Totti non vuole tornare alla Roma ma io non ci credo

22/11/2019 di Patrizio Cacciari

Che i tempi  non fossero maturi lo sapevamo. Ancora troppo fresco lo strappo del 17 giugno 2019. Leggere una dichiarazione del genere però fa sempre un certo effetto. Francesco Totti, in una intervista a Radio Radio, ha detto che se dovessero richiamarlo non tornerebbe alla Roma. Il riferimento era ovviamente a un eventuale cambio di proprietà, dopo le voci insistenti di questi ultimi giorni dell’interessamento del magnate americano Friedkin.

Ecco la risposta di Francesco a precisa domanda: «Ho un carattere abbastanza forte e permaloso. Quando prendo un percorso lo porto a termine in tutto e per tutto. Se mi venissero a chiedere se potessi tornare alla Roma mi metterebbero in difficoltà, ma direi di no per rispetto della mia decisione. Voglio fare una nuova esperienza. Spero che quest’altro americano possa venire, ma quando ci metti le mani dentro capisci la realtà di Roma. Spero che i tifosi della Roma, me compreso, possano tornare ad alti livelli con un presidente che possa mettere tanti di quei soldi che possa vincere tutto a partire dalla Champions League. Nulla da togliere a Pallotta perché ognuno ha i suoi movimenti e pensieri. In questo momento vado nella mia direzione».

Totti è stato ancora una volta molto critico verso la gestione di Pallotta, non risparmiando qualche stoccata pesante e un po’ ingenerosa. Sono però convinto che stia ancora male rispetto a quello che è successo.

Ma in queste parole per la prima volta leggo anche la voglia di dimostrare qualcosa. Di voler fare qualcosa oltre che il calciatore, la bandiera e l’icona. Parliamoci chiaro, vedere Totti in questi mesi coinvolto in tante piccole iniziative che poco c’entravano con lui e la sua storia non mi è piaciuto. Resta un campione del mondo e il più grande giocatore della storia della Roma. Quindi la sua immagine va preservata e tutelata perché appartiene a tutti noi. E’ una responsabilità precisa anche di chi gli sta intorno. Ben vengano le iniziative di solidarietà e beneficenza, dove è sempre stato in prima fila, ma risparmiateci tutto il resto.

Se adesso Totti è convinto della sua nuova attività di procuratore o talent scout, ne sono felice. Se lo merita, per quello che ha dato e quello che ha rappresentato per noi e per la Roma.

Gli hanno chiesto come stessero procedendo le sue cose e ha risposto così: «Sto iniziando questo nuovo percorso ma è ancora tutto da definire. Vorrei far crescere giovani italiani e stranieri e portarli più in alto possibile. Vorrei dar loro una mano a capire la realtà calcistica. Penso di aver esperienza da vendere da questo punto di vista. Questo lavoro è soprattutto nello scouting, poi lavorare con giocatori già esperti mi aiuterebbe a crescere ulteriormente». Totti vuole crescere, imparare. Era quello che gli chiedevamo un po’ tutti, anche quelli che oggi lo rimpiangono, lo invocano e lo cercano. Non posso però non pensare che alcuni sono gli stessi che per anni non lo ritenevano all’altezza di fare il capitano della Roma.

Nella sua lunga carriera spesso ci sono stati riferimenti al film Il Gladiatore, uscito nell’anno dello scudetto. Le frasi e quell’indimenticabile colonna sonora ci hanno accompagnato per quasi una generazione. E allora per il momento salutiamoci così Francé, perché «ti rincontrerò un giorno, ma non ancora…» ❤️