Roma-Porto a mente fredda

13/02/2019 di Valerio Albensi

Di Francesco Sergio Conceicao Roma Porto

Speravamo di vedere una Roma così all’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Porto. Tosta su ogni pallone, corta, che sa giocare e soffrire da squadra. Con una prestazione così determinata e attenta la Roma è andata a un passo dal chiudere la qualificazione: non ci è riuscita per colpa di una leggerezza, probabilmente l’unica in oltre novanta minuti. Sapevamo che i portoghesi sono fortissimi a monetizzare gli errori della concorrenza e ne abbiamo avuto la dimostrazione.

La squadra di Di Francesco comunque ha tenuto il confronto dal punto di vista fisico contro un avversario che in Champions è al top sotto questo aspetto: per esempio, ha corso 113,21 chilometri contro i 112 del Porto. Ci fa ben sperare in vista del ritorno del 6 marzo, quando la Roma dovrà difendere il 2-1 di ieri sera.

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Per quanto riguarda i dati difensivi, la Roma ha affrontato 79 duelli contro gli 81 dei rivali, ha intercettato due palloni in meno dei portoghesi (39 a 41) ed è andata a contrasto 16 volte, due in più rispetto al valore medio stagionale (14). Lo ha fatto, va detto, a un’intensità più bassa di quella degli avversari: il possesso palla della squadra di Sergio Conceição ha raggiunto il 58 per cento (quasi 34 minuti di gioco effettivo) quindi la Roma ha avuto più tempo per raggiungere quei valori.

La partita contro il Porto è stata prima di tutto la prestazione di una squadra matura, che è riuscita finalmente a interpretare bene tutte le fasi di una sfida complessa contro un avversario che negli ultimi 26 incontri ufficiali aveva perso solo una volta ai rigori.

Quanti ostacoli

Sono stati 90 minuti con tanti ostacoli da superare. Il primo è stato quello di riuscire a impostare l’azione dal basso nonostante Fernando, attaccante dei portoghesi, fosse entrato in modalità “Figli dell’Amore Eterno” nei confronti di De Rossi.

Daniele, soprattutto nel primo tempo, se l’è ritrovato ovunque: la marcatura a uomo (un paio di esempi nei fotogrammi in basso), ha obbligato i suoi compagni a ricercare fonti alternative di gioco come Fazio. De Rossi se lo aspettava («Sapevamo dai video che abbiamo visto che Conceição fa fare pressione sul mediano», ha detto il capitano a fine partita), ma la squadra ha comunque impiegato del tempo a riorganizzarsi.

Il piano del Porto prevedeva anche le pressioni puntuali sui difensori romanisti e l’aggressione in avanti e coraggiosa della linea difensiva. Un assembramento compatto che ha portato la Roma a sbagliare tanti palloni (solo il 76,8 per cento di passaggi riusciti nel primo tempo), ma soprattutto a giocare poco in verticale nella trequarti d’attacco.
Questo è lo schema dei passaggi della Roma e di De Rossi nei primi 45 minuti: le frecce blu corrispondono ai passaggi riusciti, quelle rosse ai passaggi sbagliati.

Roma-Porto passaggi De Rossi

In un momento di difficoltà, la Roma è stata brava a non farsi prendere dalla frenesia di accelerare i ritmi e alzarsi a tutti i costi. Non ha concesso occasioni al Porto e, nei momenti in cui gli avversari hanno allentato la presa, è riuscita ad avere le sue occasioni. Il primo palo di Dzeko, per esempio, è stato preparato da due giocate interessanti tra metà campo e trequarti: prima Zaniolo, poi Fazio hanno rischiato l’azione personale e sono stati premiati. Nel primo tempo, la Roma ha a lungo studiato l’avversario, ma soprattutto si è preoccupata di non andare in svantaggio per non complicarsi la vita.

Si è difesa bene la Roma, soprattutto sulla sua fascia destra, perché da quella parte Florenzi, Cristante e Zaniolo avevano il compito di tenere a bada Alex Telles e Brahimi, due tra gli uomini più pericolosi in campo ieri. E ha concesso poco campo alle spalle dei suoi difensori, visto che il baricentro medio della partita è stato di 43,8 metri.

Coraggio

Finita la fase di studio, nel secondo tempo la Roma ha preso coraggio e ha aumentato il ritmo per cercare di vincere la partitaDzeko si è sacrificato tanto e ha vinto spesso i duelli con centrali Felipe e Pepe; Pellegrini lo ha sostenuto avanzando di qualche metro, tant’è che allo stadio in alcuni momenti è sembrato che la Roma fosse passata al 4-2-3-1. La squadra ha costruito il primo gol aumentando la pressione qualche minuto dopo che il Porto aveva perso Brahimi per infortunio: De Rossi ha recuperato un pallone sulla trequarti spostando subito il gioco sulla sinistra, poi Fazio, con un’altra azione personale, ha guadagnato una rimessa laterale in attacco; da lì è nato il cross di El Shaarawy che ha trovato posizionata male la difesa del Porto, e l’assist di Dzeko per Zaniolo. 

Dopo il raddoppio tutto faceva pensare alla serata perfetta invece è arrivato subito il gol di Adrian, con la difesa che ha gestito male un lancione dalla trequarti difensiva del Porto. Mezza disattenzione pagata a carissimo prezzo.

I dieci minuti conclusivi, quelli in cui la Roma ha indietreggiato accusando il contraccolpo psicologico della rete appena incassata, sono l’antipasto della partita che la squadra affronterà al ritorno in Portogallo. Quel giorno servirà un’altra prestazione di alto livello dal punto di vista fisico, ancora più intensità rispetto a ieri, ma anche la personalità per provare a segnare almeno un gol. La squadra può farcela.

Forse dopo Firenze qualcosa è cambiato. Nelle tre partite giocate dopo la drammatica serata di Coppa Italia, la Roma ha vinto due volte e pareggiato una sfida, con il Milan, che avrebbe meritato di vincere. La reazione c’è stata, accompagnata anche da una crescita della condizione generale della squadra nonostante i troppi infortuni muscolari da inizio stagione (ma di questo ne riparleremo). Il dato sui chilometri percorsi in partita va maneggiato con cura e può essere fuorviante, ma è un fatto che nelle ultime tre gare la Roma ha corso almeno 110 chilometri: 112,15 contro il Milan, 112,73 con il Chievo e 113,21 ieri. Non era mai successo quest’anno. Un ultimo dato, sempre sul chilometraggio: Roma-Porto è stata la seconda partita stagionale per chilometri percorsi dietro a Roma-Real Madrid (115,02) e davanti a Roma-Inter (112,88).

valerio.albensi@rudi.news
@ValeAlb

[fonte dei dati: WyScout.com, Uefa.com, schema di passaggi da StatsZone app]

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