Tifare per la nostra squadra del cuore, la Roma

23/10/2019 di Patrizio Cacciari

Davvero c’è qualcuno che ha il coraggio di fare una prima valutazione della Roma di Fonseca? Io francamente non me la sento. Troppo poche le partite giocate finora, le prime due contro Genoa e Lazio nemmeno le prendo in considerazione, troppi gli infortuni e gli indisponibili per rendersi davvero conto del lavoro fatto dal tecnico.

E’ un momento surreale, difficile. Lo ha ammesso anche lui oggi in conferenza stampa. E domani si tornerà in campo, contro i tedeschi del Borussia M’Gladbach, in questo momento primi in classifica in Bundesliga, nonostante la sconfitta contro il Dortmund di domenica scorsa.

Sembra davvero non girarne una per il verso giusto. L’ultima di giornata è stata l’influenza di Santon che lo ha costretto al forfait. Oggi però è una ricorrenza davvero molto particolare per il nostro tifo: è il giorno in cui la Curva Sud si dichiarò alla propria innamorata, la AS Roma.

 

Un salto nel passato

Facciamo un salto nel passato: 23 ottobre 1983, la Roma Campione d’Italia ritrova i cugini della Lazio, tornati in serie A dopo tre stagioni tra i cadetti. La voglia di confrontarsi è tanta. In campo non c’è partita. La Roma vince 2-0 con i gol di Nela e Pruzzo. Una vittoria che ci porta in testa alla classifica. Ma la vera sfida è sugli spalti. Per l’occasione i ragazzi del Commando decidono di preparare una coreografia particolare. L’idea è quella di far diventare la curva metà gialla e metà rossa attraverso dei cartoncini colorati che poi avrebbero lasciato lo spazio a cinque lettere alte 15 metri per formare un messaggio d’amore. Ma qualche giorno prima arriva il divieto da parte della Polizia di introdurre il materiale, giudicato pericoloso perché infiammabile. Così i ragazzi hanno un’idea: non rinunciare alla coreografia come è stata pensata, ma realizzarla in stoffa anziché in carta. Un’impresa impossibile a pochi giorni dal derby. I tifosi lavorano giorno e notte per cucire i vari teli che poi allo stadio avrebbero composto la scritta da 20 metri per 60, 1.200 mq. Una spesa di un milione e 800 mila lire di allora per la stoffa, più 750 per le chiusure a strappo.

Questa è una testimonianza tratta dal libro autoprodotto dal Cucs per i suoi 12 anni in cui si racconta l’enorme lavoro che ci fu dietro quella coreografia:

«Ma bisognava montarlo per vedere se tutti i calcoli erano giusti e se veramente il puzzle era stato numerato bene, ma dove andare? Era enorme, abbiamo pensato a una villa, in un posto un po’ isolato dove non ci fosse gente, siamo andati e l’abbiamo montato. C’erano un paio di imperfezioni, poco male, di nuovo al lavoro; erano le 19 mentre volavano barattoli di colla, strisce di adesivo, forbici spuntate e metri di giallo e rosso e mentre c’era chi rimaneva con i piedi incollati a terra per colpa della colla e chi chiedeva aiuto perché era rimasto annodato nel quasi chilometro e mezzo di amore giallorosso»

 

Così nel libro Sud – La Curva Magica (Libreria Sportiva Eraclea, seconda edizione 2014), in cui ho collaborato alla stesura dei testi, viene descritta quella giornata:

«Poco prima del fischio d’inizio, dalla Nord si alza uno striscione poco elegante che parla di odore ma che tradisce l’invidia laziale. La risposta della Sud non si fa attendere: scoppia un grande applauso e appare uno striscione enorme che recita: “La nostra certezza è la vostra grande illusione” con 20 mila persone che intonano a squarciagola “Campioni, campioni”. Ma le difficoltà di questo intenso pomeriggio non finiscono: le squadre sono in ritardo, i ragazzi stringono i denti e riescono a tenere fuori il telo per diversi minuti senza romperlo. Quando i giocatori escono dal tunnel restano a bocca aperta. Il “Ti amo” è lì, in tutta la sua suggestiva semplicità».

 

Irrazionale sentimento d’amore

 

Ho approfittato di questa ricorrenza, quella del Ti amo, proprio perché oggi la Roma ha bisogno d’amore e nient’altro. Non facciamoci troppe domande, non oggi, non avrebbe senso. Recuperiamo quello spirito, quell’irrazionale sentimento che ti porta a sfidare l’impossibile, a superare gli ostacoli, ad andare oltre la sfortuna. Cosa c’è di meglio in fondo, che tifare per la propria squadra del cuore?