Soluzioni e due idee coraggiose per affrontare l’emergenza della Roma

21/10/2019 di Patrizio Cacciari

Le notizie che arrivano da Trigoria non sono molto confortanti. Alla lunga lista degli infortunati (qui puoi seguire la situazione aggiornata in tempo reale), nella partita di ieri contro la Sampdoria si sono aggiunti Cristante e Kalinic. Dalle prime informazioni che trapelate e dai successivi bollettini ufficiali sembra che non si tratti di cose da poco.

Come stanno Cristante e Kalinic

Bryan in settimana, una volta rientrato dal ritiro con la Nazionale, aveva accusato qualche fastidio all’inguine. Giovedì aveva svolto lavoro individuale ma venerdì era rientrato in gruppo. Ieri, dopo 6 minuti di gioco, ha accusato un fastidio e ha chiesto la sostituzione. Gli esami di questa mattina hanno evidenziato un distacco del tendine dell’adduttore destro.

Per Kalinic invece la situazione  è diversa perché si tratta di un infortunio causato da trauma, proprio come successo a Diawara e Dzeko nella partita contro il Cagliari. Solo che il contrasto, molto duro, subito verso la fine del primo tempo da Murillo, sembrava aver interessato i legamenti del ginocchio. Invece il comunicato ufficiale uscito poco fa parla di frattura alla testa del perone. Nikola «ha già iniziato il piano di recupero che non prevede interventi chirurgici». Ci vorrà un po’ per rivederli in campo, ma andiamo con ordine.

Un altro mini ciclo, stavolta più complicato

Dopo la sosta per le nazionali, per la Roma si è aperto un nuovo mini ciclo di 7 partite (inclusa la Samp) piuttosto impegnative prima del nuovo stop. Vediamo quali sono: giovedì alle 18.55 all’Olimpico arriva il Borussia M’Gladbach, un match molto importante visto il pareggio della Roma in Austria contro il Wolfsberg. Domenica 27 ottobre alle 18, ancora un impegno casalingo, con il Milan, ancora convalescente.

Ma non è finita: mercoledì 30 ottobre, turno infrasettimanale serale contro l’Udinese alla Dacia Arena, sabato 2 novembre alle 15 di nuovo all’Olimpico contro il Napoli, poi giovedì 7 novembre alle 21 la partita di ritorno con il Borussia M’Gladbach in Germania, infine la trasferta di Parma, di nuovo di domenica (10 novembre) alle 18. Sei partite molto complicate, sia per gli impegni così ravvicinati che per l’importanza delle stesse. Inutile dire che la Roma deve cominciare a fare punti in casa in campionato e non può permettersi una sconfitta contro i tedeschi se non vuole compromettere il percorso nel girone di Europa League.

 

 

Le soluzioni tattiche possibili

Siamo in emergenza, non c’è dubbio. Per alcune settimane la Roma avrà un solo centrocampista a disposizione, Jordan Veretout, e un unico centravanti, Edin Dzeko, già ieri costretto a scendere in campo con una maschera protettiva allo zigomo dopo l’operazione. Proviamo a fare un passo per volta e ad affrontare i prossimi due impegni ravvicinati con gli uomini a disposizione.

Paulo Fonseca sabato in conferenza ha detto che nel ruolo di mediano possono giocare sia Pastore (ieri ha strappato la sufficienza), che Santon (ci ha giocato in estate in qualche amichevole). Contro il Borussia accanto a Veretout potrebbe essere schierato proprio l’esterno. Mentre la linea dei trequartisti potrebbe essere composta sicuramente da Kluivert, che contro il Milan non ci sarà a causa del doppio giallo rimediato ieri, Diego Perotti, ieri al  debutto stagionale, e Zaniolo. In attacco Dzeko dovrà fare gli straordinari. Florenzi ieri non ha giocato bene nel ruolo di esterno alto a sinistra. Tornerà più utile nell’alternanza con Spinazzola e Kolarov, meglio non privarsi di una soluzione in quel ruolo.

E contro il Milan? Scegliendo sempre il 4-2-3-1, Pastore, che non può giocare 3 partite in una settimana, potrebbe riprendersi il suo ruolo nella linea dei trequartisti, nel caso in cui la coppia Santon-Veretout dovesse funzionare. Accanto a lui potrebbero tornare a disposizione sia Henrikh Mkhitaryan che Cenzig Ünder. Ma se la coppia di mediani non dovesse convincere il mister, un’altra soluzione potrebbe essere quella di un cambio di modulo, magari con un centrocampo a 3 composto da Florenzi, Veretout e Zaniolo, che verrebbe così impiegato nel famoso ruolo in cui lo vede Roberto Mancini. Starà poi a Fonseca decidere se completare lo schieramento con una difesa a cinque (Spinazzola, Mancini, Smalling, Fazio, Kolarov) e  un attacco a due punte Dzeko-Micky (o Ünder ), oppure rimanere con una difesa a 4 e scegliere di giocare con Pastore dietro la coppia gli attaccanti. Il problema rimane in mezzo, dove davvero non ci sono più centrocampisti di ruolo e di sostanza.

 

 

Ragazzi d’oro

 

Ma non è finita qui, è proprio nelle emergenze che può nascere qualcosa di tatticamente innovativo. Ci sono ancora due mosse che Fonseca ha a disposizione: la prima è provare Zaniolo da centravanti, se Edin avesse bisogno di rifiatare. Nicolò ha il fisico e la generosità per farlo. In questo momento, anche se è tra i più giovani del gruppo, sta a lui prendersi la Roma sulle spalle. L’altra è puntare finalmente sull’esordio a centrocampo di Alessio Riccardi, stella della Roma Primavera, che mai potrebbe rivelarsi utile come in questo momento. Alessio, di cui vi abbiamo raccontato il momento qui, in questa stagione non è mai stato convocato con la prima squadra, pur avendo disputato il ritiro con i grandi. Tuttavia viste le qualità, le sue ambizioni e la situazione credo sia arrivata la sua grande occasione. Altrimenti, e qui mi lascio andare a una provocazione, cosa lo abbiamo tenuto a fare?

@Giulio TIberi