Una Roma coraggiosa che ci rende orgogliosi

07/12/2019 di Patrizio Cacciari

Bussare alle porte del Paradiso per sentire cosa si prova. Non aveva tutte le chiavi la Roma, priva di Dzeko e di Pau Lopez all’ultimo momento, per tentare l’impresa fino in fondo. Ma che personalità la squadra a San Siro contro l’Inter prima in classifica ma non superiore alla squadra di Fonseca, leggera in attacco ma sontuosa nella prova difensiva nonostante la grande pressione nerazzurra nella ripresa.

La Roma c’è, è coraggiosa ed è forte. E lo 0-0 di San Siro è una conferma di quanto sia cresciuta a livello caratteriale in così poche partite. Merito di un allenatore che mostra il pieno controllo del gruppo, ma anche di calciatori di personalità che in campo si sentono eccome. Diteci oggi quale difensore della serie A prendereste al posto di Mancini e Smalling per esempio, spavaldi e senza paura nei duelli individuali contro i clienti più scomodi della serata, Lautaro e Lukaku.

 

La prestazione è stata da grande, nonostante le sbavature iniziali che potevano costare caro e la scarsa efficacia in zona d’attacco. Ma non si poteva chiedere di più a Zaniolo, costretto in altro ruolo alle sportellate contro i giganti della difesa interista, o a Pellegrini, leggermente sotto tono rispetto agli standard a cui ci ha abituato. Nella partita dove i gioielli di casa nostra non hanno brillato, si è invece messo in luce Diawara, il migliore a centrocampo, ordinato, preciso nei raddoppi, rapido nel recupero palla. Se anche il secondo portiere Mirante, chiamato in causa all’improvviso, è tra i migliori in campo, significa che il meccanismo complessivo di squadra sta girando.

Giovedì sera all’Olimpico la partita per fare nostra la qualificazione ai 16esimi di Europa League, poi le ultime due partite con Spal (in casa) e Fiorentina (a Firenze) per chiudere l’anno prima della sosta con un allungo che sarebbe importante per la zona Champions. L’obiettivo stagionale è già diventato il terzo posto dopo sole 15 partite. E non solo per i flop di Napoli e Milan, ma perché la Roma ha 8 punti in più rispetto alla scorsa stagione. Una differenza che ci ha permesso di andare a San Siro a giocarcela contro quelli che oggi sono i migliori del campionato, ma che di così distante da noi non avevano proprio nulla.