Roma si fa bella per Conte

24/04/2019 di Patrizio Cacciari

Antonio Conte

L’ultima notizia a mandare in fibrillazione l’ambiente romanista è quella dell’offerta, secondo il sito Calciomercato.com, di un triennale da 9,5 milioni di euro ad Antonio Conte per diventare allenatore della Roma. Una notizia che per ora non ha trovato altre conferme e che riporta cifre apparentemente non in linea con i parametri della società: finora la Roma non ha mai investito così tanto per un allenatore e sul futuro starebbe anche valutando di ottimizzare il monte ingaggi dei calciatori. 

La Roma ha aumentato molto il suo fatturato (250 milioni, record), ma continua a spendere troppo. Perché lo fa? Per rimanere competitiva e attrarre grandi investitori. È giusto allora offrire 9,5 milioni ad Antonio Conte? Difficile rispondere oggi, soprattutto con la qualificazione in Champions (ed Europa League, visto l’affollamento in classifica) ancora in bilico. Ma un investimento e una scelta del genere rendono l’idea anche del livello di ambizione del club.

Contatti reali
I contatti con Conte sono reali.
 Se dovessimo sbilanciarci con il giochino delle percentuali, non andremmo comunque oltre un 20% di possibilità che Antonio Conte sia il prossimo allenatore della Roma. Che – attenzione – non sono poche.

Se ci piacerebbe? Difficile dire di no. Soprattutto perché sarebbe interessante vedere alcuni calciatori dell’attuale rosa nelle sue mani. Florenzi, Pellegrini, Cristante, Ünder, lo stesso Schick, ma anche giocatori dalla carriera importante come Nzonzi, che rendimento offrirebbero sotto la sua guida rispetto a quello che abbiamo visto finora? Il potenziale sarebbe enorme, anche se la Roma dovrà mettere mano in maniera importante alla rosa e all’undici titolare.

Vi ricordate quando la Roma lo portò a Trigoria nel 2013? Ovviamente in un altro contesto: a Trigoria fu ospitata la Juventus che preparava la Supercoppa. L’allenatore di quella squadra era Antonio Conte. Era il 18 agosto e Il Messaggero raccontava così l’episodio: 

«Il pullman ha attraversato il cancello verde del campo Agostino Di Bartolomei alle 13.22 in punto, atteso nel piazzale da un nutrito gruppo di tifosi con sciarpe e bandiere. Roma in partenza per Terni? Macchè: Juventus in marcia verso il Cavalieri Hilton, sede del suo ritiro capitolino. Possibile? Tutto vero. La Juventus ieri ha svolto a Trigoria l’allenamento mattutino in vista della partita di stasera contro la Lazio. Un Bernardini blindato, security privata e polizia in ogni angolo, impianto off limits anche per qualche dipendente della Roma che ha dovuto faticare e dare mille spiegazioni per poter raggiungere il proprio posto di lavoro. Ma la presenza della Juventus nella casa della Roma non è affatto piaciuta ai tifosi giallorossi, che attraverso radio e social network, hanno manifestato tutto il proprio, profondo malumore».

Quella sera la Juve superò la Lazio 4-0 all’Olimpico nella finale di Supercoppa Italiana e a gettare acqua sul fuoco delle polemiche fu proprio Conte: «Ringrazio la Roma che ci ha dato la disponibilità e ci ha  permesso di allenarci a Trigoria questa mattina perché eravamo in difficoltà […] Oggi hanno fatto un gesto molto bello, non ci trovo nulla di anormale». 

Molti tifosi della Roma invece chiesero addirittura le dimissioni della dirigenza. Certo, non era un momento favorevole. La Roma aveva perso la finale del 26 maggio, sulla panchina era appena arrivato Rudi Garcia e stava per cominciare la Fase 2 dell’era americana.

Cosa abbiamo combinato in questi anni

Da quell’estate in poi però non è che le cose siano andate così male. Qui sotto puoi rendertene conto da solo.

La Roma in questi anni non ha fatto schifo e ha fallito una stagione (quella in corso, sperando di entrare in Champions) dopo un quinquennio tutto sommato positivo. È mancata la vittoria, certamente. Ma non le ambizioni e i grandi giocatori. Quali? Dzeko, Salah, Alisson, Pjanic, Maicon e molti altri. La rosa complessivamente è sempre rimasta molto competitiva. Il fatto che ora si parli come opzione per la panchina di un top allenatore come Antonio Conte è un segnale importante, perché la Roma non sta pensando a un ridimensionamento.

Per questo l’obiettivo stagionale di un piazzamento tra le prime quattro rimane centrale, così come la questione Stadio, che sta subendo nuovi pesantissimi attacchi. Si tratta di faide politiche tra fazioni che utilizzano il progetto come terreno di scontro. L’ultimo fatto è questo: l’architetto Francesco Sanvitto ha presentato un esposto e il Giudice per le Indagini preliminari ha respinto la richiesta di archiviazione proposta dalla Procura nei confronti del sindaco, Virginia Raggi, per il reato d’abuso d’ufficio. Quello che può succedere ora lo spiega bene Fernando M. Magliaro nell’ultimo articolo sul suo blog.

Gli amici di Conte

In questi giorni, molti ex calciatori della Juve, compagni di Antonio Conte, vengono intervistati per conoscere un po’ meglio il carattere del tecnico. Oggi è stato il turno di Michelangelo Rampulla, che al sito ForzaRoma.info ha dichiarato: «Ad Antonio piacciono le sfide, l’importante è che ci sia un progetto serio con una continuità. Roma non è una piazza facile, ma a Conte queste sfide piacciono. Inoltre i giallorossi hanno già un’ottima base e buonissimi giocatori». Ieri era toccato a Soldatino Di Livio, opinionista fisso di Teleradiostereo«Ho sentito Antonio con i “messaggini” l’ultima volta dieci giorni fa, non posso essere diretto e dire le cose come stanno, sarei un traditore. Ma secondo me la Roma fa bene a provarci per Conte. Lui sta cercando un progetto serio, una squadra in cui possa partire dal basso e portarla in alto per costruire cose importanti».

Se ci dovessimo basare sulle parole di chi lo ha conosciuto bene, come Rampulla e Di Livio per esempio, e considerando il momento storico, tutto sembra andare nella direzione giusta. Ad Antonio Conte piacciono le sfide, questo lo abbiamo capito. Lo disse anche nella sua prima conferenza stampa da allenatore della Juventus. Conte è stato giocatore, capitano, leader, allenatore e tifoso dei bianconeri. Lo è probabilmente tuttora. Arrivò a Torino per aprire un nuovo ciclo e ci riuscì. Qui gli verrebbe chiesta la stessa cosa. Se il progetto lo convince che si dia inizio alla Fase 3. Roma sembra pronta.

patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari

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