Stadio della Roma e Friedkin: cosa può succedere nei prossimi giorni

09/12/2019 di Rudi

Questa mattina sui giornali si torna a parlare di importanti novità sul futuro della Roma. Gli argomenti sono addirittura due, in qualche modo collegati tra loro: il percorso per l’approvazione del progetto Stadio della Roma e l’ingresso in società di un nuovo socio forte che potrebbe addirittura diventare azionista di maggioranza. Andiamo per ordine e cominciamo dallo stadio e dai nuovi protagonisti.

1. Chi è Radovan Vitek?

Nei giorni scorsi è rimbalzata la notizia di un forte interessamento del magnate ceco, re del mattone, Radovan Vitek per l’acquisizione dei debiti della società Eurnova, proprietaria dei terreni dove sorgerà il nuovo stadio di Tor di Valle. Secondo diverse fonti l’affare tra Unicredit e Vitek sarebbe concluso per la cifra di 600 milioni di euro. Ora ne mancherebbero solo 50 per l’acquisizione dei terreni.

2. Perché si parla di accelerata al progetto stadio?

Questo nuovo scenario avrebbe permesso una improvvisa accelerazione delle questioni burocratiche relative all’approvazione del progetto stadio da parte del Comune di Roma. Titola oggi Il Tempo che la sindaca Raggi si starebbe preparando per l’annuncio: «Un via libera che, stando a «Radio Campidoglio», potrebbe essere davvero vicino: nei corridoi di Palazzo Senatorio si racconta di una Virginia Raggi che intorno a Natale potrebbe fare un annuncio sull’andamento dell’iter. E’ in arrivo anche una seconda svolta:  sarebbe stato superato il problema del «surplus» di 18 milioni di euro che il Campidoglio, dopo il completamento della «due diligence» seguente l’arresto di Parnasi, riteneva mancassero al computo finale. Nelle ultime sedute – alle quali hanno preso parte anche alcuni emissari di Vitek – il nodo sarebbe stato risolto: quei 18 milioni erano stati in realtà conteggiati ma non inseriti nei contratti in discussione. Anche dalle parti dell’ Assessorato all’Urbanistica la situazione viene considerata molto in discesa, con la possibilità di chiudere l’accordo finale in poche sedute, magari pure per gennaio, anche se l’andamento della vicenda nell’ultimo biennio ha dimostrato la grande aleatorietà delle previsioni sui tempi».

3. Friedkin diventerà proprietario della Roma?

In molti questa mattina paventano l’ipotesi di un ingresso del magnate texano come azionista di maggioranza e non solo come socio forte. Scrive La Repubblica: «Da ieri l’ingresso di Friedkin nella Roma è più vicino. Nel weekend la trattativa tra il miliardario texano e Pallotta si è spostata a Londra: le parti si sono incontrate con l’advisor JpMorgan. Adesso la chiusura della trattativa sembra davvero imminente. La cessione del 51% del club non è ancora stata formalizzata, ma comunque l’affare sembra ad un punto di svolta. Pallotta sarebbe disposto a cedere il 100% del club per 600 milioni, a cui vanno aggiunti 130 di aumento di capitale e i 273 di debiti. Dunque per il pacchetto di maggioranza basterebbero 510 milioni, di 130 da versare come aumento di capitale». Conferme in tal senso arrivano anche da Il Tempo: «Il 53enne originario di San Diego e Pallotta stanno trovando la quadra sulle cifre dell’affare, partendo dalla valutazione globale di 1 miliardo di dollari da cui scalare i 273 milioni di euro di debiti del club e la quota di aumento di capitale da 150 milioni. E al momento tutti i segnali vanno verso l’arrivo della fumata bianca. Pallotta, entrato nel mondo Roma nel 2011 e presidente del club dall’agosto del 2012, non avrebbe voluto vendere la società senza aver vinto un trofeo e senza aver avviato la costruzione dello stadio, ma è pressato dai soci presenti nel suo consorzio, che si sono stancati di investire denaro senza avere alcun ritorno. Nei giorni in cui è stato lanciato l’aumento di capitale, il presidente giallorosso ha informato gli amici investitori della possibilità di vendere e qualche settimana dopo si è manifestato l’interesse di Friedkin, che è riuscito a completare il suo obiettivo assegnerà un ruolo di primaria importanza al figlio Ryan, presente con lui nella Capitale nel viaggio di novembre».

 

4. E la squadra cosa dovrà affrontare?

Il percorso della Roma in campo prosegue. Dopo le due trasferte di Verona e Milano, in settimana ci saranno altre due partite fondamentali, ma alla portata della squadra di Fonseca. Prima il Wolfsberger, giovedì sera all’Olimpico, per blindare la qualificazione ai 16esimi di Europa League (alla Roma manca 1 punto), poi giovedì alle 18, ancora in casa, la sfida contro la Spal ultima in classifica. In questo caso i 3 punti serviranno per restare saldamente al quarto posto in attesa del posticipo di lunedì sera tra Cagliari e Lazio. Poi venerdì prossimo trasferta a Firenze contro la “moribonda” Fiorentina di Vincenzo Montella prima della sosta natalizia. In vista del mercato di gennaio verranno fatte alcune valutazioni sia in entrata ma soprattutto in uscita. Alcuni calciatori come Juan Jesus e non trovano più spazio nel turn over di Fonseca, altri ancora devono dimostrare di essere una risorsa importante, vedi Kalinic (fermato da un infortunio), altri ancora come Pastore, seppur fondamentali in questa prima parte della stagione, hanno un peso economico non indifferente sul bilancio. Secondo alcuni quotidiani ci sarebbe l’interessamento della Cina per le prestazioni del Flaco. Quello che è certo al momento è che la Roma, dopo aver trovato equilibrio a centrocampo e in difesa grazie agli ottimi innesti di Mancini, Smalling, Diawara e Veretout, ora debba sistemare qualcosa in attacco, dove tutto il peso non può ricadere solo sulle spalle di Edi Dzeko.