Su Mancini e Smalling aveva ragione Gianluca Petrachi

25/11/2019 di Patrizio Cacciari

Vendere Manolas al Napoli per 33 milioni, o meglio 12 più il cartellino di Diawara, e rifondare la difesa della Roma sul giovane Mancini, preso a 25 dall’Atalanta e sull’esperto Smalling in prestito per tre dal Manchester United. In estate in pochi avevano salutato con convinzione questa operazione.

Nel giro di tre mesi però i fatti hanno dato ragione al direttore sportivo Petrachi. Oggi Gianluca e Chris si sono presi il posto da titolari al centro, scalzando anche Federico Fazio, fino ad allora titolare inamovibile, e se il primo ha stupito tutti per la duttilità dimostrata nel momento dell’emergenza, il secondo a suon di prestazioni e adesso anche di gol, ha convinto la Roma ad accelerare le operazioni per un acquisto a titolo definitivo.

Ieri entrambi sono finiti nel tabellino dei marcatori e partita dopo partita stanno dimostrando la loro insostituibilità. Fonseca nel dopo partita è stato chiaro: «Non sono affatto preoccupato. Smalling è un grande giocatore, so che sta bene qui a Roma. E che ha voglia di restare». Le parti stanno trattando, c’è la volontà di investire sull’inglese, che ha compiuto 30 anni in settimana. La crescita della tenuta difensiva della Roma con Smalling in campo è negli occhi di tutti, ma anche nei numeri. Guarda per esempio i dati qui sotto, che testimoniano anche un’intesa tra i due sempre più importante. Sulla coppia di difensori goleador oggi hanno scritto in tanti. Per esempio Il Messaggero ha detto questo:

«Accolto a Roma con un filo di scetticismo (Smalling, ndr), che da queste parti non si nega a nessuno (è finito, è rotto, è scarso, etc etc), Chris ha impiegato poco tempo per zittire i criticoni in servizio permanente effettivo. Forte in difesa, micidiale quando va in area avversaria. La partita contro il Brescia, sotto questo aspetto, rasenta l’eccellenza. Anche da un punto di vista tattico, con il tandem Smalling-Mancini – tornato in difesa dopo la parentesi a centrocampo – a seguire per filo e per segno gli ordini di Paulo Fonseca. Cioè giocando spesso uno contro uno in campo aperto, senza mai dare l’impressione di soffrire una marcatura così teoricamente complicata. Sarà perché i due hanno scoperto di completarsi, e non solo dalle parti di Pau Lopez: l’azione del secondo gol romanista lo sta a testimoniare. Non può essere un caso, del resto, che la Roma oggi difenda meglio rispetto al pre Smalling: l’inglese ci ha messo tanto del suo, Mancini gli ha dato una bella mano e la Roma può godersi i suoi gemelli del gol/non gol».

A sorpresa Mancini, dopo un paio di timide prime uscite, si sta dimostrando anche un giocatore di carattere, riferimento in campo per i compagni, sempre presente e “litigioso” quando si accende una discussione con gli avversarsi. Della sua qualità ve ne avevamo parlato a gennaio, nel momento in cui il suo nome venne accostato per la prima volta alla Roma. Mancini è un difensore moderno, molto bravo a impostare l’azione, veloce, molto pericoloso sulle situazioni di calcio piazzato. Il gol di ieri non è affatto un caso.

Si è calato nella parte, ha capito che a Roma può far decollare la sua carriera: «Cercavo da tanto questo gol all’Olimpico, è stata un’emozione fortissima, che mi ricorderò per sempre. Volevo segnare davanti ai nostri tifosi, sentire il loro boato». Gianluca ha anche confermato l’intesa con il compagno di reparto: «L’intesa è forte, mi trovo bene con Chris. E’ un giocatore fortissimo, ha esperienza, mi guida e io guido lui perché anche a me piace parlare in campo perciò ci troviamo molto bene. Siamo come delle radio».

La Roma con due operazioni molto interessanti è dunque riuscita a rifondare una difesa che da punto debole è diventata una delle migliori caratteristiche della squadra. E sta ancora aspettando che Diawara faccia vedere tutto il suo potenziale in un sistema di gioco che inizia a girare.

Ora so che non dovrei fartela questa domanda, ma te la faccio lo stesso: stai ancora rimpiangendo la cessione di Manolas?