Roma-Milan 1-1: ancora in piedi

05/02/2019 di Valerio Albensi

Roma-Milan 1-1 2018-19

Domenica sera la Roma di Eusebio Di Francesco si è ritrovata sull’orlo di un burrone. Sarebbe bastato poco per cadere dopo i dieci gol incassati in quattro giorni da Atalanta e Fiorentina. La squadra invece ha trovato la forza per reagire: non ha guardato giù e contro il Milan ha tirato fuori forse la migliore prestazione dalla vittoria contro il Sassuolo. Più convincente della partita contro il Torino, per esempio, quando il risultato aveva coperto le solite fragilità difensive e le incertezze nella gestione della palla e del vantaggio.

Con il Milan i tre punti sono stati negati dal palo e da Donnarumma in versione Ed Warner di Holly e Benji, ma finalmente la Roma ha dato la sensazione di controllare la partita e di cercare con tutte le forze di vincerla. Lo confermano anche i dati. 

Allora, a mente fredda, proviamo a capire se questi 90 minuti possono essere davvero la prima pietra di una Roma più solida nella seconda parte della stagione.

La Roma non è guarita, ma c’è ancora

La Roma ha certamente retto il confronto con il Milan sul piano fisico. Partiamo dai chilometri percorsi e della velocità media: la squadra di Di Francesco ha corso di più (112,15 chilometri contro 110,74) e lo ha fatto a ritmi più alti (7 chilometri orari di media contro 6,8 dei rossoneri).

È vero, il possesso palla più basso rispetto a quello dell’avversario ha sicuramente influito su questi dati (la squadra di Gattuso ha raggiunto la soglia del 55 per cento), ma non è scontato correre più degli altri quando si tiene di meno il pallone. In più di un’occasione, quest’anno, la Roma ha perso possesso e “gara di resistenza”. Era successo all’andata, per esempio, quando era finita 2-1 per i rossoneri: quel giorno la Roma aveva avuto una percentuale di possesso molto bassa, appena il 40 per cento, e nonostante questo aveva corso oltre un chilometro in meno degli avversari.

Corsa, forza a grinta. Contro il Milan la Roma ha vinto una percentuale più alta di duelli (42,1 per cento contro 38), ha recuperato più palloni nella zona centrale e nella zona alta del campo (41 complessivi contro i 24 rossoneri) e ha fatto più falli (15 a 12). Un dato curioso è quello dei tackle scivolati: nove a zero per la Roma. E tre sono di Schick.

Con una risposta del genere da parte della squadra, è difficile dare credito alle ipotesi di chi, sui social e altrove, dopo Firenze parlava di un ammutinamento dei giocatori nei confronti dell’allenatore, un grande classico dei dibattiti sul calcio.

Ritorni: De Rossi, il 4-3-3 e una discreta solidità

La partita di domenica è stata anche l’occasione per ritrovare in campo Daniele De Rossi, dal primo minuto, e per rivedere la squadra schierata con il 4-3-3

Le condizioni non ottimali del capitano, che non giocava titolare in Serie A da tre mesi, e alcuni problemi di formazione (la squalifica di Nzonzi e Cristante) hanno portato Di Francesco a irrobustire il centrocampo con un uomo in più e a mettere da parte il 4-2-3-1. Così Pellegrini e Zaniolo hanno fatto le mezzali invece di alternarsi nel ruolo di trequartista centrale. La squadra ha risposto bene da subito: ha occupato meglio il campo rispetto alle ultime uscite e ha avuto più soluzioni offensive, distribuendo meglio gli attacchi tra destra, centro e sinistra.

Subito aggressiva con le mezzali (dopo un minuto Zaniolo e Pellegrini hanno strappato insieme un pallone dai piedi di Bakayoko) e con due ali disponibili al sacrificio (Schick e Florenzi), la Roma è stata più solida e compatta. Nel primo tempo è stata ingiustamente punita al primo tiro del Milan e nel secondo ha rischiato solo nel finale su una conclusione di Laxalt: non subiva così pochi tiri, sei in totale, dalla partita di Parma.

Sotto questo aspetto, ha giocato un ruolo decisivo la presenza davanti alla difesa di De Rossi, uno che quando c’è da ostacolare le linee di passaggio degli avversari resta ancora senza rivali.

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Ma il lavoro fondamentale che il capitano ha svolto è stato soprattutto nella fase di impostazione e di uscita della palla dalla zona difensiva. con le sue giocate in verticale per sorprendere alle spalle la linea di centrocampo milanista.

