciando da quello che ci preoccupa di più in vista del derby di domenica.

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Ok, è la fase difensiva: siamo tutti d’accordo su questo, no?

Non è mai piacevole segnare tre gol in casa e non vincere, anche se va detto che tutto sommato la Roma ha concesso solo due conclusioni dall’interno dell’area (la terza è il rigore). Roma-Genoa dello scorso dicembre, per esempio, fu una partita completamente diversa: la squadra di Di Francesco vinse, ma gli avversari lasciarono l’Olimpico con i rimpianti (crearono occasioni da gol per 2,14 expected goals contro l’1,13 di ieri) e furiosi per un rigore non concesso nei minuti finali.  

La squadra in alcune occasioni perde sicurezza, ma non getteremo la croce addosso a Fazio, a Juan Jesus e a Mancini, al di là degli errori individuali commessi. Ci ha spiazzato, per esempio, leggere sui giornali giudizi estremamente negativi su di loro e molto positivi sui due terzini, come se giocassero in due reparti diversi.

Movimenti non coordinati, errori individuali, scalate: cosa non ha funzionato

E allora, pur riconoscendo una parte di responsabilità individuali, ha forse più senso parlare di fase difensiva da migliorare nel complesso, dal lavoro degli attaccanti fino a quello dei difensori centrali. Riprendiamo le azioni che portano ai gol del Genoa e al rigore. In ciascuna di esse troviamo responsabilità diffuse, non solo dei centrali.

Nel primo gol, per esempio, la Roma è ben schierata a difesa della metà campo, tutta la squadra è dietro alla linea del pallone, ma non c’è intesa tra centrocampisti e trequartisti: i primi si predispongono per salire e attaccare l’avversario (Cristante si sbraccia con Kluivert e Zaniolo per invitarli a farlo) mentre l’attenzione degli attaccanti nel pressing cala.

Il risultato è che il Genoa ha lo spazio e il tempo per cambiare due volte lato quasi indisturbato e portare cinque giocatori oltre l’ultimo mediano della Roma, sfruttando l’inserimento di Romero. Nel frattempo, i due centrali romanisti si sono fatti allargare dai movimenti di Kouame e Pinamonti: a raccogliere la sponda di Romero dopo il lancione Criscito restano solo genoani, visto che Kolarov è piuttosto passivo e che anche Pellegrini e Cristante sono in ritardo.

Roma-Genoa 3-3

Nell’azione del rigore, ancora una volta con la squadra schierata nella propria metà campo, alla solita indecisione sui tempi di uscita sui portatori di palla del Genoa si aggiunge la difficoltà della linea difensiva di gestire l’improvvisa situazione di tre contro tre creata dal lancio di Barreca dalla fascia sinistra della Roma: Fazio prima segue Pinamonti, poi indietreggia per andare a contrastare Kouame ma perde il duello; nel frattempo JJ si fa tagliare fuori da Lerager (fastidiosissimo con i suoi movimenti sulla linea degli attaccanti) e Pinamonti si ritrova sui piedi un gran pallone e tanta libertà.

Il brasiliano, in ritardo, è costretto a un intervento alla disperata che causa il rigore.

Roma-Genoa 3-3

Veniamo al terzo gol, occasione nella quale si è vista la difficoltà dei difensori a scalare. Radovanovic trova Ghiglione libero a destra e la linea difensiva romanista scappa all’indietro come giustamente deve fare quando viene attaccata: il terzino, Kolarov, va a contrastare il portatore di palla e i colleghi vanno a difesa della porta.

Fazio va sul primo palo, Mancini cerca di controllare il primo attaccante che vede tra lui e il compagno di reparto (Pinamonti) e spera che alle sue spalle ci sia Florenzi a chiudere la diagonale e a contrastare Kouame. Non si accorge però che il capitano è partito in ritardo e che non può esserci, probabilmente perché stanco (uscirà otto minuti dopo).  

