SuperClassifica: le 5 migliori esultanze di De Rossi con la Roma

08/01/2020 di Rudi

Daniele De Rossi

Piccola premessa: mettetevi nei nostri panni, non era facile selezionare cinque esultanze perché, per nostra fortuna, in 18 anni e oltre seicento partite con la Roma Daniele De Rossi ha avuto modo di festeggiare spesso. Ma non potevamo neanche proporvi un pezzo lungo un chilometro così abbiamo deciso di sceglierne un numero limitato, quelle che ci sono rimaste di più nel cuore e, soprattutto, quelle in cui ci siamo sentiti di più lui. Rappresentati da lui.

Perché Daniele De Rossi ha portato perfettamente in campo lo spirito dei romanisti, i nostri pregi e i nostri difetti.

Sono rimaste fuori esultanze come Siena, ma queste sono le nostre scelte: se non siete d’accordo, fate ricorso urgente al Tar oppure aprite un sito in WordPress e fate una controclassifica e poi vediamo chi vince. 😝😝

Cominciamo?

Roma-Genoa 3-2 (28 maggio 2017)

È il giorno dell’addio alla Roma e al calcio di Francesco Totti e la squadra ha bisogno degli ultimi tre punti per chiudere il campionato al secondo posto, ottenendo la qualificazione diretta alla Champions League.

In questo giorno che speravamo non arrivasse mai, viviamo due fiammate, due scariche di gioia fortissime.

Il gol della vittoria segnato allo scadere da Perotti è una di queste, ma anche il momentaneo 2-1 di De Rossi è un momento di esaltazione sfrenata, incontenibile.

Daniele raccoglie un pallone al centro dell’area di Dzeko (che controllo!) e di sinistro calcia in porta con tutta la forza che mantenendo la palla bassa. La corsa sotto alla Curva Sud è indimenticabile, con le braccia aperte a voler raccogliere l’abbraccio della gente.

Roma-Lazio 2-0 (8 novembre 2015)

Molti di voi non approveranno questa scelta, ma proviamo a motivarla.

È il derby dell’8 novembre 2015 nell’ultima stagione di Rudi Garcia sulla panchina della Roma. La squadra ha perso a San Siro contro l’Inter nel turno precedente e si è fatta scavalcare al primo posto dopo 11 giornate, ma in Champions League ha reagito battendo 3-2 in casa il Bayer Leverkusen.

Prima della sosta c’è un derby importante, ma diverso dal solito, senza le due curve: Sud e Nord infatti restano vuote per protestare contro le misure di sicurezza decise dalla prefettura per le manifestazioni allo stadio Olimpico.

È un derby che De Rossi non gioca ed è costretto a guardare dalla tribuna.

La fascia di capitano va sul braccio di Nainggolan, ma Daniele all’Olimpico segue la partita con la solita partecipazione emotiva, anzi forse più alta.

Esultanze De Rossi

Al decimo minuto arriva l’episodio che cambia (in meglio) la sfida: Dzeko trasforma un rigore e porta avanti la Roma, che poi nel secondo tempo chiuderà il conto con Gervinho.

L’esultanza di De Rossi, seduto nei palchetti della Tribuna Monte Mario, viene ripresa dalle telecamere di Mediaset: è la gioia rabbiosa per un gol molto importante nel derby, ma soprattutto la felicità per un compagno, Dzeko, che dopo la partita contro la Juventus da qualche settimana non viveva un buon momento.

Daniele De Rossi, uno di noi.

Roma-Inter 2-1 (27 marzo 2010)

Non scegliamo l’esultanza dopo il suo gol, quello del momentaneo vantaggio, che è comunque speciale: una dichiarazione d’amore alla Roma, con quel bacio allo stemma durante quella corsa pazza dopo avere messo dentro la palla non bloccata da Julio Cesar.

È l’esultanza di Daniele sul gol di Toni, quello della vittoria, che scegliamo, perché noi abbiamo reagito come lui e, se avessimo avuto una traversa, ci saremmo attaccati anche a quella proprio ha fatto lui.

Tre salti di gioia, con i pugni chiusi, a scaricare la tensione per una partita che sembrava mettersi male (l’Inter stava spingendo forte in quel momento) e che la Roma invece riesce a vincere con il cuore.

Se non la ricordate, è il momento di ripassare.

Ci sta sempre bene, no?

Roma-Genoa 3-2 (5 aprile 2008)

Una giornata speciale perché con un suo gol Daniele permette alla Roma di battere il Genoa nei minuti finali dopo una partita pazza e restare in scia dell’Inter capolista, a più quattro.

Per la Roma sembra un sabato pomeriggio tranquillo: va avanti 2-0 dopo 17 minuti grazie ai gol di Taddei e Vucinic (sinistro spettacolare da fuori area), ma nel primo quarto d’ora del secondo tempo si fa recuperare incredibilmente.

La squadra è in un momento delicato: ha perso il derby a metà marzo e anche l’andata dei quarti di finale di Champions League in casa contro il Manchester United pochi giorni prima.

Ma trova le energie per vincere la partita grazie a un rigore che De Rossi trasforma con un destro all’incrocio imprendibile per Rubinho (Totti non era in campo). L’esultanza è rabbiosa e liberatoria, alla De Rossi: Daniele bacia lo stemma e grida forte “Daje Roma daje”.

E noi, idealmente, lo gridiamo insieme con lui.

Roma-Barcellona (10 aprile 2018)

Nella notte europea storica, una delle migliori di sempre della Roma, c’è anche la firma di Daniele, che segna il rigore del momentaneo 2-0, in apertura di ripresa.

È il gol che convince definitivamente la squadra e i tifosi che l’impresa che sembrava impossibile in realtà non lo è affatto. Daniele corre verso il centrocampo e, nel frattempo, carica i compagni: ha uno sguardo feroce, negli occhi ha tutta l’adrenalina di chi è pronto al massimo sforzo pur di raggiungere un traguardo difficile anche solo da immaginare. “Daje rega’, manca mezz’ora!”.

Il resto della storia lo conosciamo.