Questo è il suo schema di passaggi fino al 70′. Le frecce blu sono i passaggi riusciti, quelle rosse i passaggi sbagliati. Il senso del gioco di DDR è chiaro.

Daniele De Rossi Roma-Milan 1-1

Nella fase conclusiva della partita, De Rossi ha dosato le sue energie, ma anche quelle dei compagni che erano al fianco. Ha capito che Zaniolo era in riserva e che anche Pellegrini non era più brillante, così Daniele ha rallentato in un finale in cui il Milan ha provato a spingere.

Questi sono i suoi passaggi dal 71′ alla fine della partita.

Daniele De Rossi Roma-Milan

Nella fase conclusiva, la Roma ha gestito di più la palla evitando che la partita si trasformasse in un botta e risposta continuo e ingovernabile, un meccanismo impazzito che troppo spesso l’ha portata ad allungarsi e prendere rischi inutili.

Anche i dati lo confermano. Dal 76′ in poi la squadra di Di Francesco è salita a 5,64 passaggi medi per possesso palla rispetto ai 4,74 del primo tempo. Per avere un termine di paragone, contro Torino e Genoa, forse le due partite in cui questo effetto “flipper” era stato più pericoloso, nel quarto d’ora finale la Roma aveva raggiunto rispettivamente 2,27 e 2,8 passaggi medi per possesso.

Sottovalutiamo spesso l’impatto che un leader carismatico come De Rossi può avere sui propri compagni. Può essere utile allora paragonare quello che succede in un campo di calcio con le dinamiche di un team di lavoro di un qualsiasi altro settore. Se sei giovane e inesperto e tendi a strafare, avere accanto un collega più navigato e, soprattutto, disponibile nei confronti degli altri è un sostegno prezioso quando il livello di difficoltà si alza. I momenti di una partita non sono tutti uguali e l’esperienza di chi ha sulle caviglie oltre 700 gare da professionista può aiutare chi al professionismo è arrivato da poco.

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Come Zaniolo, per esempio, che ancora una volta è stato uno dei migliori in campo e che sta imparando a dosare le energie e a frenare certi eccessi. Nel primo tempo, per esempio, si è preso un richiamo dall’arbitro per una protesta plateale quando era già ammonito; guarda caso, è stato proprio De Rossi ad affiancarlo mentre Maresca lo rimproverava. 

La voglia di Zaniolo è una vitamina che fa bene alla Roma, un’energia alla quale non si può rinunciare. Il suo comportamento in occasione del gol ne è la dimostrazione.

Questo è il momento del cross dalla destra di Karsdorp, che porta al pareggio della Roma. 

Guarda dov’è Nicolò un attimo prima che parta il pallone: è il calciatore nel cerchio rosso, diversi metri fuori dall’area.

Zaniolo Roma-Milan 1-1

Poco prima, infatti, il lancio in profondità di Fazio per Karsdorp pare averlo tagliato fuori dall’azione offensiva, ma lui non rinuncia a crederci: segue lo sviluppo del gioco, si butta dentro nonostante ci siano già quattro compagni messi meglio di lui e va sul secondo palo.

E indovina chi la prende?

Quale futuro per il 4-3-3?

Dopo il Milan, la Roma tornerà stabilmente al 4-3-3? La risposta, come al solito in questi casi, è: dipende. Dipende innanzitutto dal ginocchio di De Rossi perché il grave problema alla cartilagine con il quale ha combattuto per tre mesi è un problema serio, da trattare con la massima cautela. Di Francesco, nelle interviste a fine partita, ha lasciato chiaramente intendere che solo DDR ha le caratteristiche adatte per giocare centrale in un centrocampo a tre. Quindi nei momenti in cui Daniele dovrà recuperare la Roma probabilmente tornerà al 4-2-3-1.

È chiaro però che il solo cambio di modulo non può risolvere i problemi della squadra, perché certe fragilità quest’anno sono andate al di là dei sistemi di gioco. Allora forse più che sui moduli è più giusto ragionare sul numero di attaccanti che la Roma riesce a sostenere. Potrebbe non essere un caso infatti che nelle occasioni in cui Florenzi ha giocato nei tre o nei quattro d’attacco (a seconda del modulo) la squadra ha ottenuto due vittorie e due pareggi: due successi contro la Lazio e il Cska Mosca in trasferta, e due pari contro Inter e Milan. 


valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

fonti dei dati: WyScoutlegaseriea.it
Schemi di passaggi: StatsZone app

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