Roma-Milan 2-1 a mente fredda: il cuore e molto altro

28/10/2019 di Valerio Albensi

Roma-Milan ci ha lasciato solo sensazioni positive e tante immagini ricorderemo a lungo: la disponibilità di Dzeko; Mancini sempre più a suo agio nel ruolo di mediano/centrale aggiunto; i recuperi di Perotti, che ha dato tutto; la voglia di Mert Cetin entrato a sorpresa nei minuti finali. Ma anche il colpo di testa di Kolarov nel recupero, che ha anticipato in tuffo Calabria dentro l’area piccola e ha salvato il risultato.

Abbiamo visto una squadra che ha lottato con tutte le sue forze per vincere, nonostante le otto assenze, e alla fine è stata premiata. Se non ci fosse stata la svista di Collum oggi parleremmo di due vittorie in quattro giorni in una situazione di profonda emergenza.

È una Roma che ha ritrovato unità e spirito di gruppo, e questo merito è di Paulo Fonseca. L’allenatore ha saputo conquistare i giocatori fin dal primo giorno di ritiro e ora aspetta con ansia il rientro di chi è fuori.

Che partita ha giocato la Roma

Rispetto alle ultime uscite, la Roma è stata sicuramente più incisiva in attacco. Contro il Milan c’era più qualità dalla trequarti in su e di conseguenza si è alzata anche la qualità delle occasioni create.

Secondo Understat.com, la Roma ha chiuso la partita con 1,67 expected goals e 12 conclusioni (una media di 0,139 xG/tiro) anche se va detto che circa la metà degli xG sono arrivati da calcio d’angolo, situazioni nelle quali la squadra di Fonseca ha costruito una rete (quella di Dzeko) e due grandi occasioni con Smalling e Mancini.

Come era accaduto contro il Mönchengladbach, la presenza di Mancini ha liberato un terzino in più in fase di spinta.

Con i due esterni di difesa più alti, i trequartisti laterali hanno potuto giocare di più dentro al campo.

Questo ha aiutato la squadra a palleggiare meglio in zona offensiva? Purtroppo no.

Il dato sui passaggi nella trequarti avversaria, per esempio, è stato il più basso dal derby dell’1 settembre, appena 38 passaggi tentati; almeno è stato incoraggiante il numero di quelli riusciti, 29. Pastore, per esempio, ha scambiato 12 volte il pallone con Kolarov e 16 con Spinazzola, mentre solo 5 con Perotti e 10 con Zaniolo.

Basso invece il numero dei passaggi di Zaniolo e Perotti, rispettivamente 18 e 14 tentati. Nicolò, per esempio, ha cercato di più i duelli (16 totali, tra difensivi e offensivi) che i passaggi.

La partita di Pastore: astuzia e chilometri

In questo contesto, il lavoro di Pastore è stato molto importante soprattutto nella metà campo della Roma, quando c’è stato da aiutare l’uscita della palla. Trentasei azioni su 89 in cui è stato coinvolto sono iniziate nella metà campo romanista, quasi la metà.

Non è stato brillante in rifinitura il Flaco (un solo passaggio chiave tentato e non riuscito), ma si è fatto notare sfiorando tre volte il gol e strappando con astuzia il pallone agli avversari in un paio di occasioni che hanno poi portato a situazioni pericolose. Più in generale, però, Pastore è stato costantemente nel vivo del gioco, sempre presente nelle azioni di pressione offensiva della Roma dimostrando un’ottima tenuta atletica alla terza partita consecutiva giocata. Ha chiuso la gara con il chilometraggio più alto tra i calciatori delle due squadre (11,72 km) e il terzo per chilometri ad alta intensità (1,054).

Mancini si conferma

Fonseca lo aveva anticipato in conferenza stampa e ha confermato Gianluca Mancini mediano anche dopo l’impegno di Europa League. Il tecnico portoghese ha trovato un’alternativa credibile in quel ruolo, soprattutto in partite nelle quali la Roma rischia di essere sollecitata di più da un punto di vista difensivo.

L’ex atalantino ha giocato un’altra buonissima partita, facendo vedere anche progressi notevoli da un punto di vista del posizionamento.
E ieri lo abbiamo visto anche più a suo agio con il pallone tra i piedi, tant’è che si è concesso tre passaggi chiave, di cui uno riuscito, e un assist, il colpo di testa che ha trovato Dzeko libero sul secondo palo per il primo gol romanista. Sarebbero stati due gli assist, se avesse aspettato una frazione di secondo in meno in occasione del gol annullato a Pastore nel primo tempo.

«Vuole sempre giocare la palla, non ha paura», ha detto Diego Perotti parlando di Mancini a RomaRadio.

La sua presenza in mezzo al campo dà stabilità e a questo punto, aspettando il ritorno di altri specialisti del ruolo, probabilmente lo rivedremo anche a Udine.

Perotti ha dato tutto

Nei 53 minuti in cui è rimasto in campo, Diego Perotti non ha tirato in porta né prodotto assist, ma ha comunque dato un contributo importante. Ha dato tutto, nella sua prima partita da titolare stagionale, soprattutto da un punto di vista dell’attenzione difensiva. Nel primo tempo, ha rubato tre palloni che hanno messo in grande difficoltà il Milan. Da una sua azione di disturbo su Conti (con il quale ha vinto tre duelli su quattro) è nata la grande occasione di Pastore nel primo tempo, quella della paratona di Donnarumma.

Lo abbiamo visto addirittura ricomporre la linea della difesa da terzino, in situazioni in cui la Roma ha perso palla ed era sbilanciata in avanti, come in questo caso.

Il miglior Perotti, insomma, sta tornando e per Fonseca questa è senz’altro una buona notizia.

La maschera di Dzeko

La maschera gli si è abbassata dopo l’impatto con la palla, quando è andato a colpire di testa per fare gol. In quel caso, giocare con una scomoda maschera di protezione non ha impedito a Dzeko di segnare. Se non fosse stato costretto a portarla però probabilmente avrebbe fatto doppietta.

Infatti in questa occasione, sul finire di primo tempo, Kolarov ha rubato palla a Biglia, aiutato da Pastore, e ha messo subito al centro dell’area piccola credendo di trovare Dzeko per una facile deviazione, come sarebbe stato in condizioni normali. Invece Edin lì non c’era perché un istante prima si era fermato all’altezza del dischetto per sistemare la protezione che si era allentata.

Con 110,52 chilometri la partita contro il Milan è quella nella quale la Roma ha raggiunto la distanza più alta in campionato dall’inizio della stagione.

Elevato anche il chilometraggio ad alta intensità, 9,65 chilometri raggiunti, anche in questo caso un primato stagionale. Uno sforzo che è arrivato dopo un’altra partita molto faticosa, quella contro il Borussia.

Nuove sfide per Fonseca

La squadra è ormai sicura in difesa e continua a concedere poche occasioni agli avversari: il Milan ha chiuso con 0,58 xG ed è la terza volta nelle ultime cinque partite ufficiali che chi affronta la Roma non va oltre quota uno. I movimenti senza palla della squadra migliorano di settimana in settimana e ieri il vero punto di forza in fase difensiva è stato il livello raggiunto nella qualità del pressing: il Milan non ha mai avuto spazi al centro, è sempre stato orientato dalla Roma sulle fasce ed è stato portato sistematicamente all’errore.

La sfida dei prossimi mesi è raggiungere il pieno controllo del gioco anche contro avversari di livello pari o addirittura superiore, un obiettivo che sarà più facile da centrare quando saranno tornati molti degli attuali indisponibili.

C’è da stringere i denti ancora per un po’, ma la Roma è pronta.