Ultras Borussia M’Gladbach: ironia, incidenti e una finale storica persa a Roma

22/10/2019 di Patrizio Cacciari

Arriveranno a Roma in buon numero, si parla di 5-6 mila, già da mercoledì per assistere alla partita in programma giovedì (18.55) allo stadio Olimpico contro la Roma. I tifosi tedeschi del Borussia Mönchengladbach invaderanno le vie del centro storico, dove coloreranno le piazze storiche della città con le loro sciarpe neroverdi e molto probabilmente faranno scorrere fiumi di birra, in barba a qualsiasi decreto anti alcol che il Comune si sta apprestando a mettere a punto.

Non ci sono precedenti ufficiali tra i due club, ma per i tifosi tedeschi non si tratta della prima volta a Roma. L’ultima risale al 2013 quando, sempre in Europa League, incontrarono la Lazio. Ci fu qualche problema e anche alcuni incidenti con tre accoltellati prima della partita. Assiepati per tutto il pomeriggio a Piazza di Spagna, in circa 8 mila, non diedero vita a devastazioni come gli hooligans del Feyenoord, ma di certo non lasciarono la piazza in buone condizioni. Probabilmente scegliere punti di raccolta per le vie del centro non è la soluzione migliore quando bisogna gestire una simile massa di tifosi in trasferta.

Il movimento ultras tedesco sta vivendo un buon momento. I tifosi si spostano in numero sempre molto consistente, in casa realizzano coreografie spettacolari e riempiono le gradinate, l’apporto alla propria squadra del cuore non manca mai. Merito anche della politica della Federazione tedesca che in questi anni ha accolto alcune richieste, come quella di creare delle aree dove poter tifare in  piedi. Mentre c’è molta più tolleranza anche verso il materiale pirotecnico come fumogeni e torci, da noi praticamente scomparsi. Basta dare un’occhiata al video qui sotto per rendersi conto di quanto oggi il tifo tedesco sia più spettacolare rispetto a quello che si vede nella maggior parte degli stadi italiani. E poi la politica dei prezzi. Se vuoi sentirti male, dai un’occhiata al listino per un settore popolare di una partita interna del Borussia Dortmund, lo trovi qui.

 

 

Tifo all’italiana

Se hai notato delle similitudini con quello che è stato il movimento ultras italiano negli anni novanta non sei andato troppo fuori strada. Come potrai vedere nell’anteprima del video, il gruppo principale della curva nord del Borussia Mönchengladbach si chiama Sottocultura. Non è un caso che sia stato scelto proprio un nome italiano. I riferimenti allo stile di quello che fu il nostro tifo sono evidenti: organizzazione dei gruppi, striscioni, bandieroni, coreografie. Ma anche battaglie di tipo sociale e politico, come quella contro il caro biglietti. Molti striscioni, scritti in lingua italiana, sono stati esposti dalle curve tedesche per criticare la tessera del tifoso o altri decreti che limitano la libertà d’azione degli ultras.

Diverse curve tedesche hanno rapporti di amicizia con le tifoserie italiane. Alcuni esempi: Eintracht Fracoforte con l’Atalanta, Borussia Dortmund con il Napoli, Bayern Monaco con la curva della Sambenedettese. Ti sembrerà strano vista la differenza di categoria tra le due squadre, ma a San Benedetto del Tronto c’è una grande tradizione di tifo calcistico che va oltre i risultati del club.

Naturalmente anche in Germania esiste il problema violenza. Recentemente proprio i tifosi del Borussia Mönchengladbach  si sono resi protagonisti di gravi incidenti nella partita con il Colonia, chiamata addirittura il derby del veleno. E non gli manca certo l’ironia spietata. Un paio di anni fa non ebbero pietà dei rivali dell’Amburgo (retrocessi per la prima volta) ed esposero una specie di orologio per scandire il tempo che mancava alla serie B. Qui c’è tutta la storia, merita.

 

Anche loro, come noi, contro il Liverpool

I tifosi del Borussia Mönchengladbach hanno un episodio calcisticamente tremendo che li accomuna a quelli della Roma: anche loro hanno perso una finale di Coppa dei Campioni allo stadio Olimpico contro il Liverpool. Era il 25 maggio del 1977, finì 3-1 per i Reds. Proprio a quella partita sono legate delle importanti testimonianze dell’epoca, quando i ragazzi che fondarono il Command0 Ultrà Curva Sud scelsero di seguire la partita proprio tra i tifosi del Liverpool per studiare nuovi cori.

In una vecchia intervista Antonio Bongi, uno dei fondatori del Cucs, racconta della sua esperienza durante la finale. I tifosi inglesi giunti in città erano circa 25 mila. Quella sera venne l’idea del coro per Agostino Di Bartolomei «Oh Agostino, Ago, Ago, Ago, Agostino gol», nato sul motivetto dedicato al ruvido terzino sinistro del Liverpool Joey Jones, idolo di Anfield Road. Sempre in quella occasione ai tifosi della Roma venne l’ispirazione per trasformare il «When the Reds go marching in» in «E vai Roberto facci un gol», dedicato al bomber Roberto Pruzzo. Alcuni tifosi laziali scelsero invece di seguire la partita tra i tifosi del Borussia Mönchengladbach. Era un’epoca tuttavia molto differente da questa, non pensare dunque a connivenze politiche.

Anche oggi i tifosi tedeschi del M’Gladbach sono più fedeli a una ideologia prettamente ultras che a una tendenza politica, seppur in Germania ci sia una certa tendenza negli ultimi anni, a isolare i gruppetti di estrema destra, in particolare nelle curve dell’ex Germania Ovest. Le esperienze dell’autonomia e dei centri sociali in diverse città si stanno spostando sulle gradinate, come ti abbiamo raccontato qualche giorno fa a proposito del St. Pauli.

Tornando alla partita di giovedì, i tedeschi vorranno fare bella figura davanti a una tifoseria come quella della Roma, molto stimata in Europa per passione e attaccamento ai colori. Speriamo che fili tutto liscio anche fuori.