Così l’attaccante del Genoa può andare in tuffo sul cross (magnifico, bisogna riconoscerlo) di Ghiglione.

Roma-Genoa 3-3

Movimenti collettivi, che miglioreranno con la conoscenza e con l’affiatamento, ma anche errori individuali da correggere al più presto, aspettando che dal mercato arrivino quei due rinforzi di buon livello che Fonseca chiede per migliorare la squadra: un altro centrale e un esterno d’attacco sono le priorità.

Intanto c’è da preparare la partita contro la Lazio, una squadra che è molto forte a giocare sugli errori degli avversari.

E questo non è che ci faccia stare tranquilli, tra noi ce lo possiamo dire.

Tante soluzioni, la vena creativa, l’intensità che già si vede: quello che funziona

La Roma però non deve dimenticare che con il Genoa ha fatto vedere anche cose incoraggianti. La squadra ha tante soluzioni per arrivare in porta, sia con il pallone in gioco sia su calcio piazzato, e ha dato dimostrazione del suo potenziale offensivo e creativo.

L’uscita della palla dalla difesa è stata quasi sempre pulita e le cose migliori la Roma è riuscita a farle partendo dal basso piuttosto che presidiando la metà campo avversaria. Il motivo è che in campo c’erano tre trequartisti estremamente portati per l’attacco della profondità e poco abituati a combinare in spazi stretti.

📈 La Roma si è mossa tanto e questo ha aiutato la circolazione della palla. Due indicatori possono darci qualche informazione in più sulla qualità della proposta offensiva della squadra e sulla condizione fisica generale.

Il primo: i giocatori di Fonseca hanno completato 9 passaggi smarcanti(quelli che sviluppano l’azione in modo creativo, aprendo spazi e trovando gli inserimenti dei compagni), meglio di qualunque altra squadra nel primo turno di Serie A. Nella scorsa stagione non era mai accaduto in nessuna competizione che la Roma raggiungesse questo livello. Dzeko e Pellegrini sono stati i migliori rispettivamente con tre e due passaggi smarcanti riusciti.

📈 L’altro dato significativo che testimonia la buona condizione generale della squadra di Fonseca riguarda la distanza coperta in campo, un numero che va sempre contestualizzato perché può essere fuorviante.

La Roma ha tenuto il pallone di più del Genoa (57 per cento di possesso) e nonostante questo ha percorso più chilometri (107,39 contro 101,87) a una velocità media più alta (6,5 chilometri orari contro 6,3): nella scorsa stagione era successo solo in due occasioni, Roma-Torino 3-2 e Roma-Empoli 2-1.

La squadra ha prevalso anche nel chilometraggio ad alta velocità: 8,61 chilometri totali contro 8,19 del Genoa. È un primo importante segnale di discontinuità rispetto alla scorsa stagione.

Una curiosità: la Lazio ha percorso praticamente le stesse distanze nel suo debutto in casa della Sampdoria, 107,94 chilometri totali e 8,61 ad alta intensità.

Altre note positive da segnalare? Il clima collaborativo tra squadra e allenatore, i progressi di Cengiz Ünder e di Pellegrini come mediano (deve migliorare in fase difensiva, ma dai suoi piedi nascono sempre cose positive), lo stato di grazia di Dzeko, sempre più leader, le potenzialità di Zaniolo. Fonseca poi potrà iniziare a schierare presto anche gli altri acquisti che sono già a Trigoria: Spinazzola dovrebbe saltare il derby, ma Zappacosta, Veretout e Diawara saranno pronti e molto utili alla causa.

Speravamo tutti di iniziare l’anno con i tre punti e sul 3-2 ci avevamo creduto, ma si vede l’inizio di un percorso ambizioso. La Roma ha tutto il tempo che serve per affrontare i suoi problemi e risolverli.

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

Fonte dei dati: WyScout.com e Legaseriea.it – Elaborazione: Rudi.news