Roma prima in Europa per gol su corner: perché segna così tanto

26/11/2019 di Valerio Albensi

La Roma in Serie A ha già segnato sette gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nei primi cinque campionati d’Europa (Italia, Spagna, Germania, Francia e Inghilterra) al momento non c’è una squadra che ha fatto meglio. I calciatori allenati da Fonseca sono davanti a Granada, Colonia, Nizza e Bournemouth (cinque reti stagionali) e al gruppo di squadre a quattro gol tra cui l’Inter, il Liverpool e l’Arsenal. Non tutte le formazioni di alta classifica riescono a sfruttare i corner, una possibilità che può essere decisiva soprattutto contro avversari chiusi: Atalanta e Lazio, per esempio, finora hanno fatto centro solo una volta in questo modo.

Allargando il discorso a tutti i gol su palla inattiva stagionali, la Roma ha segnato così 15 volte su 30 (50 per cento): nove reti da calcio d’angolo (o sviluppi), una sugli sviluppi di un calcio di punizione, due su punizione diretta e tre su rigore.

Ma perché la squadra di Fonseca riesce a essere così pericolosa da calcio d’angolo? L’aumento dei gol di questo tipo è stato evidente nelle ultime otto partite stagionali, dalle quali sono arrivate sei reti: nelle precedenti nove gare i gol erano stati tre. Il calendario può avere influito in parte sui numeri (Milan e Brescia, per esempio, sono sembrati particolarmente vulnerabili sui cross da calcio d’angolo), ma di sicuro la Roma ha fatto vedere un’intesa migliore tra i calciatori e strategie più efficaci.

La Roma segna quasi sempre da destra

La Roma finora ha avuto 115 calci d’angolo a favore complessivi (Serie A ed Europa League) che hanno portato a 117 cross tentati. Di questi cross, 47 sono stati trasformati in una conclusione (41 per cento): la squadra ha calciato 41 volte sul primo palo, 19 sul secondo e 57 nella fascia centrale dell’area tra la zona del portiere e gli undici metri.

Sette dei nove gol sono arrivati da corner battuti dalla destra, per un totale di 68 cross tentati e 25 conclusioni; dalla sinistra, la squadra ha concluso più volte in proporzione (21 su 49), ma ha segnato solo due volte.

Chi calcia i corner della Roma?

I calci d’angolo da sinistra sono monopolio di Kolarov: ne ha battuti 38 su 49 calciando prevalentemente sul primo palo (12) o verso gli undici metri (14). A destra, invece, si sono divisi il compito finora Veretout e Pellegrini, rispettivamente con 31 e 29 calci d’angolo a testa: dai corner calciati da loro, o dagli sviluppi, sono arrivati complessivamente sei gol (tre ciascuno), mentre da Kolarov (due) e Pastore gli altri tre. Il serbo e il francese hanno anche la percentuale più alta di corner con conclusione, il 45 per cento.

Tra i destinatari più frequenti dei cross ci sono Smalling (16 volte) e Mancini (14). Staccatissimi Zaniolo e Dzeko, entrambi a 7.

Dzeko ha segnato tre volte finora e Smalling due; gli altri gol sono stati segnati da Mancini, Zaniolo, Cristante e Spinazzola.

Come crossa la Roma e quali strategie usa per fare gol

In genere, la Roma preferisce il cross diretto con traiettoria a uscire; è più raro vedere combinazioni dalla bandierina tra due calciatori, una giocata che vediamo quasi esclusivamente nei finali di gara.

Le strategie possono variare in base a come difende l’avversario: a uomo, a zona o misto zona/uomo. Nel primo caso, chi difende marca direttamente gli attaccanti uno contro uno; nel secondo, ogni difensore ha una propria zona di competenza (primo palo, centro dell’area, secondo palo o limite), si preoccupa di controllarla e sul cross si muove cercando di andare ad aggredire la palla; nel terzo caso, alcuni uomini sono assegnati al controllo di una zona (per esempio, primo e secondo palo) mentre gli altri marcano direttamente i giocatori avversari. La Roma quest’anno ha incontrato squadre che hanno difeso totalmente a zona o con un sistema misto, mai completamente a uomo.

Al di là degli schieramenti avversari, la Roma attacca molto spesso sui corner con Zaniolo che va sul primo palo, Dzeko si sposta nella zona del portiere per un eventuale tocco ravvicinato su assist di un compagno o dopo una respinta; nel frattempo Mancini cerca di andare a colpire al centro dell’area e Smalling si allarga tra la zona degli undici metri e sul secondo palo per sfruttare una spizzata di un compagno dal centro, per fare da torre o restare come riferimento largo in caso di un secondo cross.

Contro difese a zona, i giocatori della Roma tendono a partire da dietro per sfruttare lo slancio in elevazione nei confronti dei difensori, che invece sono fermi sul posto; contro difese miste, abbiamo visto spesso i calciatori romanisti cercare di liberarsi del proprio marcatore “nascondendosi” dietro a un compagno di squadra per poi staccarsi improvvisamente.

Questo meccanismo è stato decisivo contro il Milan. Perché ha portato al gol di Dzeko, completamente dimenticato da Kessié, e alla doppia occasione nel secondo tempo per Smalling e Mancini, persi rispettivamente da Hernandez e Calabria. Qui ritrovi le immagini.

Va detto che era sembrata piuttosto discutibile la decisione di Pioli di non lasciare un uomo a zona sul secondo palo.

Smalling ha un ruolo chiave

Nelle ultime settimane, i movimenti di Smalling hanno acquisito un’importanza crescente nelle strategie della Roma sui corner. Il lavoro del difensore inglese sul secondo palo sta diventando fondamentale perché quando arriva da dietro, soprattutto quando l’avversario è rivolto verso il pallone, Smalling riesce a sfruttare al massimo la sua elevazione.

Come in questo caso contro il Napoli, quando di sponda ha trovato Dzeko che però era in fuorigioco.

O come nell’azione del gol di Edin Dzeko contro il Brescia (difesa a zona pura): cross dalla destra (di destro) di Pellegrini, Smalling ha sovrastato l’avversario presente nella sua zona e ha messo un assist perfetto per Dzeko, che ha attaccato il centro dell’area piccola. È stata l’azione fotocopia del suo gol, in apertura di secondo tempo.

La Roma è pericolosa sui calci d’angolo e non concede nulla: non ha ancora subito gol in questo modo. Ma di questo parleremo in un altro pezzo.