Perché Irrati ha espulso Fazio in Udinese-Roma e cosa dicono le moviole

31/10/2019 di Rudi

L’episodio di Udinese-Roma che ieri sera ha fatto arrabbiare i romanisti è l’espulsione di Federico Fazio nel primo tempo dopo un contatto al limite dell’area con Stefano Okaka. È un cartellino rosso che ha costretto la squadra di Fonseca a giocare con un uomo in meno per un’ora e che ha rischiato di incidere pesantemente sul risultato.

Invece non è stato così e il merito è della Roma, che anche in dieci contro undici ha fatto valere la sua superiorità tecnica e caratteriale.

Perché Fazio è stato espulso?

L’episodio accade al 32′ del primo tempo. L’Udinese fa girare palla con i difensori a cinque-sette metri dalla linea di centrocampo e approfitta di un momento in cui il pressing romanista non scatta: Samir ha il tempo di alzare la testa e individuare una linea di passaggio alle spalle dei centrocampisti della Roma, dove si è posizionato De Paul. Il numero dieci dell’Udinese è bravo a giocare il pallone di prima, trovando un passaggio in profondità per Okaka, ma Fazio è reattivo, guadagna un metro di vantaggio nei confronti dell’avversario e sembra in grado di controllare la situazione appoggiando facilmente il pallone a Pau Lopez.

Invece il difensore romanista ha un attimo di esitazione, una distrazione che è fatale: guarda a destra per vedere se c’è un altro compagno o un avversario che sta per arrivare e in quel momento Okaka gli ruba il tempo. Il contatto tra i giocatori che contendono il pallone è inevitabile e avviene appena fuori l’area di rigore.

Questa è la posizione dell’arbitro Massimiliano Irrati in quel momento: è indietro di una quindicina di metri rispetto ai due giocatori, ma ha una visuale pulita.

Irrati fischia il fallo e non ha esitazioni: tira fuori dal taschino il cartellino rosso ed espelle Fazio. I romanisti in campo protestano, anche Fonseca è visibilmente alterato e chiede chiarimenti al quarto uomo, ma l’arbitro è irremovibile e il Var non interviene direttamente sulla sua decisione. Probabilmente l’unico controllo è sulla posizione di partenza di Okaka.

Intanto i tifosi sui social si sfogano definendo l’episodio l’ennesimo torto ai danni della Roma perché, per molti di loro, non era neanche fallo.

Per l’arbitro Fazio non si limita a prendere posizione, ma con il braccio siistro spinge Okaka e lo sbilancia, impedendogli di arrivare per primo sul pallone e, potenzialmente, sfruttare un’evidente opportunità di segnare una rete (D.O.G.S.O. secondo il regolamento).

Questa è la ripresa da dietro.

Cosa dice il regolamento?

La regola 12 dice che “un calciatore titolare, di riserva o sostituito deve essere espulso se commette una delle infrazioni seguenti: […] b) nega la segnatura di una rete o un’evidente opportunità di segnare una rete ad un avversario il cui movimento complessivo è verso la porta di chi commette un’infrazione punibile con un calcio di punizione”.

Nel momento in cui per l’arbitro è fallo, insomma, l’espulsione è inevitabile.

Perché il Var non chiama Irrati davanti allo schermo?

Trattandosi di un caso di espulsione diretta, il Var Paolo Mazzoleni avrebbe avuto la facoltà di sottoporre all’arbitro una revisione della decisione appena presa, ma non lo ha fatto. Il motivo è che il Protocollo Var gli consente di suggerire al direttore di gara di riguardare l’episodio solo in caso di errore “chiaro ed evidente”.

L’arbitro ha visto l’intervento di Fazio e lo ha giudicato fallo: su questo tipo di valutazioni l’orientamento ormai consolidato è di non intervenire in base al principio che chi è in campo ha una percezione migliore sulla gravità di uno scontro di gioco rispetto a chi è davanti a uno schermo. Insomma, la percezione del campo deve prevalere.

Ma era fallo o no? Cosa dicono le moviole dei quotidiani

Secondo Edoardo Lusena della Gazzetta dello Sport, “Irrati valuta la spinta del braccio di Fazio decisiva nel far cadere Okaka, mentre l’impressione è che sia una spallata in velocità dentro i limiti del regolamento e il rosso non sia quindi giustificato”.

Più netto Edmondo Pinna del Corriere dello Sport, che parla di errore grave di Irrati: “Non è infatti da cartellino rosso l’intervento di Fazio su Okaka. L’espulsione è arrivata per chiara occasione da gol, ma il contatto fra i due giocatori (spalla contro spalla) è di gioco, live sembra quasi non esserci fallo, poi se si analizza fotogramma per fotogramma si scopre che Fazio è più avanti rispetto al bianconero”.

Anche Luca Marelli, ex arbitro, è dubbioso: “Entrambi i calciatori si aiutano con le braccia in un contatto di gioco come ce ne sono mille in ogni gara. In tutta franchezza non riesco a vedere nulla che possa anche solo avvicinarsi ad un fallo, la scelta migliore sarebbe stata di non fischiare nulla”.