Che idea vi siete fatti della partita di Pastore e di Kalinic?

04/10/2019 di Valerio Albensi

Wolfsberg-Roma è la tipica partita che conviene archiviare senza stare troppo ad analizzare la prestazione della squadra nel complesso: c’erano tante assenze forzate, anche dell’ultimo minuto, e Fonseca è stato obbligato a cambiare otto giocatori su undici rispetto al Lecce.

Non era il vero volto della Roma quello.

Ma dalla serata di Graz abbiamo avuto delle risposte interessanti da alcuni calciatori meno impiegati nella prima parte della stagione, soprattutto Javier Pastore e Nikola Kalinic.

Stamattina sui giornali abbiamo letto giudizi contrastanti sull’argentino mentre la prestazione dell’attaccante croato è stata bocciata un po’ da tutti i giornalisti che hanno fatto le pagelle.

Pastore ha ottenuto un 6 dalla Gazzetta ed è stato “rimandato” da Corriere dello Sport, Messaggero e Il Romanista (5,5); insufficienza piena dal Corriere della Sera (5 – “Se il calcio si giocasse da fermi sarebbe ancora un califfo, invece è anche e a volte soprattutto corsa”) e da Il Tempo (5).

Kalinic invece ha rimediato due 4,5 (Corriere della Sera e Il Tempo) e due 5 (Corriere dello Sport e Messaggero), mentre al Romanista hanno provato a concedergli qualche attenuante (5,5).

Ma se per quanto riguarda l’ex attaccante della Fiorentina e del Milan è difficile trovare note positive (il 5 è il voto che avrei messo io), l’argentino qualcosa di buono lo ha fatto vedere e il 6 ci può stare.

La partita di Pastore

Pastore ha impiegato qualche minuto per trovare la zona del campo più giusta dove sorprendere una squadra avversaria che faceva alta densità al centro ed era molto aggressiva quando la palla arrivava nella sua metà campo.

Wolfsberger-Roma Pastore

Le cose migliori l’argentino le ha mostrate quando si è abbassato per favorire l’uscita di palla della Roma, un meccanismo in cui forse poteva avere più continuità visto che la squadra non è stata brillante ieri e che più volte da queste situazioni Pastore ha fatto partire azioni potenzialmente pericolose.

Come in questo caso nel primo tempo, quando ha attirato quattro avversari sul lato sinistro per poi lanciare subito in verticale per Kalinic e Zaniolo.

O in quest’altro episodio, sempre nel primo tempo, quando ha difeso palla spalle alla porta, poi si è girato e ha fatto partire Zaniolo sulla sinistra.

Nel secondo tempo, dai suoi piedi è nata una delle azioni più pericolose della Roma, quella che ha portato al tiro Zaniolo dopo il passaggio di Kalinic. Pastore ha visto il croato partire in profondità e gli ha servito un ottimo lancio in verticale.

Il Flaco ha dato anche un contributo difensivo con due recuperi in velocità su Niagbo e Schmid. Ha provato a esprimere la sua creatività, con tre passaggi chiave tentati su tre, e tre dribbling riusciti su quattro tentati; ha anche calciato il corner del vantaggio.

Ma gli è mancato qualcosa per farsi notare e per convincerci dei suoi progressi.

Cosa gli è mancato?

Il gol di sicuro, considerando la buona occasione che ha avuto sui piedi nel secondo tempo, forse la migliore. Invece ha colpito male e ha mandato la palla fuori, alla destra di Kofler. E gli è mancata anche qualche giocata importante negli ultimi trenta metri, zona in cui la Roma aveva un gran bisogno di qualcuno che potesse guidarla nel traffico.

Però, nel complesso, la prestazione di Pastore merita la sufficienza: se il Flaco sta bene, insomma, sarebbe interessante vederlo in azione anche con il Cagliari, un avversario più impegnativo.

La partita di Kalinic

Kalinic invece è indietro e la sua partita lo ha detto chiaramente. È indietro, per esempio, nell’affiatamento con i compagni, ma questo è quasi inevitabile visto che è arrivato alla Roma da poco più di un mese.

Lo scarso feeling con gli altri attaccanti, per esempio, lo ha penalizzato in questa uscita, ispirata da Pastore, nella quale sul lancio Kalinic si è allargato a sinistra non accorgendosi che da quel lato arrivava a tutta velocità Zaniolo. Quel movimento gli ha fatto perdere un tempo decisivo, perché poteva dare alla Roma una superiorità al centro dell’area (con Kluivert) che poteva essere letale. Invece il cross di Zaniolo è stato intercettato da un difensore.

In generale, Kalinic non ha toccato pochi palloni (32 in 90 minuti), ma non è riuscito a uscire dalla morsa dei due centrali del Wolfsberg, con i quali ha perso sei duelli su nove. A un certo punto, forse per la frustrazione visto che non gli riusciva nulla, ha cominciato a cercare conclusioni da posizioni improbabili.

Il gol gli manca dal 16 gennaio (Atletico Madrid-Girona 3-3) e si vede. Ieri ha giocato la prima partita dal primo minuto con la Roma per cui non può essere una bocciatura definitiva la sua, ma al momento Fonseca non può permettersi di stare senza Dzeko. Anche perché gli altri attaccanti concludono poco.

Ne abbiamo parlato pure in questa opinione.

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