ZAN10LO

13/02/2019 di Patrizio Cacciari

Vivere serate come quella di ieri fa bene allo spirito. La Roma ha giocato da grande squadra, ci ha messo il cuore e la testa, ha sofferto e alla fine ha vinto meritatamente contro il Porto per 2-1. Poi è anche successo che il nostro gioiellino ha segnato due gol consacrandosi come calciatore italiano più giovane di sempre a fare una doppietta in Champions League. Nel dopo partita i tifosi della Roma si sono scatenati sulle radio e sui social ed è stato inevitabile arrivare al paragone con ciò che abbiamo di più sacro: Francesco Totti.

Metto subito in chiaro un aspetto: Zaniolo non è Totti e non potrà mai esserlo. Nicolò è fortissimo, forse uno dei tre giovani under 20 più impattanti sulla Serie A che a memoria ricordi, potrà diventare importante per la storia della Roma se sarà anche lui a volerlo. Per un ambiente perennemente insoddisfatto e affamato di vittorie non è facile rimanere con i piedi per terra quando intravede che qualcosa inizia a girare per il verso giusto, ne sono consapevole. I tifosi hanno bisogno di personaggi e simboli a cui aggrapparsi, eroi in cui immedesimarsi, è alla base di una passione. Anche tu hai avuto in cameretta il poster del tuo calciatore preferito. E’ giusto che anche i bambini di oggi, tifosi di domani, abbiano il loro.

Ma è giusto fermarsi un momento, per il bene della Roma e per il bene del ragazzo. Totti ha sempre detto che non sarebbe stato corretto ritirare la sua maglia perché ogni bambino dovrà sempre avere la possibilità di poterla un giorno indossare. E’ vero, Zaniolo è il primo bambino che vediamo avvicinarsi così tanto a quel sogno. Ma non è ancora il momento. La numero 10 della Roma non è solo la maglia che Totti ha indossato per 20 anni (sì, Francesco ha avuto anche altri numeri come il 20 e il 17), ma è il nostro trofeo, quello che nessun altro club potrà mai alzare al cielo. Rappresenta una storia incredibile per l’era in cui è avvenuta, un esempio irripetibile di immedesimazione e attaccamento alle proprie origini e ai propri affetti. E’ vero, anche la Roma ha dato tanto a Totti, ma ne è stata ripagata con gli interessi. Se oggi un club con un palmarès modesto è così conosciuto in tutto il mondo, il merito è anche di Totti. In questi anni non sono stati solo i ragazzini a indossare la sua maglia con il 10, vi faccio un esempio che vale per tutti: Sergio Ramos, capitano del Real Madrid, che lo aspetta dopo la partita per chiedergliela e farsela autografare. Non c’è qualcosa di paragonabile a quello che Totti ha rappresentato. Forse ancora non ce ne rendiamo bene conto perché abbiamo vissuto questa storia in prima persona e quindi ne facciamo parte in maniera inconsapevole.

Quella maglia

La maglia di Totti fu di Giannini, capitano di mille battaglie della Roma anni 90 a cui la nostra generazione si sente così profondamente legata. Giocava in una Serie A al livello della Premier League attuale, eppure non sfigurava, pur essendo parecchio più debole. Totti prese la maglia di Giannini dopo quattro stagioni. E la maglia di Giannini fu quella di Agostino Di Bartolomei, e qui non penso ci sia bisogno di aggiungere altro.

Non sarebbe giusto, oggi, dopo solo una stagione, affidarla a Zaniolo. Così come non sarà facile per la Roma resistere agli assalti delle big che hanno messo gli occhi sul ragazzo. Zaniolo ha un contratto con la Roma fino al 2023. Il suo agente e la dirigenza si sono dati appuntamento a giugno per discutere un adeguamento dell’ingaggio. E’ chiaro che oggi è il giocatore nella posizione di poter chiedere. Ma proviamo a rigirare la storia: caro Nicolò, qui è stata scritta una storia di calcio che non troverai da nessun’altra parte. Dimostraci di voler aggiungere un capitolo, il tuo. Dimostraci di volerlo fare. E un giorno sarai ricompensato con ciò che di più bello oggi un bambino possa desiderare. Lei.

maglia numero 10 Roma Nicolò Zaniolo

patrizio.cacciari@rudi.news
@PatCacciari

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